sabato 11 gennaio 2014

SPORT ESTREMI 10° PUNTATA

La sede del primo campo base situata sui 1800 metri, e la mia valigia piena di sogni...

...l'ultimo pezzo per arrivare al campo base lo dobbiamo fare a piedi, la pendenza è ostica e mette a dura prova la comitiva. Questo è niente a confronto alla scalata che ci attende per conquistare la Chrüz. La convivenza al campo base è difficile, devo ricorrere al Gandhi che è in me per non infliggere punizioni draconiane alla mia guida. Dopo un summit con gli amici con cui farò la scalata decretiamo che gli sherpa non ci servono, la tensione che c'è fra me e il capo è palese, nemmeno il calumè della pace che ci siamo fumati ha alleggerito l'atmosfera. Non voglio rischiare che il tipo boicotti la scalata e mandi all'aria tutto, sarei costretto a farlo diventare cibo per i rapaci della zona scaraventandolo in qualche crepaccio. Paghiamo una cospicua buonuscita in nero e loro spariscono a velocità supersonica.  
L'assenza di energia elettrica nella baita è per i bambini un incomprensibile novità assoluta, nonostante nelle stanze siano accese molte candele, hanno paura e il cigolio delle porte non aiuta a farli stare calmi. All'ora di cena la triste scoperta, hanno portato via le provviste alimentari, e ora come sfamiamo la truppa?
La speranza è la dispensa, qualche cibo a lunga conservazione ci sarà cazzo, al suo interno c'e solo lo scheletro di un ex roditore  morto di stenti. Propongo di fare un brodo con le ossa, ma la mia proposta viene bocciata all'unanimità. Con i nostri zaini siamo più fortunati, escono Tuc, caramelle, crackers sbriciolati, sottilette, biscotti, e sorpresona, un salame. Temo che stasera la cena sarà molto frugale.
Mettiamo i bimbi a letto, infreddoliti, impauriti e affamati, come da manuale del perfetto genitore, e con i  nostri amici ci mettiamo fuori. 
Accendiamo il fuoco e guardando dentro le fiamme, ci raccontiamo.
Emetto suoni gutturali rigorosamente a bocca chiusa, il corpo cerca di evacuare le ultime bollicine residue, il mio amico mi guarda e mi fa: E te credo che stai a fa ancora li rutti, hai bevuto più champagne te in una sera di Vettel in quattro mondiali. Lo champagne il mio apparato digerente lo soffre, come tutte le cose da ricchi del resto, le ostriche, il caviale, il tartufo, non sono per il mio stomaco, e nemmeno per il mio portafoglio, ci deve essere una connessione divina.
Andiamo a letto consapevoli che domani, tempo permettendo, può essere il gran giorno, prima però come capo branco dovrò procurare il cibo. Punto la sveglia alle cinque, il primo villaggio è a 18 chilometri e per arrivare alla macchina ne devo fare sette.
Alle 4:55 apro gli occhi, non faccio nemmeno suonare la sveglia, mi preparo ed esco, prendo un sentiero scosceso che secondo i miei calcoli dovrebbe essere una scorciatoia. Il silenzio è il compagno ideale a quest'ora...
                                                                       
                                                                      il direttore
                                                                         sf  o sdm

domenica 5 gennaio 2014

1° OPEN DI FRECCETTE PER GIOCATORI NON PROFESSIONISTI

Fuori il cielo non prometteva nulla di buono, dentro gli sfidanti aspettavano con ansia il momento di mostrare la loro abilita con i piccoli dardi. A causa del forte vento, c'era il serio rischio di rinviare il primo open di freccette per non professionisti, ma le TV mondiali che si erano aggiudicate i diritti hanno preteso che si giocasse anche a scapito dello spettacolo.
A contendersi l'ambito titolo i mostri sacri delle freccette locali. 

Regolamento: il campione sarà colui che riuscira a vincere almeno 3 partite se, a sopraggiunta oscurità, (alle ore 20) nessuno ci sarà riuscito si passerà al calcolo delle vittorie e dei vari piazzamenti, decurtando poi il numero delle scorrettezze (di questa postilla ne ha usufruito solo Zorro, noto per essere più scorretto di Dick Dastardrik.

