sabato 11 marzo 2017

ACROSS THE BIG BLUE SEA...la mia prima volta da editore



Sono passati 15 giorni e l'eco del sensazionale successo non si è ancora spento, ma veniamo alla cronaca della giornata che cambierà per sempre la storia della letteratura. 

Roma: Latteria Studio 24-2 2017   

E' il gran giorno, stasera a Roma, la mia compagna presenta ACROSS THE BIG BLUE SEA, la sua prima fatica letteraria.
Lei è già andata in avanscoperta a visionare la location, accompagnata da Raffaella (di Lunch with Raffaella), cuoca sopraffina e lato pragmatico indispensabile per la buona riuscita di questo evento.
Sono in treno, un regionale veloce. In cosa si differenzia da un classico regionale? Solo nella dicitura, perchè è più lento di Montolivo. Con me c'è la nota cantante country-folk Sabrina Turri. Ci scambiamo racconti sui nostri passati. Con un orecchio ascolto lei con l'altro la radio.  
Scrivo un sms alla protagonista. Risponde che teme un flop, l'incubo scarsa affluenza incombe nella sua mente. Trovo palloso 'sto pessimismo cosmico. E chi sei Murphy!!!
Ho l'illuminazione, scrivo a Radio Deejay. Venti minuti dopo Linus scandisce il mio nome, l'orario e l'indirizzo dell'evento. Mi vengono i lucciconi. Deejay chiama Italia, una trasmissione da tre milioni di ascoltatori!!! La scarsa affluenza non sarà più un nostro problema.
Scendiamo alla stazione di Trastevere. Di taxi nemmeno l'ombra, e uber non è nel nostro bagaglio tecnologico. Trascino il mio trolley rincorrendo Sabrina che tiene un'andatura che manco i keniani alle Olimpiadi. Da uomo di campagna metto a repentaglio la mia vita rischiando più volte di essere stirato da automobilisti che non mi perdonano le origini contadine. Mi suonano all'impazzata ogni volta che metto un piede giù dal marciapiede. Ah bene le strade a breccia piene di spinose e cinghiali... male che ti va, fai la scottiglia.
Con l'aiuto delle nuove tecnologie (non in mia dotazione) arriviamo a destinazione facilmente.
La Raffa e Katja rispettano i ruoli, la prima cucinando, l'altra aggiornando i social. 
Io e la Sabri ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo agli ordini della Raffa che dall'alto del suo enorme potenziale stà allestendo un buffet luculliano.
Per sciogliere la tensione stappo una bottiglia di Pavone, il vino offerto da uno dei nostri sponsor.
Un assaggio tira l'altro e le prime bocce svaniscono in pochi minuti.
Ho un leggero languorino ma la chef ha messo il veto al nostro buffet. Fortuna vuole che poche porte più in la ci sia un take away molto invitante. Facciamo tappo (un pranzetto veloce).
Tornati al quartier generale per un breve briefing veniamo interrotti da una signora che vedendo il trambusto entra per capire cosa stia succendendo. Mi avvicino e da gran cerimoniere parto col racconto da molto, molto lontano: quando, nel secolo scorso, una giovane svizzera varcò le alpi in cerca di fortuna.... in realtà voleva solo fare la "stagione" delle olive (a giugno...in svizzera gli olivi non ci sono) e tornare in patria etc. etc.... fino ad oggi con la presentazione del libro. Non sembra interessata. 
Quando sta per uscire noto i suoi occhi velati di delusione. La fermo e le dico: le andrebbe un goccio? Mi guarda e un sorriso inequivocabile svela il vero motivo del suo ingresso. Risponde (giuro) se insisti... 
Alle 4 è quasi tutto pronto. La Raffa è un pò tesa. Cerco di tranquillizzarla con l'autorevolezza di un navigato boss della mala.  
"Quando ci sono io non ti devi preoccupare.... sono il signor Wolf ....risolvo problemi" (pulp fiction). Sprizzo onnipotenza da tutti i pori.
La sua risposta non ammette repliche, "è meglio se vai in albergo e ti riposi un pò cosi sarai più fresco per stasera". Obbedisco, e come diceva la mi nonnina, vado a ghiacè.
Di ritorno da un breve, ma necessario, REM torno in pista e trovo le tre donne in fibrillazione per l'imminente debutto. 
Propongo un brindisi che ottiene consenso unanime.
Ore 18.15 con il classico ritardo accademico apriamo le porte. 
Orde di fan provenienti da ogni dove entrano a farsi firmare la copia e per gustare il rinfresco. 

