mercoledì 26 febbraio 2014

Welcome Brunello

Ormai sto diventando un critico enogastronomico di fama internazionale. Domenica scorsa sono stato ospite di Extra Lucca, kermesse che ha avuto come protagonista l'olio, o se voi fa il ganzo E.V.O.O.  Oltre ad assaggiare ottimi unguenti e gelati a base olio, ho avuto la fortuna di assistere ad una lezione di cucina e di umiltà della mitica Valeria Piccini chef del ristorante "da Caino", ristorante che da ben 15 anni mantiene 2 stelle Michelin. 
Vedendo all'opera questo grosso calibro della cucina mondiale una volta tornato a casa sono aumentate in maniera esponenziale le mie velleità culinarie e un banale ovo in padella con rigatino adiacente, è diventato nella mia presentazione a Paloma (l'erede femmina della famiglia) un occhio giallo uscito dal boccone del prete di una pennuta mugellese, con guanciale di suino abbronzato... te mi capisci che è tutta un'altra musica... (non l'ha voluto).

In questo fine settimana sono stato per due giorni consecutivi a Benvenuto Brunello. Il sabato, giornata esclusiavamente per i giornalisti, sono passato nelle vesti di direttore de Le Ficarì, con tutti gli oneri e gli onori del caso. 
Per me che ho un  passato nelle cantine cinigianesi dove si beve tutti dal solito bicchiere munito di "camicia" e riempito direttamente dalla botte, passare a somelier tutti in ghingheri, a servire file di calici, il salto è stato decisamente grosso.
Dopo la "doverosa" degustazione sono andato a salutare un po' di amici fra i vari stand, e anche li ho dovuto assaggiare. Vedendomi così acclamato, un tipo, di cui per decenza non farò il nome, ha iniziato a parlarmi di Biodinamica con molta enfasi, sembrava più uno scenziato che un contadino. Per avvalorare le sue tesi ha proposto: Le faccio una verticale? ma io ho frenato il suo entusiasmo: e chi sei Yuri Chechi!!! Girellando fra i banchi ho trovato il mio amico Luca S. e oltre che di vino, abbiamo amabilmente disquisito sulle proprietà terapeutiche dei roditori femmina presenti in loco (di Pil che non è prodotto interno lordo). A pranzo al buffet avrei voluto fare il new age e chiedere un centrifugato o una tisana, ma chi mi avrebbe creduto?

La domenica invece è aperta al pubblico di settore o a chi ha un invito, e il team Le Ficarì si è schierato con il più classico e offensivissimo tridente. Punta centrale ovviamente io, e sulle ali a destra Marco Bartalucci detto Zorro, perché quando supera il livello di guardia gli viene una striscia rossa intorno agli occhi, che sembra la maschera di Zorro appunto.  