Le Pagelle
Zorro 4 era da Milan- Atalanta del '89 che non si assisteva ad una simile scorrettezza (per chi non lo sapesse. il Milan non restituì la palla all'Atalanta, ne scaturì un rigore che non ebbero la decenza di calciare fuori) toglie un tiro all'amico-rivale (io) con un vile espediente, e vince.
Dopo il triste episodio che ha scatenato feroci polemiche si invoca a gran voce la moviola in campo. Con 2 vittorie e buoni piazzamenti è il vincitore (non morale).

Alessio 7,5 gioca nonostante l'infortunio al gomito patito la sera precedente a causa di una rovesciata (per dovere di cronaca, andata sopra la traversa di un soffio) fatta sul selciato di via Roma che non è come cadere in una pubblicità di Mastrotta. Non si piange addosso e sforna tiri capolavoro che gli valgono una vittoria e lo qualificano alle olimpiadi.

Matteo 7,5 anche lui reduce dalla notte bianca (decretata per acclamazzione dalla comitiva) vaga in stato confusionale per il campo di tiro sostenendo alleanze occulte che lo vorrebbero fuori dalle olimpiadi. p.s cambia pettinatura 0 vittorie.

David 7,5  non mostra cenni di cedimento psichico (come Matteo) dovuti all'assenza di sonno, aleggia il sospetto che dietro la sua unica vittoria ci sia la mano degli scommettitori. (autore del cross per la rovesciata di Alessio) 1 vittoria. 

Ricciolino 7,5 nonostante la copiosa, quanto ingiusta, perdita di capelli, non perde la forza come Sansone. Mostra la sua modesta abilità balistica senza nemmeno una tacca nella casella vittorie.

S.F 7,5 vittima di un complotto ordito dai soliti noti è l'unico che sfiora la vittoria totale che gli avrebbe garantito anche il montepremi. Con 2 vittorie e un secondo posto è il Top.

Camilla 4 E' un deplorevole atteggiamento imprecare contro l'altissima. Blasfema!!! Farfuglia che stesse facendo un imitazione...credibile come pinocchio.

Gaia Tavaroli 7,5 responsabile della sicurezza dell'evento fa il suo lavoro in maniera impeccabile.  

Voto 3 agli pseudo-maestri che dal trespolo fanno loro il motto del poro Foffo "io fa non so fa... ma sò insegnà"


ChiSeLaPreseCampòUnMese



                                                                      il direttore
                                                                            sf

venerdì 27 dicembre 2013

SPORT ESTEMI 9° PUNTATA

 ...al risveglio apro la finestra e saluto Zurigo con un rutto in stile Fantozzi dopo aver bevuto la Bertier (per i cinigianesi un rutto alla Bionso). Lo champagne ha lasciato degli strascichi.
Dal piano di sotto mi sento urlare: Und wer bist du, Tarzan???(..e chi sei Tarzan???
Potrei mostrare al vicino quanto in basso può arrivare il mio degrado pisciando dalla finestra come Vitellozzo in "Non ci resta che piangere", ma non facciamoci subito riconoscere. Magari non  è provvisto di senso dell'umorismo e chiama la polizia. Desisto, l'azione potrebbe avere ripercussioni sulla mia reputazione, poi immaginate la faccia di mia suocera che viene a pagare la cauzione. 
Per non rischiare ulteriori slittamenti della scalata ed arrivare al conflitto totale con gli Sherpa, decido con il mio entourage che per me è meglio andare in aereo, loro mi raggiungeranno in macchina con calma, opto per la buisness class.
Il volo è breve e non ho nulla da leggere, chiedo alla hostess se hanno la Gazzetta o Republica, scuote la testa e sparisce dietro la tendina, torna con il magazine della Swiss Air e mi passa la rivista. Apro a caso, ci sono delle splendide foto sull'aurora boreale e altre di Oslo. Scorro le pagine senza vero interesse, nella parte dedicata ai ricchi sono elencati  i migliori alberghi del mondo. Non credo ai miei occhi, Amsterdam Pechino Citta del Capo, Cinigiano, Hong Kong, Miami, Dubai, etc, mi guardo in giro per vedere se qualcuno ride, qui mi stanno a piglià pel culo...Cinigiano? Invece è tutto vero   
 Man mano che l'aereo sale aumenta il mio cerchio alla testa, mi sento come saturno. Tutto sommato non sto malissimo, è sul tutto sommato che calano delle ombre.
Avrei bisogno di dormire e invece devo arrivare al campo base.
Esco dall aereoporto per cercare un taxi e me li trovo davanti schierati in ordine di altezza, la mia famiglia, che senza traffico è arrivata prima di me, e i locali sherpa. Con il capo scherpa ci scambiamo sguardi velenosi, memori della agitata telefonata di pochi giorni fa. La mia compagna vedendomi alterato cerca di stemperare l'atmosfera cercando il dialogo, chiede alla moglie dello sherpa dove poter fare acquisti.
Continuiamo ad annusarci come due cani. Questo tipo non mi piace, non mi è piaciuto al telefono, e ora che ce l'ho di fronte mi piace ancora meno. Ci chiede di seguirlo con la macchina. Arrivati ai piedi delle montagne c'è un piccolo villaggio, andiamo a fare approvvigionamento nel locale supermarket, per il latte e i suoi derivati ci consigliano di andare a comperarli direttamente dal produttore. Alzo la testa e vengo folgorato dalla bellezza delle vette frastagliate che a giorni conquisterò.
Messe le provviste in auto il convoglio parte verso l'agognato campo base. La strada è impervia e ad una corsia sola, ma gli indigeni corrono con i loro gipponi come se fossero in pista. 
Questo triathlon non nasce sotto una buona stella...            
                                                                    il direttore
                                                                      sf o sdm
 

