5-6-2016
Solo la morte di ALI' poteva offuscare, sui principali quotidiani nazionali, l'evento sportivo del mese: La Scalata Del Camparista.
La più a sud delle classiche del nord è giunta alla terza edizione, e il fatto che il manto stradale del percorso sia stato ripristinato la dice lunga sull'importanza che ha raggiunto nel panorama sportivo interpoderale.
Già nelle scorse edizioni la gara si era distinta per un ventaglio di partecipanti multietnico.
Anche quest'anno si sono presentati ai nastri di partenza da ogni dddoveeee, c'erano Matteone da Milano, Stefano da Vicenza, il Bernacchini da Albinia, Andrea Brocco da Formia, Lorenzo da Torniella, Anna da Campagnatico, il Vannelli dalla Tirana della val d'arbia, Jhonny da Piantaverna, Alessio da Monticello, e una folta combriccola cinigianese con Matteino, Zorro, Ricciolino, il Coppi, il tosco-calabro Mariotti, e SDM che sarei io Sergio di Momo, insomma, tutto il meglio del biathlon nazionale.
La MIA versione dei fatti:
Come di consueto la notte prima di una gara importante dormo poco e male fortuna che a tenermi compagnia ci sia Elena Ferrante con al sua "amica geniale".
Le 6 arrivano in fretta mi alzo e vado al trucco, alle 7 arriverà il "mio amico geniale" DJ Cavallo, con l'intenzione di girare uno spot pubblicitario sulla "nuova" ammiraglia del team Le Ficarì una Fiat 128 del 1973.
Ore 7:30 DJ.C suona, lo accolgo come merita un'autorità del suo calibro, in alta uniforme (mutande e canottiera con macchia di sugo). Lo invito al banchetto a base ova rigatino e salciccia, tutti olii da alte prestazioni, altro che Selenia. Non si esime. Una colazione che manco la pora ganascia si sarebbe sognata, e via a fare riscaldamento. Due foto, giriamo lo spot, lieve strecching e di corsa alla punzonatura.
Il Vicentino con la solita protervia fuma in sella alla bici. Più preuntuoso di Ibra. Espletato il rituale del foglio firma ci mettiamo agli ordini della giovane starter Camilla Brogi.
I giornalisti ci chiedono un'ultima foto. E chi si nega.
Partiti... Il vicentino prende subito il largo seguito dagli incauti Brocco e Bernacchini, quando le pendenze si fanno importanti emergono i più forti, Lorenzo da Torniella, Alessio Jhonny ed io risucchiamo i giovani "stranieri", rimane solo il vicentino che continua a ingurgitare bevande da flaconicini anonimi.
Brocco si pianta, simula un salto della catena e retrocede nella posizione che gli compete.
Fortuna che il clima è clemente (no il mi nonno) e non soffriamo il caldo infernale delle passate edizioni.
La prima manche in bici sta per concludersi. Tra i più attardati c'è Matteino che lamenta un sabotaggio, solo all'arrivo si accorge di aver pedalato con il freno anteriore semi bloccato, racconta di aver pensato seriamente al ritiro e solo l'emarginazione sociale che un gesto simile avrebbe causato lo hanno fatto desistere. Il mio quarto posto mi fa ben sperare, nel tiro con l'arco sono tra i migliori e posso recuperare posizioni. La prima manche di tiro per i più è da dimenticare. Già si sapeva.
Ripartiamo per gli ultimi 4 km di bici, il Vicentino fa l'andatura provo a tenere il suo ritmo. Secondo i miei calcoli ,e quelli dei bookmaker, sarà una sfida tra me e lui.
La strada comincia a salire seriamente, perdo terreno Stefano si gira per vedere se resisto, dopo una breve, ma intensa riflessione concludo che è meglio un secondo posto che lasciare due orfani.
Nell'utimo km ho più crisi di fame di Albertone dopo 20 minuti di dieta. Vengo superato anche da Jhonny e Alessio che si disseta e parte all'inseguimento del Vicentino come se avesse il motore. Si scoprirà poi che si trattava di caffè sport borghetti corretto sambuca.
Il Piselli taglia il traguardo seguito a ruota da Alessio, terzo Jhonny quarto io.
Alla spicciolata arrivano tutti, manca solo il Mariotti. Nell'attesa inziano i primi brindisi a base, manco a dirlo, Campari.
Sulle nostre teste incombono nuvole nere. Rimontiamo in sella per andare ad espletare l'ultima manche di tiro con l'arco che definirà la classifica finale. Il primo a tirare è il Vicentino Stefano Piselli, e nonostante gli lanci un anatema degno di Bela Guttmann fa un ottimo score.
Quando è il mio turno so già di cosa ho bisogno per aggiudicarmi la terza edizione consecutiva. Devo fare almeno 40 punti e il trofeo realizzato dai noti designer Gaia Tavaroli e Max Romano sarà mio. Ho l'ultima freccia e sono a 33, la tensione si taglia col coltello,lo stadio ammutolisce manco ci fosse Fabio Grosso sul dischetto a Berlino '06, per sdrammatizzare ci facciamo un goccetto (nell'arco della giornata sdrammatizzeremo senza soluzione di continuità).
Sento che la piazza vuole la mia sconfitta e ne sono felice. Mi vedo già nelle foto con il trofeo alzato al cielo insieme al dito medio per i miei nemici.
Parte la freccia ma un'improvvisa folata di vento ne altera la triettoria e il 10 a cui era destinata si trasforma in un 6. Gli dei si sono fatti beffe di me.
39. Ho perso per un punto, non credo ai miei occhi. Il boato della folla mi fà capire quanto chi vince sempre rimanga sui coglioni. Il Piselli e la sua cordellina iniziano i caroselli che si protrarranno fino a notte fonda anche in tutto il Veneto.
Per scongiurare scontri tra le due frange più estreme di tifosi invito il vincitore a condividere l'amaro calice della sconfitta al banco...non si fa pregare...inizia la vera festa.
Per gli amanti delle statistiche l'ordine d'arrivo:
Ultimo Mariotti Marco (numero sette mio figlio) fuori tempo massimo. Esibisce una tartaruga degna di CR7 solo che lui, a differenza del fenomeno portoghese, pare che abbia ingerito una testuggine gigante intera.
14° Coppi: assente per infortunio nella parte pedalata si distingue al banco e nel tiro con l'arco scagliando una freccia in coppa a un camper che gli vale il premio tiro del giorno.
13° Ex-Ricciolino Tempo 62 minuti e 22 secondi, oltre alle classiche ruote lenticolari rasa i ventennali dreadlocks per avere una migliore aereodinmica e limare decimi di secondo che si sarebbero potuti rivelare importantissimi. (sarebbero)
12° Matteino 61:17, pedalare con un freno bloccato deve far riflettere. Le continue contaminazioni a cui è costretto hanno effetti collaterali di questa portata?
11° Il Vannelli per gli amici DJCavallo 54:32. Si distingue per il fair play ma evidenzia lacune incolmabili in ogni sport in cui serva un minimo di abilità. Manco di lupini cazzo...
10°Anna 45:24 vince il titolo femminile lasciato vacante da Michela e mostra una forma fisica invidiabile...o come diceva Zucca...
9° Matteone il milanese 44:12 pur di vincere avrebbe sniffato pure le scie chimiche, ma un lungo week-end di bagordi ne hanno precluso velleità da podio, polemico più di Sgarbi e Del Debbio messi insieme
8° Bernacchini Matteo 41:30 inviato a rappresentare i biatleti di Albinia non va oltre un dignitoso ottavo posto, rischia nell'arco del w-e più volte l'incolumità fisica.
7° Alessio 41:13 ad un sontuoso secondo posto in bici, perso soltanto in volata di un niente, abbina un disastro con le frecce, ma daltronde è il figlio di Giorgino mica di Geronimo.
6°Brocco Andrea 41:08 al debutto in manifestazioni di questo livello si presenta inadeguato sia come abbiglimento che come mezzo di trasporto...l'abito non fà il monaco.
5° Zorro 32:54 un uomo senza vergogna tenta la carta della corruzione con la giovane e inesperta giudice di gara. Ad una imbarazzante prestazione in bici fa da contraltare una precisione con l'arco degna di un cecchino serbo.
4°Jhonny 32:08 ottimo crono in bici, rimane fuori dal podio per una manciata di secondi colpa di una mira carente.
3°Lorenzo da Torniella 32:03 venuto per fare il gregario al Vannelli ben presto si macchia del reato di insubordinazione e si lancia all'inseguimento del Vicentino la sua scarsa vena con le frecce denota che anche Torniella non sia riserva Navajo.
2° S.D.M 20:39 sfumato il triplete per un punto cedo lo scettro all'unico ex-ciclista professionista... come si dice chi perde non cogliona.
1° Il Vicentino 19:37 imbattibile in bici e al banco, rischia di veder sfumare una vittoria certa con una sessione di tiro degna di un non vedente. Gettano ombre sulla vittoria certi flaconcini anonimi di cui si nutriva in corsa...
Ps durante i riti bacchici (da Bacco) dice e sottolieno dice che alcuni membri del team le ficarì si siano distinti per atteggiamenti lontani dagli standard di eleganza a cui un club di prestigio come il nostro è abituato. Frasi poco eleganti, oltraggi a pubblici ufficiali etc...per tutto questo mi scuso io a nome di tutti.
Invece per i ripetuti tentati omicidi abbiamo solo risposto a vistose provocazioni.
Pps per il tso di cui i maldicenti sostengono sia stato vittima ho richiesto le immagini del sistema di sicurezza per adire un'azione legale per diffamazione contro ignoti...ignoti 'na sega!!! Zorro.
Un saluto e un grazie va a tutti coloro che hanno reso questa giornata di sport epica... eh si a cinigiano lo chiamiamo sport...
il direttore
sf o sdm
sabato 11 giugno 2016
mercoledì 25 maggio 2016
- 10 alla terza edizione della scalata del camparista
Come immaginavo, appena reso ufficiale il nuovo regolamento della scalata del camparista, sono divampate feroci polemiche.
Chissenefrega. Non posso accontentare tutti.
La stampa internazionale (il Vannelli da Monteroni) ha colto la palla al balzo per provare a far vacillare la mia indiscussa leadership con un video quantomeno discutibile sulla complicatezza del nuovo regolamento.