A sinistra Cristiano Canuti detto Pio... non per una spiccata devozione all'altissimo ma per la passione che ha erditato dal nonno (Pio) per il vino.   
Arrivati con un mezzo di terra tecnologicamente avanzato ci siamo dovuti scontrare con la cruda realtà, una fila chilometrica fra noi e il nostro obbiettivo, il vino. Io avendo il pass del giorno prima sarei potuto entrare ma non me la sono sentita di lasciare i miei compagni di sbronze in fila (a fine serata sono stato premiato per il Fair Play).
Accampati all'esterno insieme a noi, orde di fans del vino più buono del mondo, e i soliti alcolisti che, con la scusa di degustare, aspettavano di poter entrare a prendere una sbornia gratis.  
Finalmente dentro, Zorro, col suo fiuto da segugio ci ha guidato alla ricerca dei top ten (secondo lui) che ben presto sono diventati 20 e poi 30 etc...
Ai primi Brunelli i miei esterni sentivano i profumi di cuoio, mosto selvatico, tabacco e sottobosco... Pio dichiarava: la riserva dell'azienda Casa Raia la potrei prendere al posto del Polase al mattino appena sveglio. Visto l'andazzo, ho desistito e lasciato spazio alla loro fantasia. Facendomi consegnare le chiavi della macchina ho decretato che sarei stato lo chauffeur. 
Zorro-Cicerone con andatura sempre più a slalom continuava nel suo intento che credo fosse assaggiarli tutti, Pio lo seguiva come se davanti avesse un santone.
Alla 36esima azienda invece del solito grissino Zorro ha chiesto un panino con le acciughe sotto pesto, è stato il segnale che di lì a poco avremmo dovuto abbandonare il campo.  
Per vedere se fossero ancora in grado di continuare gli ho chiesto di parlare di un argomento a piacere. Non sono riusciti ad articolare un discorso di senso compiuto alchè mi sono visto costretto a fare come gli arbitri della boxe, dichiarandoli K.O. Va detto per dovere di cronaca che per questioni etiche i cinigianesi non possono sputare il vino, come fanno i più. 
Usciti fra gli applausi andando verso la macchina Pio sosteneva di essere in grado di guidare. 
Per toglierlo dall'imbarazzo gli ho fatto fare l'alcool test. Con 4,7 (quarta miglior prestazione mondiale di sempre) in uno stato di semi incoscienza l'ho collocato al lato passeggero. Sia mai che uno Zenigata di turno gli tolga mezzo e patente. 
Nonostante gli illustri assenti (Matteo Anziano Tavaroli ai box per il riacutizzarsi di un vecchio infortuonio - transaminasi alle stelle - e Alessio Panfi per un rene claudicante),  la squadra ha fatto la sua porca figura...
                                                                         .
 Gli occhiali a coprire gli effetti collaterali del vino e io a tenerli in piedi!!! 