lunedì 23 dicembre 2013

Batirose-Cinigiano 1-7 Le Pagelle

                                 Batirose-Cinigiano 1-7

Credo che la partita non necessiti di un commento, il risultato è eloquente.

Pagelle:
Pobega: 6 sul 2 a 0 prova a riaprire il match restando piantato sulla riga e su azione d'angolo il Batirose accorcia. Per il resto due interventi che denotano la poca abitudine alle partite in notturna.

Piccioni 7 Sicuro come una polizza sulla vita chiude la porta agli sciagurati attaccanti.

Engi 7 Per un tempo tiene il campo dignitosamente, esce per far spazio a bomber Panfi.

Fanfani 7 Il nome è garanzia di longevità. Poco lavoro ma svolto bene.

Ferrini 7 Difensore vecchio stile, entra alla o dente o ganascia, ma è troppo bravo e non ha bisogno di randellare.  

Valocchia 7 Promosso capitano gioca mille palloni...sempre in orizzontale...

Pallanti 7,5 ...Che a Vallerona ci facessero anche i calciatori è una novità, però è decisamente fra i migliori:

Ferrini 8 E' lento come uno slow motion ma la palla passa sempre dai suoi piedi.

Arzillo 7 Il fisico statuario  non è coadiuvato dalla tecnica, purtroppo la sensibilità agli arti inferiori è pari a quella di un eschimese.

Corina 8 Tecnica sopraffina. I compagni stentano a capirlo. Oltre alle doti calcistiche, ha dalla sua doti umane fuori dal comune . Momento fair play: il Batirose rimane in dieci per cambi esauriti, e lui chiede all'arbitro di uscire. Signori si nasce.

Sclano 8 Sblocca subito la gara con un gran gol. Il suo dirimpettaio lo sognerà per giorni e giorni. Va detto che di fronte non aveva Cafù, anzi. Piccolo particolare il suo marcatore è riuscito a colpire la palla pulita con il piede al ventesimo del secondo tempo, fino ad allora erano stati lisci che manco a briscola...

Panfi 8,5 Nonostante la panchina per scelta tecnica, anche se ne avrebbe ben donde, non polemizza e realizza una splendida doppietta.

Migliori 7 Il noto Blasfemo stavolta non lascia il segno.

Idrizi 7 Entra mascherato anche se non siamo a carnevale...

Ercoli 7 Terminale offensivo di indubbio valore, ma il Tognao non se la sente di far giocare un polizziotto e un carabiniere contemporaneamente. Se poi figaro gli compra un finanziere chissà..

Oneto 7 La tecnica è di categoria superiore, il gol, un colpo da biliardo, l'agonismo da subbuteo...

Di Marte 4 Nel nome ha gia la condanna. Leonardo é stato un azzardo ottimistico del padre...

Tognao 9 Il suo calcio è talmente offensivo che al confronto Zeman è un catenacciaro, il modulo 1-4-5 è il marchio di fabbrica (5 sono gli attaccanti.

S.F. 9 la mia presenza in tribuna è uno stimolo a fare meglio. 2 presenze, 5 a 0, e 7 a 1. Sono il talismano porta fortuna...