Le prime avvisaglie dei malumori all'interno del team "Le Ficarì" si erano già avute quando venne diramata la data della 3° edizione della Scalata Del Camparista. C'era chi sosteneva che fosse stata scelta deliberatamente per estrometterlo in quanto impegnato, la sera precedente alla gara, in una sbicchierata (colui che si nutre di felini domestici).
La cosa che mi ferisce di più non sono le parole dette in faccia ma i sotterfugi tramati alle mie spalle dai membri del mio team.
Io, un capitano che si butterebbe nel fuoco (spento) per i suoi ragazzi vengo tacciato di usare la loro abilità per il mio unico scopo, la vittoria (che c'è di male?)
Siete voi che siete più lenti di Beautiful.
Sapere che la loro vittoria sarà vedermi sconfitto mi addolora. Come le so tutte queste cose? Con i metodi della stasi.
Telefoni sotto controllo torture psico e fisiche hanno fatto trapelare simili scenari. Vincere contro tutto e tutti sarà più bello e se non ci riuscirò potrete dire di aver assistito ad uno degli eventi più rari del panorama sportivo mondiale... una mia sconfitta.
L'ultima risale al 21 dicembre 1974 ai giochi di natale (una sorta di giochi senza frontiere) in seconda asilo persi contro tale Guerrini Giuliano in una gara di macchinine. Infuriato per l'arbitraggio a senso unico di Suor Gemma detti in escandescenze ma venni subito placato dalle autorita locali con una notevole serie di nocchini (all'epoca era ancora legale corcare di mazzate i bambini che non stavano alle regole, e se avevi la maleaugurata idea di raccontarlo a casa ne buscavi sopra)... ma questa è un'altra storia.
Cari complottisti vorrei spiegarvi una cosa, fate parte della mia squadra, è come se Barzagli Chiellini e Bonucci per invidia di Buffon provassero a fare autogol.
I miei delfini si sono trasformati in squali? Di chi potrò fidarmi? (leggi cantando)...lo scopriremo solo vivendo.
Sono stato ingenuo dovevo immaginare che, essendomi circondato di elementi che accettano la sconfitta come Montero accettava un tunnel, mi volessero fare le scarpe.
Da gente che scatenava sanguinose risse durante le gare di palline sulla sabbia cosa ti vuoi aspettare.
Ecco a voi l'oggetto del contendere il nuovo regolamento di quello che passerà alla storia come il biathlon del terzo millennio.
Per la pratica di questo avvenieristico sport avete bisogno di due invenzioni piuttosto datate, la bici e l'arco.
Ad un ottimo crono dovrete aggiungere l'abilità balistica, ci saranno infatti, due (2) sessioni di tiro con l'arco da 5 frecce cadauna, la distanza del bersaglio sarà 11 metri...un rigore.
Con quale criterio verrà decretata la vittoria?
Al tempo in bici verranno detratti 10 secondi per ogni anno d'età (documento valido non mi fido) 20 secondi per ogni punto realizzato con le frecce...(le frecce saranno a ventosa onde evitare inutili perdite umane).
Ps. se non avete arco e frecce non disperate potete noleggiare gratuitamente tutto il kit, pagherete solo un piccolo dazio cronometrico, il nolo dell'arco costerà più un minuto e le frecce più 3 secondi l'una.
Che altro dire, la notte dei lunghi coltelli è imminetnte ci ritroveremo al bivio in cui la vita da appuntamento a tutti, tra l'abbrutimento e il desiderio, tra la voglia di vittoria e la resa.
Io mi sto preparando per ripetermi ed entrare nella storia, so che sarà difficile ma al traguardo potrò guardarmi allo specchio con la consapevolezza di aver dato il massimo... sognare non costa niente.
PPS...come di consueto non ci saranno controlli antidoping...ma... chi semina vento raccoglie tempesta!
il direttore
sf o sdm
Chissenefrega. Non posso accontentare tutti.
La stampa internazionale (il Vannelli da Monteroni) ha colto la palla al balzo per provare a far vacillare la mia indiscussa leadership con un video quantomeno discutibile sulla complicatezza del nuovo regolamento.
Le prime avvisaglie dei malumori all'interno del team "Le Ficarì" si erano già avute quando venne diramata la data della 3° edizione della Scalata Del Camparista. C'era chi sosteneva che fosse stata scelta deliberatamente per estrometterlo in quanto impegnato, la sera precedente alla gara, in una sbicchierata (colui che si nutre di felini domestici).
La cosa che mi ferisce di più non sono le parole dette in faccia ma i sotterfugi tramati alle mie spalle dai membri del mio team.
Io, un capitano che si butterebbe nel fuoco (spento) per i suoi ragazzi vengo tacciato di usare la loro abilità per il mio unico scopo, la vittoria (che c'è di male?)
Siete voi che siete più lenti di Beautiful.
Sapere che la loro vittoria sarà vedermi sconfitto mi addolora. Come le so tutte queste cose? Con i metodi della stasi.
Telefoni sotto controllo torture psico e fisiche hanno fatto trapelare simili scenari. Vincere contro tutto e tutti sarà più bello e se non ci riuscirò potrete dire di aver assistito ad uno degli eventi più rari del panorama sportivo mondiale... una mia sconfitta.
L'ultima risale al 21 dicembre 1974 ai giochi di natale (una sorta di giochi senza frontiere) in seconda asilo persi contro tale Guerrini Giuliano in una gara di macchinine. Infuriato per l'arbitraggio a senso unico di Suor Gemma detti in escandescenze ma venni subito placato dalle autorita locali con una notevole serie di nocchini (all'epoca era ancora legale corcare di mazzate i bambini che non stavano alle regole, e se avevi la maleaugurata idea di raccontarlo a casa ne buscavi sopra)... ma questa è un'altra storia.
Cari complottisti vorrei spiegarvi una cosa, fate parte della mia squadra, è come se Barzagli Chiellini e Bonucci per invidia di Buffon provassero a fare autogol.
I miei delfini si sono trasformati in squali? Di chi potrò fidarmi? (leggi cantando)...lo scopriremo solo vivendo.
Sono stato ingenuo dovevo immaginare che, essendomi circondato di elementi che accettano la sconfitta come Montero accettava un tunnel, mi volessero fare le scarpe.
Da gente che scatenava sanguinose risse durante le gare di palline sulla sabbia cosa ti vuoi aspettare.
Ecco a voi l'oggetto del contendere il nuovo regolamento di quello che passerà alla storia come il biathlon del terzo millennio.
Per la pratica di questo avvenieristico sport avete bisogno di due invenzioni piuttosto datate, la bici e l'arco.
Ad un ottimo crono dovrete aggiungere l'abilità balistica, ci saranno infatti, due (2) sessioni di tiro con l'arco da 5 frecce cadauna, la distanza del bersaglio sarà 11 metri...un rigore.
Con quale criterio verrà decretata la vittoria?
Al tempo in bici verranno detratti 10 secondi per ogni anno d'età (documento valido non mi fido) 20 secondi per ogni punto realizzato con le frecce...(le frecce saranno a ventosa onde evitare inutili perdite umane).
Ps. se non avete arco e frecce non disperate potete noleggiare gratuitamente tutto il kit, pagherete solo un piccolo dazio cronometrico, il nolo dell'arco costerà più un minuto e le frecce più 3 secondi l'una.
Che altro dire, la notte dei lunghi coltelli è imminetnte ci ritroveremo al bivio in cui la vita da appuntamento a tutti, tra l'abbrutimento e il desiderio, tra la voglia di vittoria e la resa.
Io mi sto preparando per ripetermi ed entrare nella storia, so che sarà difficile ma al traguardo potrò guardarmi allo specchio con la consapevolezza di aver dato il massimo... sognare non costa niente.
PPS...come di consueto non ci saranno controlli antidoping...ma... chi semina vento raccoglie tempesta!
il direttore
sf o sdm
lunedì 28 marzo 2016
Trofeo Bruchi...non esistono amichevoli...
Prima tappa di avvicinamento alle classiche del nord e alla ben più importante terza edizione della scalata del camparista.
Giornata ciclistica nata per volere del Vannelli, che in questa santa pasqua è tornato all'ovile. Ho accettato la sfida e ho rilanciato invitando Matteo il milanese, perchè è risaputo, tre teste calde sono meglio di due... doveva essere una scampagnata tra vecchi amici...doveva.
Cronaca della corsa
Ore 9:30 punzonatura, sfottò e sermone del tuttologo locale sulla scelta del percorso in base a dati scientifici sui venti, i gradi di inclinazione dei raggi solari, lo Zenit e Nadir etc etc... mamma mia che palle.
Si parte. Il numero dei partecipanti (tre...cento) evidenzia che il trofeo Bruchi è un premio ambito e che nessuno, come sempre, ci starà a perdere.
Il percorso è di difficoltà elevata, con G.P.M di prima e seconda categoria. Dopo pochi minuti tre disperati tentano la fuga, sono Matteo il milanese, il Vannelli, e Fabian Cancellata (io) ribattezzato cosi dal Vannelli forse per le prestazioni simili al grande ciclista elvetico Fabian Cancellara detto Spartacus? No chiarisce subito lui. Solo per il cognome che porti e perchè la tua bicicletta pesa come una cancellata.
I tre fuggitivi prendono il largo. Il Longobardo, spaccone come di consueto, a dimostrazione di forza si batte i pugni sul torace come king kong, orde di fan a bordo strada vanno in delirio.
Il primo Gpm è a Porrona. E' il Vannelli ad aggiudicarsi l'ambito traguardo volante. Nella discesa che porta all'anconetana i tre, assumendo una posizione molto aereodinamica aumentano considerevolmente il loro vantaggio.
Ora viene il bello...disse quello in procinto di cacare il cuore...
L'ingeresso in una strada molto trafficata non è mai facile, incauti pirati della strada ci sfrecciano accanto fregandosene di noi...
Schivato il pericolo, sul ponte dell'orcia a ben 57 kmh sono vittima di un frontale con un calabrone, ho un attimo di vertigini e rischio di cadere. Il dolore è notevole con la mano sondo la fronte per capire l'entità del danno. All'analisi tattile riscontro una lieve commozione cerebrale...un biccio pe capissi.
La strada si fa inpervia.