 
                                                                   il direttore
                                                                    sf o sdm

 

sabato 8 febbraio 2014

SPORT ESTREMI 13° PUNTATA

...Saliamo su un pick-up grande, molto grande, tutto è proporzionato alle dimensioni del proprietario. A occhio e croce una macchina così, con un litro di benzina ci attraversa a malapena la strada.(cit. Schiucco) Prima di mettere in moto si guarda ripetutamente la mano destra con fare contemplativo. Si starà leggendo il futuro? Ogni suo gesto lo vedo finalizzato a quello che credo il suo scopo... la mia testa appesa al muro.
Alla prima sgassata il rombo assordante toglie la poca poesia residua all'incanto di queste montagne. E' una di quelle macchine americane, una Dodge 5 posti con il cambio automatico. I sedili posteriori sono inagibili, il retro è un incrocio fra una ferramenta ben fornita e un supermarket. Ci sono ogni genere di attrezzi da lavoro, c'è una motosega, un decespugliatore, un soffia foglie, tre tipi di ascia, una bottiglia di Schnaps (la grappa Svizzera) quasi finita, del pane raffermo, una carabina di precisione con tanto di mirino laser, e un flauto. A cosa gli serve un flauto, a incantare i serpenti? Questo è quello che si vede in superfice, sotto chissà cos'altro nasconderà... Forse era meglio se mi schiantavo in strada avevo già finito di patire. Se non altro se prova ad attaccarmi ho con cosa difendermi. Il cassone è coperto da un telo con delle macchie, presumibilmente di sangue. Credo che lì abbiano trovato alloggio i corpi senza vita di tutti quegli animali appesi. Ad ogni sgassata sbatto con la schiena sul sedile. I muscoli si stanno raffreddando e i traumi vengono alla luce con tutto il loro carico di dolore, particolarmente intenso è il dolore alla spalla destra, ma stoico, cerco di non mostrarlo. Ad un incrocio riconosco la strada che porta all'area di parcheggio dove ho la macchina, gli indico la direzione, ma lui non mi caca nemmeno di striscio e tira dritto. Quello che prima era un dubbio pessimistico sta mano a mano diventando una triste realtà. Secondo le mie malsane congetture dovrei buttarmi dall'auto in corsa per scampare alla morte. Il sentiero che ha preso è talmente stretto che dalla mia parte anche se volessi buttarmi non potrei aprire lo sportello. L'orco ha un ghigno soddisfatto, capisce che ho paura e gode di questa situazione di vantaggio, ma non sà che un animale ferito e impaurito è più pericoloso e aggressivo di uno sano. 
Lo guardo attentamente per vedere se ha dei punti deboli, forse lo potrei attaccare sulla sua autostima, dicendogli che è molto brutto, che fra l'altro sarebbe solo un'onesta e obbiettiva constatazione. Ma non credo che sia uno molto vanitoso. Sul sentiero sta scendendo un'auto, siamo costretti ad accostare in una delle piazzole appositamente create per scambiarsi. Ho la possibilità di scappare, ma con la carabina che ha dietro non avrei molte chance di fuga. Devo avere la meglio su di lui. Pare leggermi nel pensiero, scende  dall'auto e fa cenno anche a me di scendere. M'invita a gustarmi l'aria respirando a pieni polmoni. Ha lasciato l'auto in moto, respiriamo monossido di carbonio. Cerca il dialogo, vuole rilassarmi, non vuole uccidermi quando sono teso e con l'adrenalina in circolo, altrimenti la mia carne sarà dura quando la cucinerà. Mi chiede oltre allo slittino che cosa voglio fare sulle montagne. Torna in auto prende la carabina e gli monta quello che credo essere un silenziatore. No cazzo sarà un esecuzione, mi scendono lacrime tristi, non sono pronto per morire. Cerco di prendere tempo spiegandogli il mio triathlon e che il resto della comitiva mi starà aspettando per partire per la scalata della Chruez, anzi, non vedendomi arrivare, avranno già dato l'allarme. Lui dal canto suo, per mostrarmi la sua abilità balistica mi indica un palo di un recinto su cui è posta una campana di bronzo, lontana circa 50 metri, spara e la fa suonare. Mi guarda con un ghigno assassino e parla dei suoi trascorsi nella nazionale elvetica di biathlon. La fuga non ha senso con un cecchino di questa caratura.
Guardando il sole stabilisco che sarà mezzogiorno e penso, ma cazzo gli altri ancora non mi cercano? Provo ad elaborare un piano d'attacco, ma è grande come Hulk Hogan, le mie chance di vittoria in un corpo a corpo sono ridotte al minimo. Mi dice di andare in cima ad una collinetta, sostiene che da li ci sia il miglior panorama della zona. Lo so, è un trucco, non ha il coraggio di spararmi guardandomi in faccia. E io che sognavo di perire su un red carpet davanti ad una folla acclamante, o dopo aver segnato il gol decisivo in rimonta al novantesimo in una finale mondiale, (e a chi gli regge il cuore? a Rivera gli ha retto). Con simili uscite di scena sarei salito di diritto nell'olimpo degli immortali con Jim Morrison e Kurt Kobain. Invece verro trucidato da un folle cannibale delle montagne in circostanze bizzarre che esibirà la mia testa come trofeo di caccia... che fine ingloriosa.
Continuo a camminare, ho paura di sentire il sibilo della carabina silenziata... avanzo lento... certo che...se arrivo sulla cima della collina... chissà di là cosa c'è... forse potrei salvarmi...