   

In breve tempo la sala è gremita in ogni ordine di posto. La varietà etnica è impressionante. Oltre ad un rappresentate dell O.N.U ogni continente ha i suoi ambasciatori. Questo è di per se un gran successo. Quando la mia compagna prende la parola per ringraziare i presenti e per riassumere il libro vedo che tutta la passione che ha messo in questo progetto il pubblico la percepisce. Mi commuovo.
Mi si avvicina una signora parlandomi in francese. M'avrà scambiato per Sarkozy? Più probabile per un magrebino visto il turbante che ho in testa. Rispondo nel mio idioma (il cinigianese) alla sua domanda se possiamo organizzargli una festa (io sò l'editore mica il catering). Dice: avrei bisogno di un posto un pò più grande però. Le propongo il Circo Massimo. Si allontana delusa.
E' mezzanotte passata parlo con una ragazza iraniana dei miei problemi in città. Lei dice che Roma in confronto a Teheran è un villaggio... tutto è relativo. 
Contando i vuoti penso che solo alla presentazione di un libro di Bukoswki si poteva fare meglio. (per i cinigianesi... o ad una festa di Stavros).  
Salutiamo gli ultimi ospiti e chiudiamo le serrande con qualche difficoltà.  
Nel bel mezzo del cammin verso le nostre suite ci imbattiamo in un locale rumoroso e affollato. Entriamo. Il bicchiere della staffa è nella carta dei diritti universali dell'uomo, non si nega a nessuno.
Dietro al banco due rapper, ah no sò i baristi agghindati a modino. Il più giovane indossa un cappellino con la tesa indietro e ha la faccia tempestata di piercing, il gigante, cappello da baseball e cappuccio della felpa tirato in testa. La cameriera che serve ai tavoli è carina nonostante la pettinatura alla Riccardo Cocciante (o alla Filoni per i cinigianesi).
La clientela è molto gggiovane, la differenza d'età si nota anche dalla scelta dei drink, noi, datati gin tonic, loro raffiche di shottini e selfie a go-go. 
Al tavolo le chiacchiere vertono sulla riuscita dell'evento. Siamo tutti concordi sull'ottimo risultato. Sto per crollare ma non voglio fare il guastafeste. Fingo di meditare, appoggio il gomito al tavolo e mi reggo la testa con la mano... 

Sono le 4 passate, siamo rimasti solo noi. I giovani, dopo decine di shottini  saranno a creare degrado vomitando vodka in qualche angolo di Roma.  
Dopo svariati drink e un sonnellino giunge anche per noi il momento dei saluti. Il barista, dopo aver tirato su le sedie e spazzato, ci dice come disse il poro Checcone: quando andate via spegnete la luce. Togliamo le tende.
Arrivati in albergo ci facciamo l'ultimo champagne con le fragole e cadiamo fra le braccia di Morfeo.  
Sabato 25\2\2017
Dopo una leggera colazione ripartiamo verso casa stropicciati come Willie il coyote. Solo la Sabri ha una lena che desta sospetti, ma lei è una rockstar, è abituata a certi ritmi.
Dopo un estenuante viaggio arriviamo a casa. Un abbraccio decreta la fine della fase di decollo... da oggi il libro può volare libero nel vasto mondo della letteratura.   
                                                                  Il direttore 
                                                                       sdm



   




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