Arrivare a Tavernelle sarà dura, i pezzi sterrati nascondono infinite insidie. Parliamo quasi pacificamente della società moderna, e nonostante idee politiche molto distanti il simposio non sfocia in rissa. Complice il paesaggio primaverile la gara prende i contorni della scampagnata.
Senza lo stress della contesa mi tornano in mente tante storie vissute in quelle zone. Racconto ai miei compagni di fuga di quando una notte accompagnando a casa una ragazza dopo la discoteca io e i miei amici ci imbattemmo in una coppia che faceva sesso estremo in mezzo alla strada (a breccia) e dall'abitacolo ogni sorta di ingiurie ed epiteti irripetibili uscirono dalle nostre bocche, terminati solo quando io chiesi. Chi cazzo so sti due? La ragazza con aplomb britannico rispose : è la mi mamma. Fu il gelo...il resto del viaggio passò nel silenzio più assoluto. E' passata alla storia come une delle 5 più grosse figure di merda dell'umanità.
Saliscendi degni della Liegi-Bastogne-Liegi ci portano di nuovo a Porrona. Mancano 7 km, la vittoria è un'affare fra noi tre. Siamo talmente in vantaggio che il Vannelli chiama la su' mamma per dirle che finalmente riuscirà a salire sul podio.
Nell'ultimo pezzo sterrato nessuno si vuole scoprire.
La pendenza supera il 10%. Provo a staccarli e arrivo in cima all'ultimo GPM in testa facile. Decido di aspettarli non me la sento di abbandonare i miei compagni di fuga. Dobbiamo arrivare insieme e fare la volata. Il gap cronometrico dice il Vannelli a due minuti e Matteo a sei.
Il Longobardo arriva trafelato e visibilmente disidratato, cerca l'acqua come un rabdomante. Quando sta per consumarsi la tragedia gli passo la borraccia e il Vannelli lo imbottisce di zucchero e uva passa. Gli abbiamo salvato letteralmente la vita, e lui come ricompensa si lancia giù per la pievina veloce come una cometa.
A 500 metri dal traguardo è primo il Longobardo seguito dal Vannelli. Ammiro la loro volontà li guardo da lontano, tanto so' come andrà a finire. Mi sento come Ibra (nettamente superiore).
La salita della crocina è fatale a Matteo che si pianta e viene superato agevolmente prima dal Vannelli e poco dopo anche da me.
Massi per provare ad arginarmi emana retrogas aromatizzati al putrefatto. Manco Dik Dastardrik.
Siamo gomito a gomito, la volata è concitata, il Vannelli assapora l'ebrezza di vincere e prova a stringermi alle transenne, sarei quasi tentato di farlo andare per vedere la reazione. Magari fa come "coso" che dopo aver segnato il gol dell' 8 a 1 fece due giri di campo roteando la maglia.
Non ce la faccio a perdere, è più forte di me, scarto a destra e lo supero arrivo sotto la bandiera a scacchi a braccia alzate.
...ma che ve lo dico a fare...non esistono amichevoli.
ps trofeo bruchi, non in onore dell'eroe cinigianese, ma per l'andatura alla velocità dei bruchi...
il direttore
sf o sdm
martedì 15 marzo 2016
Piccoli Begbie crescono...
...Per chi l'ha visto e per chi non c'era... e per chi in quel giorno li inseguiva una sua chimera...
Domenica di calcio. Un vento da nord-est porta con se pioggia e depressione sferza le spoglie gradinate. Clima tipicamente scozzese. Guance rosse in abbondanza un pò per il freddo un pò di più per il vino.
In un paesino dell'entroterra toscano si disputa un match calcistico di infimo livello, la noia regna incontrastata sulle tribune, lo sbadiglio è il massimo della trasgressione.
Finalmente l'arbitro decreta il recupero. Onde evitare spiacevoli malintesi alza al cielo, cosi che tutti possano vedere, il pollice l'indice ed il medio. Solo tre minuti gridano i tifosi di casa??? Nooo stava mostrando il tre come simbolo religioso (la trinità) dice un sapientone. Finalmente grida un esteta (io) finirà questo scempio.
Quando tutti sono pronti per un thè caldo (falso come la banconota da 15 euro al massimo un'anice stellato o uno stravecchio) e tutto sembra filare liscio nasce un diverbio tra un hooligans locale e una donna degli ospiti. L'hooligans con l'aplomb che lo contraddistingue invita la Granny a praticargli una fellattio.
La signora inorridita da tale proposta risponde a tono, e più inveisce e più il teppistello con una mimica degna di Chaplin insiste sulla fellatio. Si alza quello che ai più sembra il marito, vuoi vedere che ora gli farà una pompa lui.
No, decisamente no, dopo i primi passi verso il nostro Begbie si capisce che le intenzioni sono altre, è scandalizzato come una suora orsolina. Vuole vendicare l'onore violato della consorte e passa all'attacco via terra.
Ma come accade spesso in certe situazioni ha fatto i conti senza l'oste.
Vedendolo avanzare "Begbie" esulta e passa all'offensiva mulinado jab a destra e a manca. Nessun colpo porta al k.o.
La rissa prosegue. Alcuni con la scusa di andare a dividere i contendenti sferrano colpi anche sotto la cintura, sale l'adrenalina e il livello della boxe, sedarli non è facile per le forze dell'ordine, ci vorrebbe il taser.
I migliori boxer schierati da ambo le parti danno vita a 5 minuti di follia.
Da che mondo è mondo quando vai a fa i cazzotti "ci vole du balle una pe dalle e una pe piglialle".
Secondo una stima approssimativa nel mio personalissimo tabellino (avrebbe detto Rino Tommasi) la tifoseria di casa è uscita vincente ai punti (non di sutura) e con un discreto margine.
Nulla di rilevante dal lato feriti, s'è consumato meno ghiaccio che in un campari.
Begbie: è uno dei protagonisti di Trainspotting particolarmente dedito alla rissa.
p.s Per i curiosi, 'na pompa non gliel'ha fatta ma 'no sganassone l'ha preso..
pps aborro questo genere di cose ma è stato molto più spettacolare dell'intera partita.
il direttore
sf o sdm
Domenica di calcio. Un vento da nord-est porta con se pioggia e depressione sferza le spoglie gradinate. Clima tipicamente scozzese. Guance rosse in abbondanza un pò per il freddo un pò di più per il vino.
In un paesino dell'entroterra toscano si disputa un match calcistico di infimo livello, la noia regna incontrastata sulle tribune, lo sbadiglio è il massimo della trasgressione.
Finalmente l'arbitro decreta il recupero. Onde evitare spiacevoli malintesi alza al cielo, cosi che tutti possano vedere, il pollice l'indice ed il medio. Solo tre minuti gridano i tifosi di casa??? Nooo stava mostrando il tre come simbolo religioso (la trinità) dice un sapientone. Finalmente grida un esteta (io) finirà questo scempio.
Quando tutti sono pronti per un thè caldo (falso come la banconota da 15 euro al massimo un'anice stellato o uno stravecchio) e tutto sembra filare liscio nasce un diverbio tra un hooligans locale e una donna degli ospiti. L'hooligans con l'aplomb che lo contraddistingue invita la Granny a praticargli una fellattio.
La signora inorridita da tale proposta risponde a tono, e più inveisce e più il teppistello con una mimica degna di Chaplin insiste sulla fellatio. Si alza quello che ai più sembra il marito, vuoi vedere che ora gli farà una pompa lui.
No, decisamente no, dopo i primi passi verso il nostro Begbie si capisce che le intenzioni sono altre, è scandalizzato come una suora orsolina. Vuole vendicare l'onore violato della consorte e passa all'attacco via terra.
Ma come accade spesso in certe situazioni ha fatto i conti senza l'oste.
Vedendolo avanzare "Begbie" esulta e passa all'offensiva mulinado jab a destra e a manca. Nessun colpo porta al k.o.
La rissa prosegue. Alcuni con la scusa di andare a dividere i contendenti sferrano colpi anche sotto la cintura, sale l'adrenalina e il livello della boxe, sedarli non è facile per le forze dell'ordine, ci vorrebbe il taser.
I migliori boxer schierati da ambo le parti danno vita a 5 minuti di follia.
Da che mondo è mondo quando vai a fa i cazzotti "ci vole du balle una pe dalle e una pe piglialle".
Secondo una stima approssimativa nel mio personalissimo tabellino (avrebbe detto Rino Tommasi) la tifoseria di casa è uscita vincente ai punti (non di sutura) e con un discreto margine.
Nulla di rilevante dal lato feriti, s'è consumato meno ghiaccio che in un campari.
Begbie: è uno dei protagonisti di Trainspotting particolarmente dedito alla rissa.
p.s Per i curiosi, 'na pompa non gliel'ha fatta ma 'no sganassone l'ha preso..
pps aborro questo genere di cose ma è stato molto più spettacolare dell'intera partita.
il direttore
sf o sdm
sabato 11 luglio 2015
SSD Cinigiano... 50 Anni e non sentirli
5 luglio 2015
Nel giorno del 50esimo compleanno del glorioso Cinigiano calcio la società non ha badato a spese ingaggiando funamboli e artisti del pallone per deliziare la folla che con largo anticipo si era assiepata sulle tribune della fossa dei leoni per assistere al match tra alcune vecchie glorie biancoazzurre, dei pellai che non si sa come, hanno indossato la maglia del Cinigiano e una selezione locale (gente trovata al bar per far numero).
Ma veniamo alla partita; la presenza di ergastolani della squalifica, di giocatori capaci di colpire la palla in un campionato 5 volte di cui 3 involontariamente, di teste caricate a nitroglicerina che con i regolamenti odierni avebbero resistito più sott'acqua che in campo, potevano far presagire ad un match agonisticamente caldo.
Fortunatamente il pericolo è stato scongiurato, un pò per la torrida temperatura che ha fatto si che il ritmo della gara fosse quattro tacche sotto il derby del cuore, un po perche i vecchi sono subito passati in vantaggio con una bordata di Penco che un Cianchino senza dignità si lasciava sfilare sotto la pancia. La superiorità del geriatrico è apparsa subito netta. Il vero spettacolo però, è stato vedere nel viso dei calciatori la gioia e il sorriso per essersi di nuovo trovati insieme a giocare. La partita non la ricordo ho passato il tempo in panchina a "veglia".