                                                                        il direttore 
                                                                         sf o sdm
  
  

lunedì 27 gennaio 2014

SPORT ESTREMI 12° PUNTATA


...sarei più credibile se mi salvasse Bob Kelso, il primario di Scrubs...
Riprendo i sensi svegliato da uno strano rumore e un puzzo osceno. Mi alzo, sono tutto indolenzito, in bocca sento il sapore del sangue. Con le mani sondo il viso per capire se tutto è ancora a posto. Il naso sembra nella sua sede naturale ma senza l'ausilio dello specchio non posso averne la certezza, di sicuro c'è che fa male, molto male. Maneggiandolo provoco una nuova emorragia, cerco nello zainetto dei fazzoletti e tampono.
Guardando come sono ridotti i vestiti posso constatare che tumefazzioni ed escoriazioni coprono gran parte del corpo.
Toccandomi la testa sento una pronunciata commozione cerebrale (un biccio), mi muovo per capire se potrò camminare o se ho le gambe rotte. Lo slittino è distrutto, non vale nemmeno la pena riportarlo a casa. Cerco l'origine del rumore, girando l'angolo della casa aumenta il rumore ed il puzzo. In un piccolo recinto sono segregati  due suini di discrete dimensioni, il maschio tenta dei blandi accoppiamenti ma lei lo disarciona, deve essere all'antica, niente sesso prematrimoniale. Cerco di consolarlo parlandogli che anche la vita sessuale di noi umani è solo una serie di compromessi. Gli spiego il teorema del mio amico Papini. Le donne che paghi subito sono quelle che costano di meno. Parole sante. Mi guarda, sembra molto depresso. Forse non capisce la mia lingua? Forse per il rifiuto della sua compagna? O forse perché è consapevole di avere i giorni contati e sa che sarà protagonista, suo malgrado, dell'eccidio di dicembre? Il mio stomaco brontola, il cibo, ecco il vero motivo della mia sortita mattutina. Ai miei occhi ora ho di fronte prosciutti, rostinciana fumante, chili e chili di salsiccia... colesterolo in purezza. Vedo il maschio, molto abbronzato e con un limone in bocca, mmmm la porchetta... sublime... Dio lo mangerei  vivo, come Hannibal Lecter. Penso a come potrei avere la meglio su almeno uno di loro, ma come si fa ad uccidere un maiale a mani nude? Lo strozzo? Qui corro il serio rischio di passare da carnefice a vittima in meno di un secondo e di essere mangiato vivo... meglio cercare la colazione altrove. Giro l'angolo per vedere se trovo il titolare della baita. Busso alla porta, si affaccia uno che se è stato dal dietologo se l'è mangiato, tanto è grasso. Faccio lo splendido decantando il meraviglioso posto dove vive, e il panorama da cartolina. E' un tipo taciturno, risponde a monosillabe.
Racconto la mia storia ma dal suo volto non traspare un briciolo di emozione, sarebbe un perfetto giocatore di poker. Glisso chiedendo se per favore posso avere un caffè. Mi fa entrare in casa, è piena di trofei di caccia, animali di ogni genere, nemmeno al museo di storia naturale avevo visto tanta varietà di teste impagliate. Quando mi porta il caffè gli faccio notare che ho visto tutte quelle teste, a gesti mi complimento, lui senza nemmeno accennare un sorriso, dice con malcelato rammarico che l'unica testa che manca alla collezione è quella di un essere umano. Mi passa un pezzo di dolce, duro come un cavalluccio, non so se è duro per dovere, o per l'inesorabilità del tempo. Le sue  ultime parole insinuano in me un dubbio... non è che mi spara e appende la mia testa al muro? Provo a zupparlo nel caffè per renderlo agibile. E' buono, molto buono, una sorta di ciambellone con mandorle e mirtilli, lo stomaco esulta, non è abituato a essere disoccupato.

Ringrazio l'uomo per la colazione e quando sto per uscire sento la sua mano sulla spalla, un brivido scorre lungo la mia schiena, attendo la pugnalata che mi trafiggerà le costole. Non so perché ma lo vedo come un solitario cannibale delle montagne.  
I maiali gli servono per cancellare le prove residue, ossa, vestiti zaino...
Si offre di darmi un passaggio. Non è l'orco, sono io che ho troppa fantasia. Forse vuole uccidermi in posto più sicuro lontano da occhi indiscreti, chi lo sa, comunque accetto...
  
   
                                                                       il direttore
                                                                        sf  o sdm