                                                                         il direttore. 
                                                                                sf

  

sabato 21 dicembre 2013

SPORT ESTREMI 8° PUNTATA

...il giorno seguente parlando con la cameriera scopro che avevano chiuso l'autostrada per disinnescare e rimuovere un ordigno bellico. Tutto era programmato da settimane e solo noi, gli olandesi e tre svizzeri che fanno vita da eremiti non sapevamo... ovviamente non avevo capito un cazzo e gli olandesi che ieri sera ci hanno detto che la polizia parlava di un incidente avevano capito quanto me. Forse sto travisando le parole della cameriera, sono solo con Paloma che ovviamente si rifiuta di farmi da interprete. E' un duro colpo all'idea che ho di me come poliglotta. Ma gli svizzeri erano quelli neutrali o sbaglio? Che cazzo ci fanno con le bombe? Non è il tempo di perdersi in inutili riflessioni socio-politiche sulla neutralita degli elvetici, il nostro destino gli dei, l'hanno già scritto!  

Finalmente dopo aver attraversato le alpi come Annibale, alle 12.30 di domenica 11 agosto 2013, dopo ben 32 ore e 15 minuti arriviamo a destinazione. Inutile dire che in 32 ore di auto si puo arrivare a San Pietroburgo o che in aereo saremmo arrivati in Australia facendo il giro dei seggianesi (il giro lungo). Il comitato d'accoglienza è rimaneggiato per motivi di varia natura. Gli unici giustificati sono gli amici attori che la domenica lavorano... Mio cognato per festeggiare il compleanno di Jari ed il suo, che quasi concomitano, ha organizzato un aperitivo per il pomeriggio... Io come dicono a Roma "busso coi piedi" ho più doni di Babbo Natale. C'è la nomenklatura familiare al gran completo, mi presento in forma smagliante e di bianco vestito, abbronzato come un vero terrone, con tanto di Panama appena comprato... le domande sono le solite: Come mai solo oggi? Quanto rimanete? Mi alcolizzo per sciogliere la lingua e rendere più fluido il mio inglese e rispondo sul vago, fa più interessante.

Spiego a uno dei miei cognati il vero motivo di questa vacanza in Svizzera, e le intenzioni bellicose per il mio personale triathlon. Mi guarda perplesso, forse il mio inglese non è abbastanza chiaro? Chiedo l'aiuto da casa (la mia compagna) per vedere se ha capito. 
Le perplessità non sono per il mio rudimentale inglese, ma sulla mia tenuta atletica... mi vuole offende??? Non raccolgo la provocazione, e mi concentro sul primo obbiettivo della giornata, che è quello di finire le scorte di champagne all'altro mio cognato, non per una faida familiare, sia chiaro.
Dicerie popolari sostengono che l'aperitivo metta appetito, secondo dei calcoli approssimativi dovrei mangiare per tre giorni consecutivi.
Mi squilla il telefono, è il capo degli sherpa ha bisogno di sapere se e quando è prevista la mia scalata a La Chruez. E' un pò agitato e lo esorto a mantenere la calma, ricordandogli che ha già avuto la caparra, che detto fra noi, non è proprio una cifra popolare. Troviamo un accordo per il mercoledi seguente, finalmente posso tornare a fare small-talk e a gustarmi lo champagne.
E' notte inoltrata quando lascio il bicchiere per andare a coricarmi,  nella testa ho ancora la telefonata con lo sherpa. M'ha fatto proprio girà i coglioni, speriamo bene...

                                                                       il direttore
                                                                        sf o sdm

 ps.se lasci un commento hai diritto a un aperitivo col direttore...


  