Di episodi salienti ben pochi, di giocate che passeranno alla storia, nemmeno l'ombra, una costante, Zanobi Alessandro (l'unico in grado di contrastare bobo vieri in una gara di selfie) che si autoimmortalava con i "dinosauri" di cui da bambino era accanito fan.
Il risultato 3-1 per le vecchie glorie, i gol Penco, D'andrea e Camilletti per i vecchi e Bonelli per i giovani.
Sarebbe il momento delle pagelle, ma non mi sento di giudicare miei ex compagni. Alla fine troverete i premi assegnati da leficari.com
Da segnalare, come ad ogni festa che si rispetti, la presenza di un imbucato. Davanti alla nostra perplessità millantava presenze nel Cinigiano, ma in nessun archivio si è riscontrata traccia di tale Scheggi Marzio (proverò su wikipedia ma dubito)
Altra segnalzione negativa, il grave infortunio di cui è stato vittima il Brandini. Si è trattato forse di una faida trasversale?
I vecchi per provare ad arginarne lo strapotere fisico sono ricorsi al fallo sistematico. Auguri di pronta guarigione
A cena gli amarcord si sprecano Guglielmo, in versione Gianni Minà, tra una portata e l'altra premia a destra e a manca. A fine serata, in piena trance agonistica, premierà anche un passante venuto a chiedere informazioni.
Il racconto di Bertini-Minà parte dagli albori,e inizia cosi: si stava meglio quando si stava peggio, il calcio veniva giocato su un campo abbandonato a maggese con le porte dai pali quadrati e dove il trattorino tosa erba erano le pecore del vicino che ovviamente lasciavano tracce del loro passaggio etc...
Io, ripensando ai miei anni trascorsi da giocatore e da tifoso, ne ho viste di cotte (e di cotti venuti a svernare) e di crude. Ho avuto l'onore di giocare con grandi giocatori, uno di loro era dal Grillo facile e viaggiava con un divano sul furgone per fugaci accoppiamneti.
Altre volte abbiamo fatto indossare la gloriosa casacca con troppa generosità. Per capirci nel Cinigiano hanno giocato, pentiti (di non avere fatto un altro sport) pellai di ogni risma, persino il matto d'istia è stato una delle tante meteore. Le forze dell'ordine locali, dal canto loro, hanno dato alla causa fior di talenti-bidoni. Venivano al campo e raccontavano presenze minimo in serie C, con racconti dettagliati (uno sosteneva che Giannini gli avesse tolto il posto nella Roma perchè raccomandato), per poi mostrarsi in tutto il loro macabro splendore. (non parlo di te Guglielmo)
Alcuni di questi pseudo giocatori nemmeno se tenuti a mollo per settimane nell'acqua di Lourdes sarebbero diventati calciatori, ma si sa, siamo un paese di generosi e du tiri non si negano a nessuno.
La Storia:
La piazza avrebbe meritato molto di più ma cominciammo come tutti dalla terza categoria.
Le ambizioni erano inversamente proporzionali alle qualità degli atleti e per un bel ventennio stazionammo nella bassa classifica dell'ultima categoria, dove le magre soddisfazioni venivano dalle vittorie nei caldi derby col Pari e col Civitella.
Poi venne l'epoca del infuocato derby col Monticello (paragonabile per furore agonistico a panata-olimpiakos) dove, voglio sottolineare, in anni e anni di derby i monticellesi non riuscirono mai a vincerne uno. La loro ascesa dalla terza alla prima categoria smosse gli animi cinigianesi che non volendo essere da meno degli odiati cugini inziarono ad investire in gente di livello. .....O coglioni monache....
Il mio idolo d'infanzia era un greco che studiava medicina e segnava valanghe di gol. Se non avesse fatto una vita notturna alla Adriano avrebbe giocato molto più in alto.
Per raggiungere l'agognato salto di categoria venne ingaggiato un ex seria A (Ferioli) 1983-84. In questo decennio (1987) il mio debutto con gol in un Cinigiano S.fiora 1-1
Il decennio 1990-2000 fù ricco di soddisfazioni il culmine: 25-5-1997 quando, con lo storico gol di Marchino sbancammo Sambuca e fummo promossi in prima categoria.
L'artefice di questo miracolo fu Mr Mariotti Paolo ( x gli amici e i nemici la Puzzola). Poi la crisi d'identità con monticellesi in squadra e in panchina, e per finire, arriviamo ai fasti odierni con Figaro presidente (Massimo Tassi) Tognotti Lamberto in panchina e bomber Panfi trascinatore...ora con l'arrivo di un vincente come Lorenzo Scheggi alla guida tecnica è lecito sognare...
In tarda nottata e nel più assoluto anonimato si sono tenute le premiazioni che ogni anno leficari.com dedica a chi si è distinto in qualcosa non necessariamente inerente al calcio.
Il premio miglior abbronzatura integrale: 1° Zanobi Alessandro 2° D'andrea Luca 3° Zanobi Massimo. Flavio Tarassi era fuori concorso
Miglior sovrappeso: primo a mani basse Magi Mirko, 2° Tinturini Paolo 3° aexquo Falconi Lorenzo e Bartalucci Marco...escluso lo scrivente per irregolarità.
Il premio più ambito: Miss maglietta bagnata, (o maglia di lana sudata) va a: Perugini Alberto detto saramella...
...chi se la prese campò un mese...
ps è stato bello ritrovarvi con infinita stima e affetto ...
il direttore
sf o sdm
Nel giorno del 50esimo compleanno del glorioso Cinigiano calcio la società non ha badato a spese ingaggiando funamboli e artisti del pallone per deliziare la folla che con largo anticipo si era assiepata sulle tribune della fossa dei leoni per assistere al match tra alcune vecchie glorie biancoazzurre, dei pellai che non si sa come, hanno indossato la maglia del Cinigiano e una selezione locale (gente trovata al bar per far numero).
Ma veniamo alla partita; la presenza di ergastolani della squalifica, di giocatori capaci di colpire la palla in un campionato 5 volte di cui 3 involontariamente, di teste caricate a nitroglicerina che con i regolamenti odierni avebbero resistito più sott'acqua che in campo, potevano far presagire ad un match agonisticamente caldo.
Fortunatamente il pericolo è stato scongiurato, un pò per la torrida temperatura che ha fatto si che il ritmo della gara fosse quattro tacche sotto il derby del cuore, un po perche i vecchi sono subito passati in vantaggio con una bordata di Penco che un Cianchino senza dignità si lasciava sfilare sotto la pancia. La superiorità del geriatrico è apparsa subito netta. Il vero spettacolo però, è stato vedere nel viso dei calciatori la gioia e il sorriso per essersi di nuovo trovati insieme a giocare. La partita non la ricordo ho passato il tempo in panchina a "veglia".
Di episodi salienti ben pochi, di giocate che passeranno alla storia, nemmeno l'ombra, una costante, Zanobi Alessandro (l'unico in grado di contrastare bobo vieri in una gara di selfie) che si autoimmortalava con i "dinosauri" di cui da bambino era accanito fan.
Il risultato 3-1 per le vecchie glorie, i gol Penco, D'andrea e Camilletti per i vecchi e Bonelli per i giovani.
Sarebbe il momento delle pagelle, ma non mi sento di giudicare miei ex compagni. Alla fine troverete i premi assegnati da leficari.com
Da segnalare, come ad ogni festa che si rispetti, la presenza di un imbucato. Davanti alla nostra perplessità millantava presenze nel Cinigiano, ma in nessun archivio si è riscontrata traccia di tale Scheggi Marzio (proverò su wikipedia ma dubito)
Altra segnalzione negativa, il grave infortunio di cui è stato vittima il Brandini. Si è trattato forse di una faida trasversale?
I vecchi per provare ad arginarne lo strapotere fisico sono ricorsi al fallo sistematico. Auguri di pronta guarigione
A cena gli amarcord si sprecano Guglielmo, in versione Gianni Minà, tra una portata e l'altra premia a destra e a manca. A fine serata, in piena trance agonistica, premierà anche un passante venuto a chiedere informazioni.
Il racconto di Bertini-Minà parte dagli albori,e inizia cosi: si stava meglio quando si stava peggio, il calcio veniva giocato su un campo abbandonato a maggese con le porte dai pali quadrati e dove il trattorino tosa erba erano le pecore del vicino che ovviamente lasciavano tracce del loro passaggio etc...
Io, ripensando ai miei anni trascorsi da giocatore e da tifoso, ne ho viste di cotte (e di cotti venuti a svernare) e di crude. Ho avuto l'onore di giocare con grandi giocatori, uno di loro era dal Grillo facile e viaggiava con un divano sul furgone per fugaci accoppiamneti.
Altre volte abbiamo fatto indossare la gloriosa casacca con troppa generosità. Per capirci nel Cinigiano hanno giocato, pentiti (di non avere fatto un altro sport) pellai di ogni risma, persino il matto d'istia è stato una delle tante meteore. Le forze dell'ordine locali, dal canto loro, hanno dato alla causa fior di talenti-bidoni. Venivano al campo e raccontavano presenze minimo in serie C, con racconti dettagliati (uno sosteneva che Giannini gli avesse tolto il posto nella Roma perchè raccomandato), per poi mostrarsi in tutto il loro macabro splendore. (non parlo di te Guglielmo)
Alcuni di questi pseudo giocatori nemmeno se tenuti a mollo per settimane nell'acqua di Lourdes sarebbero diventati calciatori, ma si sa, siamo un paese di generosi e du tiri non si negano a nessuno.
La Storia:
La piazza avrebbe meritato molto di più ma cominciammo come tutti dalla terza categoria.
Le ambizioni erano inversamente proporzionali alle qualità degli atleti e per un bel ventennio stazionammo nella bassa classifica dell'ultima categoria, dove le magre soddisfazioni venivano dalle vittorie nei caldi derby col Pari e col Civitella.
Poi venne l'epoca del infuocato derby col Monticello (paragonabile per furore agonistico a panata-olimpiakos) dove, voglio sottolineare, in anni e anni di derby i monticellesi non riuscirono mai a vincerne uno. La loro ascesa dalla terza alla prima categoria smosse gli animi cinigianesi che non volendo essere da meno degli odiati cugini inziarono ad investire in gente di livello. .....O coglioni monache....