domenica 19 gennaio 2014

SPORT ESTREMI 11° PUNTATA

..l'erba, bagnata dalla rugiada, è insieme poetica e scivolosa. Si fatica a stare in piedi. Questo bel prato evoca in me ricordi lontanissimi, con la mente torno al 1985, anno della grande nevicata. Ero bambino e con gli amici facevamo slittino con mezzi di fortuna, sacchi di plastica, camere d'aria, i più audaci uscivano con gli sci.  Anche dopo che la neve se ne fu andata, lo slittino fu il nostro sport preferito per molti mesi. 
I ricordi e questa erbettina mi fanno venire voglia di riprovare il brivido, è molto ripido ma è solo erba, morbidissima erba. Nella baita qualcosa per scivolare o uno slittino ci sarà. Corro verso la casa eccitato. Rovistando trovo ben tre slittini, due evidentemente da bambini dove potrei entrare se fossi un contorsionista e uno che sembra un bob a 2. Senza far rumore riesco a portarlo fuori. Per partire devo trovare un posto meno ripido, devo riprendere confidenza col mezzo, prima di andare giù a rotta di collo. Trovo una discesina corta che fatta in diagonale arriva a salire su una collinetta, sembra una pista per snowbord, il posto ideale per ritrovare le misure. Parto elettrizzato e con le mani sui freni che fanno anche da direzionali, mi muovo lentamente. Le due piccole leve metalliche affondano sul terreno lasciando due solchi come mini aratri. Mi dispiace rovinare il prato, lascio i freni e prendo velocità. L'aria fredda mi fa lacrimare gli occhi, per non scollinare   freno e metto fuori i piedi. Ho un sorrisino ebete in faccia, torno in cima di gran carriera. Riparto, stavolta provo a non rallentare, la velocità aumenta, anche l'adrenalina, per fermarmi sono costretto a puntare forte i piedi. Ho dimenticato il vero scopo di questa uscita mattutina. Continuo a fare su e giù come un ragazzino alle prime  esperienze con l'autoerotismo. Le scarpe sono quasi da buttare. Decido di partire a dritto senza  andare in diagonale, sarò molto più veloce. Da subito intuisco che difficilmente riuscirò a fermarmi sulla collinetta, ma siamo a ballare, e allora si balla. 
E' la volta bona che si vola, non provo nemmeno la staccata, l'apice della collinetta mi fa da trampolino, volo a 3 metri da terra (cala se voi vende il ciuco... forse a 1 metro), il contatto col suolo provoca vari cricchioni allo slittino, volano pezzi di plastica lungo il percorso, le mucche sospendono il loro perpetuo masticare per guardare questo folle che sfreccia accanto a loro. Il pendio sta diventando sempre più ripido, mi pare di essere sulla Streif, la leggendaria pista di Kitzbuhel. A occhio e croce la mia velocità è intorno ai 100 km orari. La guida non è precisa come quella di Armin Zoeggler, ma mi difendo. Ora è dura fermarsi, più a valle vedo il tetto di una casa, speriamo che abbiano un pagliaio. Mentalmente faccio testamento e penso ai miei figli che forse non rivedrò, se questi sono i miei ultimi attimi su questa terra avrò la fortuna di lasciare il mondo col sorriso. La strada in fondo alla valle diventa sempre più nitida vedo che è anche trafficata nonostante l'ora. E' una questione di pochi minuti e sarò in mezzo alla strada, spero che la collisione con l'asfalto non sia troppo violenta. La casa mi rimane molto a sinistra provo a girare sperando nel pagliaio per un atterraggio dignitoso. Un pensiero delude le mie attese, i fienili gli svizzeri li hanno indoor. Decido comunque che tra schiantarmi sulla strada e finire stirato come un gatto dei cartoni, con buone probabilità di lasciarci le penne, e sbattere sulla baita in legno massello con l'ipotesi di qualche frattura, scelgo il male minore...
Manca poco all'impatto...alcuni metri prima del contatto un dosso mi sbalza da terra, vado a schiantarmi sulla parete ancora all'ombra... sbatto la testa e perdo i sensi...
Sono a terra in uno stato di torpore, credo di sognare che sopra di me ci siano i medici di Gray's Anatomy e la Torres urli: LIBERA!!!

                                                                      il direttore
                                                                       sf o sdm


sabato 11 gennaio 2014

SPORT ESTREMI 10° PUNTATA

La sede del primo campo base situata sui 1800 metri, e la mia valigia piena di sogni...