mercoledì 11 dicembre 2013

SPORT ESTREMI 7° PUNTATA

...Katja avvisa sua madre che faremo tardi. In auto i bambini cominciano ad essere insofferenti. Per altri dieci minuti di divertimento collettivo sfido Jari alle tabelline, lui, pensando di essere più bravo, insiste che scommettiamo un euro per ogni tabellina indovinata. Lo avverto che in un quarto d'ora nel suo borsellino di Vichi il vichingo non rimarrà l'ombra di un euro. E' sicuro dei suoi mezzi, parte la sfida.
Le tabelline le chiedono Katja, e forse Paloma, ma è più probabile che faccia l'ennesimo pisolino.
Dopo sei minuti ho finito le esultanze artistiche e mi ritrovo in vantaggio 23 a 0 (23 euro). Jari si arrampica sugli specchi con scuse di ogni genere. Per fair play, cambio le regole in corsa. Per dargli un vantaggio le tabelline vengono dette in tedesco, il risultato cambia di poco alla fine del primo tempo (10min) conduco 34 a 2, al netto mi deve 32 euro. La  fila è ferma, esco di macchina ed esulto come Giovanni del trio Aldo Giovanni e Giacomo quando nel film "tre uomini e una gamba" batte il bambino a braccio di ferro. Il ragazzo ha carattere e non si arrende, vuole ancora sfidarmi: - Conta i soldi che hai, poi vediamo se puoi continuare. Lo gelo. Dopo attenta analisi arriva ad un totale di 27 euro e 46 centesimi. Gli mancano 5,54 euro. Chiede un prestito alla mamma, che glielo concede, ma con degli intererssi da usura, CHI TI FA PIU' DI MAMMA T'INGANNA. Intasco la vincita e rivisito il regolamento. Le tabelline saranno chiamate da mamma in tedesco e in inglese e ogni una indovinata da me porterà nelle mie casse solo 20 centesimi e quelle indovinate da Jari avranno un valore di 1,50 euro. Jari fa la fine di Napoleone a Waterloo. Siamo ancora fermi, a giudicare dai camper l'Olanda al momento è una nazione disabitata, boh forse hanno in programma di colonizzare la Svizzera.
Quando si superano le dodici ore di viaggio, anche l'A.C.I lo considera viaggio della speranza, siamo a tredici abbondanti, potremmo chiedere asilo politico.
La partenza è stata intelligente, è l'arrivo che sta diventando da scemi. In strada sale il nervosismo, uno con una golf  mi fa i fari, dallo specchietto gli mostro la mano senza il dito medio, (è più elegante) continua a sfanalare, esco di macchina, scende anche lui, mi si para innanzi uno con un toupè da far impallidire Conte, è la versione umana di Flanders dei Simpson, baffetti e pettinatura identici, gli rido in faccia. Allargo le braccia pronto ad abbracciarlo, non voglio infierire, visto come è conciato mi sento in dovere di essere solidale, rifiuta il mio gesto conciliante, risale in macchina e parte sorpassando all'impazzata (ha i coprisedili leopardati).
All'imbrunire siamo nei pressi del lago di Walen, sopra le nostre teste volano cinque col parapendio, uno è tutto nero, è il mio amico Wal, sò che è lui perchè è l'unico che volendo essere anonimo l'ha preso nero e non colorato come un pappagallo, ma alla fine è l'unico che tutti riconoscono, mi vengono i brividi... suono il clacsoon  per salutarlo.  Sono le 19:30 e siamo di nuovo fermi, è da stamani alle 4:15 che siamo in strada... mi sento uno scafista...
Dopo una mezz'ora buona, la polizia ci avvisa che c'è un incidente e ci consiglia di tornare indietro. Chiedo a Katja se in zona abbiamo dei contatti, risposta negativa.
Siamo al secondo pit stop forzato, forse è meglio se ci mangiamo su.
Troviamo in un paesino di montagna un rifugio tipico, il menù non è molto variegato, polenta, formaggi, salumi e poco più. I bambini sono felici, la polenta è fra i loro piatti preferiti. Katja fa segno al cameriere di non rivelare ai bimbi che il ragù con cui accompagnano la polenta è di capricorno. Paloma chiama cosi il capriolo.
Ho molta fame e chiedo se posso avere un misto di affettati come antipasto. La porzione è ascetica, ma a giudicare dal prezzo sarà prosciutto di panda o di qualche altro animale in via d'estinzione.
Dopo cena l'idea di fare due ore di macchina è allettante come pulirsi il culo con l'ortica, fortunatamente hanno una camera libera.
L'arrivo con un giorno di ritardo scompagina la tabella del mio personale triathlon.
Il primo degli sport estremi in programma era l'alpinismo con la scalata de "La Chruez".  L'arrivo al campo base era previsto per lunedi, tutto slitta di un giorno, devo disdire gli sherpa altrimenti si incazzano... domani ne riparliamo...