Il mio idolo d'infanzia era un greco che studiava medicina e segnava valanghe di gol. Se non avesse fatto una vita notturna alla Adriano avrebbe giocato molto più in alto.
Per raggiungere l'agognato salto di categoria venne ingaggiato un ex seria A (Ferioli) 1983-84. In questo decennio (1987) il mio debutto con gol in un Cinigiano S.fiora 1-1
Il decennio 1990-2000 fù ricco di soddisfazioni il culmine: 25-5-1997 quando, con lo storico gol di Marchino sbancammo Sambuca e fummo promossi in prima categoria.
L'artefice di questo miracolo fu Mr Mariotti Paolo ( x gli amici e i nemici la Puzzola). Poi la crisi d'identità con monticellesi in squadra e in panchina, e per finire, arriviamo ai fasti odierni con Figaro presidente (Massimo Tassi) Tognotti Lamberto in panchina e bomber Panfi trascinatore...ora con l'arrivo di un vincente come Lorenzo Scheggi alla guida tecnica è lecito sognare...
In tarda nottata e nel più assoluto anonimato si sono tenute le premiazioni che ogni anno leficari.com dedica a chi si è distinto in qualcosa non necessariamente inerente al calcio.
Il premio miglior abbronzatura integrale: 1° Zanobi Alessandro 2° D'andrea Luca 3° Zanobi Massimo. Flavio Tarassi era fuori concorso
Miglior sovrappeso: primo a mani basse Magi Mirko, 2° Tinturini Paolo 3° aexquo Falconi Lorenzo e Bartalucci Marco...escluso lo scrivente per irregolarità.
Il premio più ambito: Miss maglietta bagnata, (o maglia di lana sudata) va a: Perugini Alberto detto saramella...
...chi se la prese campò un mese...
ps è stato bello ritrovarvi con infinita stima e affetto ...
il direttore
sf o sdm
venerdì 12 giugno 2015
La Scalata Del Camparista 2° edizione
30-5-2015
A dodici ore dall'evento che avrebbe potuto cambiare le sorti del ciclismo (non lo ha fatto) uno doppio scandalo ha travolto il team Le Ficarì.
M.P trovato positivo alla porchetta di Ariccia è stato interdetto da tutte le sagre gastronomiche per 4 anni.
C.C, dopo aver messo in cinta (non senese) una groupie, viene costretto al forfait per assolvere ai doveri coniugali.
L'appuntamento per la punzonatura e la firma della liberatoria è per le 8:30, ma un imprevisto mi fà tardare.
Vengo apostrofato nei modi più plebei, il più originale mi dice "e chi sei la sposa".
Ore 9. 45 Partiamo per il warm up lap scortati in cielo da un drone che lascerà prove inconfutabili dell'evento e da un tuttologo locale a farci da avanguardia con la moto. Il tuttologo in questione riuscirà a fare contemporaneamente: guidare la moto in modo spregiudicato, ripendere con la telecamera, fare foto con l'altra mano e insegnare come si sta su una bici... si è prorio lui...Volpi Fabio detto JAROD.
La partenza volante, nonostante le innumerevoli scorrettezze, viene convalidata dal mossiere debuttante Mariotti.
Alla Crocina il gruppo è compatto, avanziamo lenti come un corteo funebre, nessuno si vuole scoprire.
Da sempre attratto dalla voglia di riscatto degli emarginati ammetto alla contesa la fauna più disparata. Ci sono triatleti, ex ciclisti pro', ma gli sprovveduti sono in netta maggioranza.
All'Ambrogina Zorro prova l'allungo ma dopo pochi attimi viene subito risucchiato dal gruppo.
Il primo gran premio della montagna è a 10 km dal traguardo Stefano Piselli è primo e scrive il suo nome sul colle della pievina.
Forzando sui pedali ha fatto si che il plotone si sgranasse.
Il sole cocente non aiuta. Gli avvoltoi danzano sopra la carovana in attesa di un pranzo facile. Nell'altopiano degli Stercolati il gruppo si ricongiunge alla meria di una querce secolare.
Dopo uno spugnaggio a base di Campari Orange e sangiovese partiamo all'inseguimento dei fuggitivi.
Superato Castiglioncello Bandini la salita si fa dura, i migliori prendono il comando. Il Vannelli, uno dei miei gregari migliori è in difficoltà, arranca nelle retrovie, pare posseduto dal fantasma di Galeazzi.
Alcune bici sono veri e propri reperti archeologici, pesanti come cancelli. Ma non è il mezzo a fare la differenza uomo, è la volontà! (dal vangelo secondo Aldo Rock) A 2 km dall'arrivo un gruppo di 15 elementi prende il largo.
Con la ragguardevole media di 6 kmh hanno fatto il vuoto (una tartaruga è più veloce). L'utimo km è durissimo ha una pendenza che sfida le leggi della fisica.
La bagarre si fa serrata il sudafricano Rudston Stewart scatta, provo a contenerlo ma un problema al cambio mi fa perdere terreno, il mio fido scudiero Piselli lo bracca, ai 300 metri sono clamorosamente quarto (fuori dal podio non lo sopporterei Harakiri). L'ultimo goccio di campari orange e un atavico orgoglio (ereditato dalla mia stirpe dove i secondi venivano giustamente eliminati) mi danno la forza di alzarmi sui pedali e partire. Lancio alla folla festante il casco e il mio toupe color martora indossato per camuffare la mia clavizie nelle riprese dall'alto del drone. Ai 150 metri, in pieno dente del diavolo, brucio lo Stivaletti, ora sono terzo...ai 50 metri il sudafricano si pianta non ne ha più. Ai 10 metri siamo in tre sulla stessa linea.
Do l'ultima ficcata degna di Rocco.
E' necessario il fotofinsh anche se è già chiaro chi ha vinto. Abbraccio la mia famiglia. Il giudice di gara porta la foto che mi ritrae fiero e calvo al primo meritatissimo posto. Mi lascio andare a lacrime di gioia senza precedenti. Ho bussato alle porte della storia...ha aperto!!!
Questo l'ordine d'arrivo: 1°- Sf o SdM, vincere non è mai facile, ripertersi è da campioni, gli esperti mi accostano a Merckx, ma più per i festeggiamenti post-gara degni di Geordie shore.
2°-il mio gregario di lusso ex cilista pro' Stefano Piselli è imbattibile sulla bici e per le staffe potrebbe far concorrenza a ikea,
3°- l'ostico sudafricano Rudston Stewart è la sorpresa di giornata arriva vestito come un boy scout. Rischia seriamente di fare il colpaccio...l'abito non fa il monaco
4° l'illustre Coppi discendente diretto del grande Fausto... fù grandissimo ciclista, mi scorta fino al traguardo con devozione tibetana
5° un mai domo Stivaletti è arrivato a Roma e non ha visto il papa.
6° un fiero Alessio Panfi a bordo di una bici Savoia Marchetti di fantozziana memoria,
7° Zorro, nonostante una bici leggera come una libellula non riesce a centrare l'obbiettivo minimo, il podio. Podio che gli avrebbe consentito un rinnovo contrattuale dignitoso invece di una cessione a parametro zero.
8° Matteo Anziano Tavaroli purtroppo dopo un mese di doping sistematico gli unici progressi si sono riscontrati nella circonferenza delle cosce, e nelle sopracciglia da curdo,
9° Chicco jr ha dalla sua l'età ma non l'abnegazione, mai veramente in lotta per il podio,
10° Massimiliano Romano, parla come un divulgatore scientifico, nonostante problemi di chattering anteriore (di cui ignoro il significato) riesce a centrare un ottimo piazzamento.
11° il giamaicano Simone e non solo per i capelli rasta, sale blando fino alla vetta, più adatto alla pesca che alla bici.
12° Bocca, raggiunge la massima notorietà nella dritta del caggio con uno scatto di 26 metri, circa, purtroppo lo sforzo inusuale lo riporta ben presto nell'anonimato, 13° il Vannelli per gli amici Cavallorock discepolo di Aldo. Dato per favorito dai bookmaker paga dazio al dente del diavolo. Purtroppo l'entusiasmo è inversamente proporzionale alla condizione fisica.
14° Matteo-Frenzis il noto attore non sfigura nemmeno sulla bici. Considerando che lo sport più faticoso che aveva praticato fino ad oggi era stato il tre sette, davvero un ottimo piazzamento.
15° la pluridecorata Michela Ciardi, prima tra le donne, vince a mani basse nella sua categoria.
...E via via tutti gli altri...
Dopo i festeggiamenti e le interviste di rito partiamo per il ritorno trionfale del team Le Ficarì.
Siamo riusciti ad aggiudicarci il primo e il secondo posto nella categoria maschile, il primo posto nella categoria femminile con la straordinaria Michela Ciardi, e a piazzare ben 8 atleti nei primi 15...
Prima tappa dei caroselli è il circolino di Castiglioncello Bandini. Brindisi al vincitore, firmo autografi e appago i selfisti accorsi in massa.
Di nuovo in sella e giù a rotta di collo verso un meritato pranzo...ma prima n'aperitivo un si fà??? ...se insisti... diventerà il leit motive...
Partono raffiche di Campari degne di un Kalashnikov, nel marasma generale, i soliti noti, di cui per decenza ometterò i nomi ma non le iniziali , (M.B detto Z, e M.T detto A) approfittano per berne anche tre ad ogni giro...VERGOGNA.
Dopo 3 centinaia di aperitivi ci sediamo per pranzare. il caldo e il campari tolgono lucidità. Gli Hotel Rif, nota band veneta, fanno un baccano organizzato che in altre circostanze avrei apprezzato di più, ma alcuni sensi mi stanno lentamente abbandonando.
La folla mi acclama pretende il discorso, mi avvinghio al microfono e impasto che manco Amy Winehouse nei tempi migliori, biascico ringraziamenti a destra e a manca, ringrazio anche la mia divinità di riferimento: Nike la dea della vittoria. Chiedo alla folla: ma n'aperitivo un si fà??? la risposta è unanime:...se insisti...
Seduti per terra a riposare le stanche membra, parliamo di questa giornata trionfale. Telefona A.P dice di aver preso in gestione un seggio elettorale in un paese vicino.