...l'ultimo pezzo per arrivare al campo base lo dobbiamo fare a piedi, la pendenza è ostica e mette a dura prova la comitiva. Questo è niente a confronto alla scalata che ci attende per conquistare la Chrüz. La convivenza al campo base è difficile, devo ricorrere al Gandhi che è in me per non infliggere punizioni draconiane alla mia guida. Dopo un summit con gli amici con cui farò la scalata decretiamo che gli sherpa non ci servono, la tensione che c'è fra me e il capo è palese, nemmeno il calumè della pace che ci siamo fumati ha alleggerito l'atmosfera. Non voglio rischiare che il tipo boicotti la scalata e mandi all'aria tutto, sarei costretto a farlo diventare cibo per i rapaci della zona scaraventandolo in qualche crepaccio. Paghiamo una cospicua buonuscita in nero e loro spariscono a velocità supersonica.  
L'assenza di energia elettrica nella baita è per i bambini un incomprensibile novità assoluta, nonostante nelle stanze siano accese molte candele, hanno paura e il cigolio delle porte non aiuta a farli stare calmi. All'ora di cena la triste scoperta, hanno portato via le provviste alimentari, e ora come sfamiamo la truppa?
La speranza è la dispensa, qualche cibo a lunga conservazione ci sarà cazzo, al suo interno c'e solo lo scheletro di un ex roditore  morto di stenti. Propongo di fare un brodo con le ossa, ma la mia proposta viene bocciata all'unanimità. Con i nostri zaini siamo più fortunati, escono Tuc, caramelle, crackers sbriciolati, sottilette, biscotti, e sorpresona, un salame. Temo che stasera la cena sarà molto frugale.
Mettiamo i bimbi a letto, infreddoliti, impauriti e affamati, come da manuale del perfetto genitore, e con i  nostri amici ci mettiamo fuori. 
Accendiamo il fuoco e guardando dentro le fiamme, ci raccontiamo.
Emetto suoni gutturali rigorosamente a bocca chiusa, il corpo cerca di evacuare le ultime bollicine residue, il mio amico mi guarda e mi fa: E te credo che stai a fa ancora li rutti, hai bevuto più champagne te in una sera di Vettel in quattro mondiali. Lo champagne il mio apparato digerente lo soffre, come tutte le cose da ricchi del resto, le ostriche, il caviale, il tartufo, non sono per il mio stomaco, e nemmeno per il mio portafoglio, ci deve essere una connessione divina.
Andiamo a letto consapevoli che domani, tempo permettendo, può essere il gran giorno, prima però come capo branco dovrò procurare il cibo. Punto la sveglia alle cinque, il primo villaggio è a 18 chilometri e per arrivare alla macchina ne devo fare sette.
Alle 4:55 apro gli occhi, non faccio nemmeno suonare la sveglia, mi preparo ed esco, prendo un sentiero scosceso che secondo i miei calcoli dovrebbe essere una scorciatoia. Il silenzio è il compagno ideale a quest'ora...
                                                                       
                                                                      il direttore
                                                                         sf  o sdm

domenica 5 gennaio 2014

1° OPEN DI FRECCETTE PER GIOCATORI NON PROFESSIONISTI

Fuori il cielo non prometteva nulla di buono, dentro gli sfidanti aspettavano con ansia il momento di mostrare la loro abilita con i piccoli dardi. A causa del forte vento, c'era il serio rischio di rinviare il primo open di freccette per non professionisti, ma le TV mondiali che si erano aggiudicate i diritti hanno preteso che si giocasse anche a scapito dello spettacolo.
A contendersi l'ambito titolo i mostri sacri delle freccette locali. 

Regolamento: il campione sarà colui che riuscira a vincere almeno 3 partite se, a sopraggiunta oscurità, (alle ore 20) nessuno ci sarà riuscito si passerà al calcolo delle vittorie e dei vari piazzamenti, decurtando poi il numero delle scorrettezze (di questa postilla ne ha usufruito solo Zorro, noto per essere più scorretto di Dick Dastardrik.

Le Pagelle
Zorro 4 era da Milan- Atalanta del '89 che non si assisteva ad una simile scorrettezza (per chi non lo sapesse. il Milan non restituì la palla all'Atalanta, ne scaturì un rigore che non ebbero la decenza di calciare fuori) toglie un tiro all'amico-rivale (io) con un vile espediente, e vince.
Dopo il triste episodio che ha scatenato feroci polemiche si invoca a gran voce la moviola in campo. Con 2 vittorie e buoni piazzamenti è il vincitore (non morale).

Alessio 7,5 gioca nonostante l'infortunio al gomito patito la sera precedente a causa di una rovesciata (per dovere di cronaca, andata sopra la traversa di un soffio) fatta sul selciato di via Roma che non è come cadere in una pubblicità di Mastrotta. Non si piange addosso e sforna tiri capolavoro che gli valgono una vittoria e lo qualificano alle olimpiadi.

Matteo 7,5 anche lui reduce dalla notte bianca (decretata per acclamazzione dalla comitiva) vaga in stato confusionale per il campo di tiro sostenendo alleanze occulte che lo vorrebbero fuori dalle olimpiadi. p.s cambia pettinatura 0 vittorie.

David 7,5  non mostra cenni di cedimento psichico (come Matteo) dovuti all'assenza di sonno, aleggia il sospetto che dietro la sua unica vittoria ci sia la mano degli scommettitori. (autore del cross per la rovesciata di Alessio) 1 vittoria. 