                                                                       il direttore 
                                                                              sf
   

domenica 1 dicembre 2013

SPORT ESTREMI 6° PUNTATA

...regna la fase di stallo.. ora gli faccio l'arrocco...forse Jari ha ragione, la fuga è la soluzione. Guardo verso i doganieri, ce n'è sempre uno alla finestra che controlla i miei movimenti, come faccio a sfuggirgli? Incrociamo gli sguardi. Mi giro verso Jari e gli dico: Ora scendo e lo sfido a duello come nei migliori film western. Si si babbo dai! Mi stimola. Vado, do il 5 a Jari e scendo, negli occhi di mio figlio vedo l'attesa di un evento spettacolare da poter raccontare quando tornerà a scuola. Cammino con le mani aperte sui fianchi come se stessi per impugnare due pistole, entro negli uffici del nemico e chiedo: Se non arreca troppo disturbo, potrei riavere i miei documenti? L'agente mi guarda come se gli avessi chiesto dell'uranio impoverito, e con un pronunciato accento ticinese, mi fa: I documenti  li ho già ridati a sua moglie quando è venuta a comperare la vignetta per l'autostrada. Non capivamo il perché della sua sosta, ma la discrezione è una nostra peculiarità. 
 
Esco e scuoto la testa per manifestare il mio disappunto lanciando anatemi e imprecazioni, ma la colpevole non mi degna di uno sguardo, è troppo impegnata con uozzappe e tuitter con le sue amiche svizzere, per comunicare col resto della famiglia. Spero che i cuccioli non siano riusciti a leggere il labiale.  Mi sento come quel tizio che, ad un semaforo, si mise dietro ad un auto e, leggenda narra, al primo ritorno del rosso non reagì per fair play, al secondo verde saltato, suonò il clacson con veemenza, al terzo verde perso,  incazzato come un puma, scese per andare a dirne quattro all'automobiolista davanti, ma arrivando accanto al finestrino constatò che la macchina era parcheggiata. Mi sento uno sfigato.

Chiedo alla mia compagna spiegazioni. Di cosa? è la risposta.
L'assenza di comunicazione è un male frequente nelle coppie moderne, medito una vendetta ecqua, stile Pane e Tulipani, e le chiedo con nonchalance se puo scendere a vedere se nel bagagliaio è tutto in ordine, abbocca, e sfreccio verso la Svizzera. 
Viene salvata dal giusto abbandono da una accorata mediazione dei bambini, Jari mi dice: Dai babbo, non me la sento di rimanere orfano di madre, sono troppo giovane. Paloma che nel frattempo si era già riaddormentata, apre gli occhi e con lo sguardo interrogativo dice al fratello minacciosa: spero che il motivo dei tuoi urli sia giustificato. Commosso da tutto questo amore che hanno per la mamma, mi fermo e faccio risalire l'imputata. Con lo sguardo torvo chiedo un chiarimento.  
I documenti me li hanno resi quando sono andata a comperare la vignetta per l'autostrada. Sbotto: esigo che venga messo agli atti, la negligenza nella comunicazione, vai in culo te uotzappe, twitter,  tutte ste seghe moderne. Parto, e finalmente ci lasciamo alle spalle la nostra patria per fare un ingresso poco trionfale nella terra dei nuetrali! 
Cerco nelle frequenze radio la mia guida, RadioDeeJay, ma incappo in una radio locale che parla di sport in ladino, e io famoso poliglotta, non dico che lo potrei insegnare, ma lo intendo.
Piano piano scende la mia incazzatura e nel veicolo si torna alla normalità. 
Più vado verso l'entroterra e più si intensifica la presenza di tamarri con macchine con ogni genere di peluche, spoiler, e lucine. 
Paese che vai...
La madre dei miei cuccioli senza staccare dal perenne spippolio sul telefono mi indica la strada.
Non facciamo il Gottardo? chiedo. No, sicuramente ci saranno code e poi se passiamo dal Bernardino puoi vedere dove volerai col parapendio. Risponde.
Ruffiana, cerca di imbonirmi, ma il perdono non è fra le mie priorità.
Paloma ridorme, manco fosse la figliola del poro Momone. (Momone al matrimonio di suo nipote riusciva a fare un sonnellino sulla sedia tra una portata e l'altra) Katja spippola, e Jari mi tempesta di domande, mi sa che m'ha scambiato per Wikipedia.
Mi chiede: Babbo, al C.E.R.N ci passiamo subito, o ci torniamo in questi giorni? Avevi detto che volevi sfidare le particelle in una gara di velocità. Avevo rimosso e prendo tempo: Vediamo in questi giorni se sono disponibili per una sfida del genere. 
Oh, non gli sfugge niente a questo.
Il traffico si sta intensificando avanzando verso il  Bernardino  l'autostrada si restringe a solo due corsie, una per senso di marcia, speriamo di non trovare Camper...
                                                                       il direttore
                                                                             sf