Ci propone il voto di scambio una scheda elettorale per un Campari, sfido gli impavidi ad andare a votare in bici dal nostro amico. La vera vittoria stavolta sarà arrivare vivi...
Io e Cavallorock perdiamo subito terreno, il gruppo prende il largo con una facilità disarmante, ormai siamo fuori dalla lotta per la vittoria.
A cento metri dal traguardo al grido di: non esistono amichevoli!!! Mi lancio a folle velocità per tagliare il traguardo non ultimo, lui colto di sorpresa, non demorde e colpisce la mia ruota posteriore con un calcio, perdo il controllo e vado a schiantarmi sui cartelloni di propaganda politica in prossimità del seggio. Le forze dell'ordine, allertate dal suono di questo strano gong, avanzano verso di noi con la mano sulla fondina. Alzo le mani in segno di resa.
Il ritorno lo facciamo nel furgone-scopa sapientemente guidato da Charly e dal fido navigatore Marco. Il Piselli non vedendoci arrivare allerta anche il soccorso "alpini", fa Cinigiano-Sasso D'ombrone (in bici) 4 volte alla ricerca di possibili cadaveri.
Alle 18:40 Arriviamo a Cinigiano, non ne posso più. Ci sediamo alle scale sante. Arriva Amstrong-Piselli e canta facciamo una staffa??? ore 21:35 dopo oltre 50 km in bici e altrettanti aperitivi mi dileguo in sordina tenuto verticale un po da mia moglie un po dal caso.
La nostra personale Coppa Cobram è stato un trionfo...
La mia compagna mi chiede: con tutti i soldi del montepremi che farai? :mi potrò permettere di chiamare un taxi per portare il cane fuori a cacare, e metterò la doccia con l'acqua gassata.
Il giorno seguente passerà alla storia per un cerchio alla testa degno di saturno e per la cura delle vistose ferite lacero contuse di cui ignoro l'origine...
P.s...Mi sento Allan di "Una notte da leoni"
il direttore
sf o sdm o kerscian
LA VERSIONE DEL VANNELLI
Pubblico con ritardo la sintesi di un giorno perfetto
Mi trovo in un gruppo di ciclisti improbabili sponsorizzati da un blog molto letto e poco commentato sono giovani dai 20 ai 30 ma sembrano gradire la mia presenza. C’è anche la nostra lady Michela sempre presente per le avventure strampalate de Le Ficarì. Le nazionalità diverse, da Monteroni al Sud Africa.
Le nostre biciclette se pesate risulterebbero simili per kg alla carovana del giro d’Italia, tutta, compresi i ciclisti e due ammiraglie. Partiamo, sudore e risate il ritmo e talmente blando che una pecora contandoci si addormenta. Abbiamo anche il servizio di sicurezza in moto, davanti e dietro, le riprese a terra ecc, poco importa se sono fatte tutte da una sola persona (grazie Fabio).
Ho detto riprese a terra, in cielo vola un drone che costa più della macchina che lo trasporta.
Portiamo in alto i nostri cancelli a pedali un maestro di musica diventa l’eroe del giorno sostituendo fiati e musica con fiato e muscoli.
Il traguardo é in volata il cartello di frazione più fotografato nei social ci fa da traguardo 1 ° assoluto non senza polemiche Sergio Fabiani giornalistacarpentiereamico. Tra due ali di folla ecco miky prima donna assoluta di rosso vestita.
E mentre Matteo trasforma un venditore ambulante in sito internet beviamo il primo Campari. Inizia la discesa, ristoro al circolo dei Puggioni e arrivo trionfale in Cinigiano con musiche Balcaniche che ci accolgono suonate egregiamente dagli amici del ciclopiselli e cantate divinamente dalla sua donna.
“Facciamo UN aperitivo?” Non ho visto così tanto rosso dalla festa dell’unita a Bologna del 1984.
Chiccobarsport e consorte ci ristorano con un pranzo a base di grassi assorbi alcool (chissà perché) tutto molto buono ma noi ammalati di protagonismo dobbiamo fare l’ultima genialata e con diversi campari ingeriti e la salsiccia che si ripropone come Berlusconi andiamo a votare al sasso d’Ombrone anche se nessuno di noi è in possesso dei requisiti. I più savi declinano l’invito e uno sparuto manipolo d’eroi parte.
Il gruppo si disgrega e quando arriviamo al Sasso siamo io e la nerchia che vuole vincere anche questa tappa e alla volata finale si schianta contro il manifesto elettorale del candidato NCD, la vetta di massima notorietà che riceve quest’ultimo. I carabinieri di servizio vedendoci arrivare davanti al seggio mettono mano alla fondina, non so dargli torto. Fortunatamente uno di loro aveva iniziato la carriera a Cinigiano, una selva di ricordi ci salva la vita. Mentre il piselli Compie la vera impresa della giornata percorrendo la Cinigiano/Sasso 4 volte al grido “facciamo questo aperitivo dio caro”, noi finalmente sazi di sport saliamo sul furgone dell’amico charlie che ci riaccompagna al paese. E' finita, almeno per me, gli altri forse sono ancora li.
A dodici ore dall'evento che avrebbe potuto cambiare le sorti del ciclismo (non lo ha fatto) uno doppio scandalo ha travolto il team Le Ficarì.
M.P trovato positivo alla porchetta di Ariccia è stato interdetto da tutte le sagre gastronomiche per 4 anni.
C.C, dopo aver messo in cinta (non senese) una groupie, viene costretto al forfait per assolvere ai doveri coniugali.
L'appuntamento per la punzonatura e la firma della liberatoria è per le 8:30, ma un imprevisto mi fà tardare.
Vengo apostrofato nei modi più plebei, il più originale mi dice "e chi sei la sposa".
Ore 9. 45 Partiamo per il warm up lap scortati in cielo da un drone che lascerà prove inconfutabili dell'evento e da un tuttologo locale a farci da avanguardia con la moto. Il tuttologo in questione riuscirà a fare contemporaneamente: guidare la moto in modo spregiudicato, ripendere con la telecamera, fare foto con l'altra mano e insegnare come si sta su una bici... si è prorio lui...Volpi Fabio detto JAROD.
La partenza volante, nonostante le innumerevoli scorrettezze, viene convalidata dal mossiere debuttante Mariotti.
Alla Crocina il gruppo è compatto, avanziamo lenti come un corteo funebre, nessuno si vuole scoprire.
Da sempre attratto dalla voglia di riscatto degli emarginati ammetto alla contesa la fauna più disparata. Ci sono triatleti, ex ciclisti pro', ma gli sprovveduti sono in netta maggioranza.
All'Ambrogina Zorro prova l'allungo ma dopo pochi attimi viene subito risucchiato dal gruppo.
Il primo gran premio della montagna è a 10 km dal traguardo Stefano Piselli è primo e scrive il suo nome sul colle della pievina.
Forzando sui pedali ha fatto si che il plotone si sgranasse.
Il sole cocente non aiuta. Gli avvoltoi danzano sopra la carovana in attesa di un pranzo facile. Nell'altopiano degli Stercolati il gruppo si ricongiunge alla meria di una querce secolare.
Dopo uno spugnaggio a base di Campari Orange e sangiovese partiamo all'inseguimento dei fuggitivi.
Superato Castiglioncello Bandini la salita si fa dura, i migliori prendono il comando. Il Vannelli, uno dei miei gregari migliori è in difficoltà, arranca nelle retrovie, pare posseduto dal fantasma di Galeazzi.
Alcune bici sono veri e propri reperti archeologici, pesanti come cancelli. Ma non è il mezzo a fare la differenza uomo, è la volontà! (dal vangelo secondo Aldo Rock) A 2 km dall'arrivo un gruppo di 15 elementi prende il largo.
Con la ragguardevole media di 6 kmh hanno fatto il vuoto (una tartaruga è più veloce). L'utimo km è durissimo ha una pendenza che sfida le leggi della fisica.
La bagarre si fa serrata il sudafricano Rudston Stewart scatta, provo a contenerlo ma un problema al cambio mi fa perdere terreno, il mio fido scudiero Piselli lo bracca, ai 300 metri sono clamorosamente quarto (fuori dal podio non lo sopporterei Harakiri). L'ultimo goccio di campari orange e un atavico orgoglio (ereditato dalla mia stirpe dove i secondi venivano giustamente eliminati) mi danno la forza di alzarmi sui pedali e partire. Lancio alla folla festante il casco e il mio toupe color martora indossato per camuffare la mia clavizie nelle riprese dall'alto del drone. Ai 150 metri, in pieno dente del diavolo, brucio lo Stivaletti, ora sono terzo...ai 50 metri il sudafricano si pianta non ne ha più. Ai 10 metri siamo in tre sulla stessa linea.
Do l'ultima ficcata degna di Rocco.
E' necessario il fotofinsh anche se è già chiaro chi ha vinto. Abbraccio la mia famiglia. Il giudice di gara porta la foto che mi ritrae fiero e calvo al primo meritatissimo posto. Mi lascio andare a lacrime di gioia senza precedenti. Ho bussato alle porte della storia...ha aperto!!!
Questo l'ordine d'arrivo: 1°- Sf o SdM, vincere non è mai facile, ripertersi è da campioni, gli esperti mi accostano a Merckx, ma più per i festeggiamenti post-gara degni di Geordie shore.
2°-il mio gregario di lusso ex cilista pro' Stefano Piselli è imbattibile sulla bici e per le staffe potrebbe far concorrenza a ikea,
3°- l'ostico sudafricano Rudston Stewart è la sorpresa di giornata arriva vestito come un boy scout. Rischia seriamente di fare il colpaccio...l'abito non fa il monaco
4° l'illustre Coppi discendente diretto del grande Fausto... fù grandissimo ciclista, mi scorta fino al traguardo con devozione tibetana
5° un mai domo Stivaletti è arrivato a Roma e non ha visto il papa.
6° un fiero Alessio Panfi a bordo di una bici Savoia Marchetti di fantozziana memoria,
7° Zorro, nonostante una bici leggera come una libellula non riesce a centrare l'obbiettivo minimo, il podio. Podio che gli avrebbe consentito un rinnovo contrattuale dignitoso invece di una cessione a parametro zero.