Ricciolino 7,5 nonostante la copiosa, quanto ingiusta, perdita di capelli, non perde la forza come Sansone. Mostra la sua modesta abilità balistica senza nemmeno una tacca nella casella vittorie.

S.F 7,5 vittima di un complotto ordito dai soliti noti è l'unico che sfiora la vittoria totale che gli avrebbe garantito anche il montepremi. Con 2 vittorie e un secondo posto è il Top.

Camilla 4 E' un deplorevole atteggiamento imprecare contro l'altissima. Blasfema!!! Farfuglia che stesse facendo un imitazione...credibile come pinocchio.

Gaia Tavaroli 7,5 responsabile della sicurezza dell'evento fa il suo lavoro in maniera impeccabile.  

Voto 3 agli pseudo-maestri che dal trespolo fanno loro il motto del poro Foffo "io fa non so fa... ma sò insegnà"


ChiSeLaPreseCampòUnMese



                                                                      il direttore
                                                                            sf

venerdì 27 dicembre 2013

SPORT ESTEMI 9° PUNTATA

 ...al risveglio apro la finestra e saluto Zurigo con un rutto in stile Fantozzi dopo aver bevuto la Bertier (per i cinigianesi un rutto alla Bionso). Lo champagne ha lasciato degli strascichi.
Dal piano di sotto mi sento urlare: Und wer bist du, Tarzan???(..e chi sei Tarzan???
Potrei mostrare al vicino quanto in basso può arrivare il mio degrado pisciando dalla finestra come Vitellozzo in "Non ci resta che piangere", ma non facciamoci subito riconoscere. Magari non  è provvisto di senso dell'umorismo e chiama la polizia. Desisto, l'azione potrebbe avere ripercussioni sulla mia reputazione, poi immaginate la faccia di mia suocera che viene a pagare la cauzione. 
Per non rischiare ulteriori slittamenti della scalata ed arrivare al conflitto totale con gli Sherpa, decido con il mio entourage che per me è meglio andare in aereo, loro mi raggiungeranno in macchina con calma, opto per la buisness class.
Il volo è breve e non ho nulla da leggere, chiedo alla hostess se hanno la Gazzetta o Republica, scuote la testa e sparisce dietro la tendina, torna con il magazine della Swiss Air e mi passa la rivista. Apro a caso, ci sono delle splendide foto sull'aurora boreale e altre di Oslo. Scorro le pagine senza vero interesse, nella parte dedicata ai ricchi sono elencati  i migliori alberghi del mondo. Non credo ai miei occhi, Amsterdam Pechino Citta del Capo, Cinigiano, Hong Kong, Miami, Dubai, etc, mi guardo in giro per vedere se qualcuno ride, qui mi stanno a piglià pel culo...Cinigiano? Invece è tutto vero   
 Man mano che l'aereo sale aumenta il mio cerchio alla testa, mi sento come saturno. Tutto sommato non sto malissimo, è sul tutto sommato che calano delle ombre.
Avrei bisogno di dormire e invece devo arrivare al campo base.
Esco dall aereoporto per cercare un taxi e me li trovo davanti schierati in ordine di altezza, la mia famiglia, che senza traffico è arrivata prima di me, e i locali sherpa. Con il capo scherpa ci scambiamo sguardi velenosi, memori della agitata telefonata di pochi giorni fa. La mia compagna vedendomi alterato cerca di stemperare l'atmosfera cercando il dialogo, chiede alla moglie dello sherpa dove poter fare acquisti.
Continuiamo ad annusarci come due cani. Questo tipo non mi piace, non mi è piaciuto al telefono, e ora che ce l'ho di fronte mi piace ancora meno. Ci chiede di seguirlo con la macchina. Arrivati ai piedi delle montagne c'è un piccolo villaggio, andiamo a fare approvvigionamento nel locale supermarket, per il latte e i suoi derivati ci consigliano di andare a comperarli direttamente dal produttore. Alzo la testa e vengo folgorato dalla bellezza delle vette frastagliate che a giorni conquisterò.
Messe le provviste in auto il convoglio parte verso l'agognato campo base. La strada è impervia e ad una corsia sola, ma gli indigeni corrono con i loro gipponi come se fossero in pista. 
Questo triathlon non nasce sotto una buona stella...            
                                                                    il direttore
                                                                      sf o sdm