8° Matteo Anziano Tavaroli purtroppo dopo un mese di doping sistematico gli unici progressi si sono riscontrati nella circonferenza delle cosce, e nelle sopracciglia da curdo,
9° Chicco jr ha dalla sua l'età ma non l'abnegazione, mai veramente in lotta per il podio,
10° Massimiliano Romano, parla come un divulgatore scientifico, nonostante problemi di chattering anteriore (di cui ignoro il significato) riesce a centrare un ottimo piazzamento.
11° il giamaicano Simone e non solo per i capelli rasta, sale blando fino alla vetta, più adatto alla pesca che alla bici.
12° Bocca, raggiunge la massima notorietà nella dritta del caggio con uno scatto di 26 metri, circa, purtroppo lo sforzo inusuale lo riporta ben presto nell'anonimato, 13° il Vannelli per gli amici Cavallorock discepolo di Aldo. Dato per favorito dai bookmaker paga dazio al dente del diavolo. Purtroppo l'entusiasmo è inversamente proporzionale alla condizione fisica.
14° Matteo-Frenzis il noto attore non sfigura nemmeno sulla bici. Considerando che lo sport più faticoso che aveva praticato fino ad oggi era stato il tre sette, davvero un ottimo piazzamento.
15° la pluridecorata Michela Ciardi, prima tra le donne, vince a mani basse nella sua categoria.
...E via via tutti gli altri...
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| Il trionfo al fotofinish |
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| Il team Le Ficarì scruta il prossimo obbiettivo...Cinigiano-Stribugliano-Ajaccio (corsica) |
Dopo i festeggiamenti e le interviste di rito partiamo per il ritorno trionfale del team Le Ficarì.
Siamo riusciti ad aggiudicarci il primo e il secondo posto nella categoria maschile, il primo posto nella categoria femminile con la straordinaria Michela Ciardi, e a piazzare ben 8 atleti nei primi 15...
Prima tappa dei caroselli è il circolino di Castiglioncello Bandini. Brindisi al vincitore, firmo autografi e appago i selfisti accorsi in massa.
Di nuovo in sella e giù a rotta di collo verso un meritato pranzo...ma prima n'aperitivo un si fà??? ...se insisti... diventerà il leit motive...
Partono raffiche di Campari degne di un Kalashnikov, nel marasma generale, i soliti noti, di cui per decenza ometterò i nomi ma non le iniziali , (M.B detto Z, e M.T detto A) approfittano per berne anche tre ad ogni giro...VERGOGNA.
Dopo 3 centinaia di aperitivi ci sediamo per pranzare. il caldo e il campari tolgono lucidità. Gli Hotel Rif, nota band veneta, fanno un baccano organizzato che in altre circostanze avrei apprezzato di più, ma alcuni sensi mi stanno lentamente abbandonando.
La folla mi acclama pretende il discorso, mi avvinghio al microfono e impasto che manco Amy Winehouse nei tempi migliori, biascico ringraziamenti a destra e a manca, ringrazio anche la mia divinità di riferimento: Nike la dea della vittoria. Chiedo alla folla: ma n'aperitivo un si fà??? la risposta è unanime:...se insisti...
Seduti per terra a riposare le stanche membra, parliamo di questa giornata trionfale. Telefona A.P dice di aver preso in gestione un seggio elettorale in un paese vicino.
Ci propone il voto di scambio una scheda elettorale per un Campari, sfido gli impavidi ad andare a votare in bici dal nostro amico. La vera vittoria stavolta sarà arrivare vivi...
Io e Cavallorock perdiamo subito terreno, il gruppo prende il largo con una facilità disarmante, ormai siamo fuori dalla lotta per la vittoria.
A cento metri dal traguardo al grido di: non esistono amichevoli!!! Mi lancio a folle velocità per tagliare il traguardo non ultimo, lui colto di sorpresa, non demorde e colpisce la mia ruota posteriore con un calcio, perdo il controllo e vado a schiantarmi sui cartelloni di propaganda politica in prossimità del seggio. Le forze dell'ordine, allertate dal suono di questo strano gong, avanzano verso di noi con la mano sulla fondina. Alzo le mani in segno di resa.
Il ritorno lo facciamo nel furgone-scopa sapientemente guidato da Charly e dal fido navigatore Marco. Il Piselli non vedendoci arrivare allerta anche il soccorso "alpini", fa Cinigiano-Sasso D'ombrone (in bici) 4 volte alla ricerca di possibili cadaveri.
Alle 18:40 Arriviamo a Cinigiano, non ne posso più. Ci sediamo alle scale sante. Arriva Amstrong-Piselli e canta facciamo una staffa??? ore 21:35 dopo oltre 50 km in bici e altrettanti aperitivi mi dileguo in sordina tenuto verticale un po da mia moglie un po dal caso.
La nostra personale Coppa Cobram è stato un trionfo...
La mia compagna mi chiede: con tutti i soldi del montepremi che farai? :mi potrò permettere di chiamare un taxi per portare il cane fuori a cacare, e metterò la doccia con l'acqua gassata.
Il giorno seguente passerà alla storia per un cerchio alla testa degno di saturno e per la cura delle vistose ferite lacero contuse di cui ignoro l'origine...
P.s...Mi sento Allan di "Una notte da leoni"
il direttore
sf o sdm o kerscian
LA VERSIONE DEL VANNELLI
Pubblico con ritardo la sintesi di un giorno perfetto
Mi trovo in un gruppo di ciclisti improbabili sponsorizzati da un blog molto letto e poco commentato sono giovani dai 20 ai 30 ma sembrano gradire la mia presenza. C’è anche la nostra lady Michela sempre presente per le avventure strampalate de Le Ficarì. Le nazionalità diverse, da Monteroni al Sud Africa.
Le nostre biciclette se pesate risulterebbero simili per kg alla carovana del giro d’Italia, tutta, compresi i ciclisti e due ammiraglie. Partiamo, sudore e risate il ritmo e talmente blando che una pecora contandoci si addormenta. Abbiamo anche il servizio di sicurezza in moto, davanti e dietro, le riprese a terra ecc, poco importa se sono fatte tutte da una sola persona (grazie Fabio).
Ho detto riprese a terra, in cielo vola un drone che costa più della macchina che lo trasporta.
Portiamo in alto i nostri cancelli a pedali un maestro di musica diventa l’eroe del giorno sostituendo fiati e musica con fiato e muscoli.
Il traguardo é in volata il cartello di frazione più fotografato nei social ci fa da traguardo 1 ° assoluto non senza polemiche Sergio Fabiani giornalistacarpentiereamico. Tra due ali di folla ecco miky prima donna assoluta di rosso vestita.
E mentre Matteo trasforma un venditore ambulante in sito internet beviamo il primo Campari. Inizia la discesa, ristoro al circolo dei Puggioni e arrivo trionfale in Cinigiano con musiche Balcaniche che ci accolgono suonate egregiamente dagli amici del ciclopiselli e cantate divinamente dalla sua donna.
“Facciamo UN aperitivo?” Non ho visto così tanto rosso dalla festa dell’unita a Bologna del 1984.
Chiccobarsport e consorte ci ristorano con un pranzo a base di grassi assorbi alcool (chissà perché) tutto molto buono ma noi ammalati di protagonismo dobbiamo fare l’ultima genialata e con diversi campari ingeriti e la salsiccia che si ripropone come Berlusconi andiamo a votare al sasso d’Ombrone anche se nessuno di noi è in possesso dei requisiti. I più savi declinano l’invito e uno sparuto manipolo d’eroi parte.
Il gruppo si disgrega e quando arriviamo al Sasso siamo io e la nerchia che vuole vincere anche questa tappa e alla volata finale si schianta contro il manifesto elettorale del candidato NCD, la vetta di massima notorietà che riceve quest’ultimo. I carabinieri di servizio vedendoci arrivare davanti al seggio mettono mano alla fondina, non so dargli torto. Fortunatamente uno di loro aveva iniziato la carriera a Cinigiano, una selva di ricordi ci salva la vita. Mentre il piselli Compie la vera impresa della giornata percorrendo la Cinigiano/Sasso 4 volte al grido “facciamo questo aperitivo dio caro”, noi finalmente sazi di sport saliamo sul furgone dell’amico charlie che ci riaccompagna al paese. E' finita, almeno per me, gli altri forse sono ancora li.
giovedì 21 maggio 2015
Montiano-Cinigiano 1-4 siamo salvi!!!
Domenica 10 maggio 2015 ore 5:30
La notte è stata lunga e insonne, sono riuscito solo a fare piccoli sonnellini. Mi affaccio alla finestra e la temperatura mite mi fà venir voglia di saltare in bici e conquistare vette inesplorate, tra l'altro è meglio se mi alleno, La Scalata Del Camparista è imminente, e essendo l'uomo da battere non vorrei fare figurette. L'obbiettivo stagionale è chiaro, entrare nel guinness dei primati come il primo che ne ha vinte due edizioni di fila. Di ritorno da Stribugliano mi fermo per una pastarella e caffè, trovo al banco del bar mr. Tognotti visibilmente teso. Svesto i panni del ciclista e parto con l'intervista. E' fiducioso ma non è spavaldo come al solito, forse perchè sto registrando. Torno a casa e davanti ad un caffè parlo amorevolmente con la mia compagna, le racconto che non ho dormito e lei dice: è normale sei teso, devi andare in televisione. No, rispondo. Non c'hai capito granchè, (volevo dirle nonc'haicapitouncazzo ma non si confaceva all'armonia del momento) non ho dormito per la partita, oggi c'è lo spareggio per rimanere in seconda categoria. Ah, chiude snobbandomi, e torna al suo giornale.
Spero che oggi gli dei del pallone abbiano un occhio di riguardo. Anche se ci abbiamo messo molto del nostro siamo nettamente in credito con la dea bendata. Durante molte partite siamo stati vittime della prima legge di Murphy: se qualcosa può andare storto... lo farà.
Chiamo la produzione olandese e chiedo di anticipare di un'ora con la scusa di una miglior luce etc.
Arrivano le truccatrici, 10 min e sono pronto (i capolavori non hanno bisogno di molti ritocchi). Breve ripasso del copione e via al bar a far finta che sia tutto casuale. La presentatrice è identica a Lindsey Vonn, il presentatore un nerd.
E' tutto un "dai rifacciamola". Che palle, per me principe dell'improvvisazione è un calvario infinito.
Quando finiamo di registrare mi accorgo che sono ancora in tempo per il secondo tempo della partita. Mi congedo con un biscardiano Danghiu Danghiu.
Di solito guido piano come un vecchio col cappello, ma oggi non ho tempo e volo in derapata alla Sebastian Loeb. Nella dritta che porta a spadino tocco la ragguardevole punta di 197 kmh, per frenare sono costretto a ricorrere al paracadute. Nel percorso misto che porta a Montiano perdo secondi preziosi.
A un km dall'arrivo, un messaggio. Non ho il coraggio di leggerlo. Apro è Alessio: Bonelli su punizione 1-0 per noi. Nello stretto dell'abitacolo mi lascio andare ad una esultanza equiparabile solo a Tardelli '82. Riporto contusioni in varie parti del corpo. Arrivo sulle tribune fra gli applausi, mi inchino, ma scopro che l'applauso non è per me. Ci hanno reso il pallone, che palle 'sto fair play. Mi accomodo nello sky box e subito scopro una lacuna non da poco, non funziona l'aria condizionata.
In vantaggio di un gol rispolveriamo lo schema coniato dall'Independiente nel 1962: palla lunga e pedalare, evoluzione post atomica del classico e mai fuori moda: viva il parroco.
Andiamo al riposo 1-0 per noi.
Il Tognotti e l'esercito della salvezza sono i primi a rientrare in campo, si vede che hanno voglia di chiuderla. Siamo come trapezzisti senza rete, anche quest'anno ci giochiamo tutto in una volta.
Si ricomincia, i difensori del Montiano sfogano un rancore atavico su Bonelli che stranamente non reagisce.
15esimo Engi con un lob profondo pesca Bonelli che sta andando verso l'esterno, di prima con la nuca serve il Corsaro Bianco (Panfi) che si ritrova a tu per tu con il Portiere, prende la mira...2-0. Sugli spalti sale l'euforia. Luk Pachiao cerca lo scontro ma le sue provocazioni cadono nel vuoto. A centrocampo Coppi domina. L'assenza della deliziosa distrazione l'ha costretto ad un week end morigerato che sta portando i suoi frutti.
Al 20esimo ancora Bonelli finalizza un contropiede 3-0. Sugli spalti i soliti sprovveduti cantano vittoria, riporto tutti all'ordine, memore di tante partite che sembravano già vinte finite male.
Sarebbe troppo bello, e pensare che a 10 minuti dalla fine dell'ultima giornata eravamo retrocessi perchè sotto 2-1 a Capalbio. Vinto 3-2 e guadagnato lo spareggio. Tutto l'anno con il becchino pronto a coprirci e ora siamo qui avanti 3 a 0 e mancano 20 minuti. Il Montiano prova uno sterile forcing.
Da una azione convulsa accorciano le distanze 3-1. Mancano 5 minuti, loro ci credono. Battono una serie infinita di corner. Al 48esimo riusciamo a ripartire, Manu potrebbe andare a concludere da solo, ma seguendo la filosofia del Tognao* passa la palla a Bonelli, che, più letale del serpente dai sette passi insacca il definitivo 4-1.
*il Tognotti pensiero: la palla è come la passera...bisogna dalla.
Torniamo a Cinigiano con macchine suonanti e bandiere al vento.
Vado a casa euforico per girare il notturno con la tv olandese. Agevolato dallo scioglilingua universale, l'acool, parlo inglese che sembro il figlio di Sean Connery invece che di Momo.
I caroselli vanno avanti fino a tardi, alla fine pare di essere al raduno degli alpini, tutti ebbri di gioia e champagne, ma in fondo è giusto così.
Ancora una volta abbiamo vinto una partita senza domani...
... C'è più gusto a essere del Cinigiano....
Ps. avevo promesso a due amici che se si fossero ripetuti vincendo ancora gli avrei dedicato una biografia. Non ho sufficienti elementi per raccontare le vostre carriere, ma posso sicuramente dire che se uno vince 4 campionati di fila con 4 squadre diverse è un fattore determinante (Tommaso Ferrini). In quanto a te Federico Fanfani, sei arrivato molto vicino a fare tre campionati vinti consecutivamente con tre squadre, e aver perso la finale per la promozione non fa calare la stima che ho di te.
il direttore
sf o sdm
La notte è stata lunga e insonne, sono riuscito solo a fare piccoli sonnellini. Mi affaccio alla finestra e la temperatura mite mi fà venir voglia di saltare in bici e conquistare vette inesplorate, tra l'altro è meglio se mi alleno, La Scalata Del Camparista è imminente, e essendo l'uomo da battere non vorrei fare figurette. L'obbiettivo stagionale è chiaro, entrare nel guinness dei primati come il primo che ne ha vinte due edizioni di fila. Di ritorno da Stribugliano mi fermo per una pastarella e caffè, trovo al banco del bar mr. Tognotti visibilmente teso. Svesto i panni del ciclista e parto con l'intervista. E' fiducioso ma non è spavaldo come al solito, forse perchè sto registrando. Torno a casa e davanti ad un caffè parlo amorevolmente con la mia compagna, le racconto che non ho dormito e lei dice: è normale sei teso, devi andare in televisione. No, rispondo. Non c'hai capito granchè, (volevo dirle nonc'haicapitouncazzo ma non si confaceva all'armonia del momento) non ho dormito per la partita, oggi c'è lo spareggio per rimanere in seconda categoria. Ah, chiude snobbandomi, e torna al suo giornale.
Spero che oggi gli dei del pallone abbiano un occhio di riguardo. Anche se ci abbiamo messo molto del nostro siamo nettamente in credito con la dea bendata. Durante molte partite siamo stati vittime della prima legge di Murphy: se qualcosa può andare storto... lo farà.
Chiamo la produzione olandese e chiedo di anticipare di un'ora con la scusa di una miglior luce etc.
Arrivano le truccatrici, 10 min e sono pronto (i capolavori non hanno bisogno di molti ritocchi). Breve ripasso del copione e via al bar a far finta che sia tutto casuale. La presentatrice è identica a Lindsey Vonn, il presentatore un nerd.
E' tutto un "dai rifacciamola". Che palle, per me principe dell'improvvisazione è un calvario infinito.
Quando finiamo di registrare mi accorgo che sono ancora in tempo per il secondo tempo della partita. Mi congedo con un biscardiano Danghiu Danghiu.Di solito guido piano come un vecchio col cappello, ma oggi non ho tempo e volo in derapata alla Sebastian Loeb. Nella dritta che porta a spadino tocco la ragguardevole punta di 197 kmh, per frenare sono costretto a ricorrere al paracadute. Nel percorso misto che porta a Montiano perdo secondi preziosi.
A un km dall'arrivo, un messaggio. Non ho il coraggio di leggerlo. Apro è Alessio: Bonelli su punizione 1-0 per noi. Nello stretto dell'abitacolo mi lascio andare ad una esultanza equiparabile solo a Tardelli '82. Riporto contusioni in varie parti del corpo. Arrivo sulle tribune fra gli applausi, mi inchino, ma scopro che l'applauso non è per me. Ci hanno reso il pallone, che palle 'sto fair play. Mi accomodo nello sky box e subito scopro una lacuna non da poco, non funziona l'aria condizionata.
In vantaggio di un gol rispolveriamo lo schema coniato dall'Independiente nel 1962: palla lunga e pedalare, evoluzione post atomica del classico e mai fuori moda: viva il parroco.
Andiamo al riposo 1-0 per noi.
Il Tognotti e l'esercito della salvezza sono i primi a rientrare in campo, si vede che hanno voglia di chiuderla. Siamo come trapezzisti senza rete, anche quest'anno ci giochiamo tutto in una volta.
Si ricomincia, i difensori del Montiano sfogano un rancore atavico su Bonelli che stranamente non reagisce.
15esimo Engi con un lob profondo pesca Bonelli che sta andando verso l'esterno, di prima con la nuca serve il Corsaro Bianco (Panfi) che si ritrova a tu per tu con il Portiere, prende la mira...2-0. Sugli spalti sale l'euforia. Luk Pachiao cerca lo scontro ma le sue provocazioni cadono nel vuoto. A centrocampo Coppi domina. L'assenza della deliziosa distrazione l'ha costretto ad un week end morigerato che sta portando i suoi frutti.
Al 20esimo ancora Bonelli finalizza un contropiede 3-0. Sugli spalti i soliti sprovveduti cantano vittoria, riporto tutti all'ordine, memore di tante partite che sembravano già vinte finite male.
Sarebbe troppo bello, e pensare che a 10 minuti dalla fine dell'ultima giornata eravamo retrocessi perchè sotto 2-1 a Capalbio. Vinto 3-2 e guadagnato lo spareggio. Tutto l'anno con il becchino pronto a coprirci e ora siamo qui avanti 3 a 0 e mancano 20 minuti. Il Montiano prova uno sterile forcing.
Da una azione convulsa accorciano le distanze 3-1. Mancano 5 minuti, loro ci credono. Battono una serie infinita di corner. Al 48esimo riusciamo a ripartire, Manu potrebbe andare a concludere da solo, ma seguendo la filosofia del Tognao* passa la palla a Bonelli, che, più letale del serpente dai sette passi insacca il definitivo 4-1.
*il Tognotti pensiero: la palla è come la passera...bisogna dalla.
Torniamo a Cinigiano con macchine suonanti e bandiere al vento.
Vado a casa euforico per girare il notturno con la tv olandese. Agevolato dallo scioglilingua universale, l'acool, parlo inglese che sembro il figlio di Sean Connery invece che di Momo.
I caroselli vanno avanti fino a tardi, alla fine pare di essere al raduno degli alpini, tutti ebbri di gioia e champagne, ma in fondo è giusto così.
Ancora una volta abbiamo vinto una partita senza domani...
... C'è più gusto a essere del Cinigiano....
Ps. avevo promesso a due amici che se si fossero ripetuti vincendo ancora gli avrei dedicato una biografia. Non ho sufficienti elementi per raccontare le vostre carriere, ma posso sicuramente dire che se uno vince 4 campionati di fila con 4 squadre diverse è un fattore determinante (Tommaso Ferrini). In quanto a te Federico Fanfani, sei arrivato molto vicino a fare tre campionati vinti consecutivamente con tre squadre, e aver perso la finale per la promozione non fa calare la stima che ho di te.
il direttore
sf o sdm
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