sabato 1 giugno 2013

IL GIORNO DELLA GARA 2° PARTE


Firenze ore 8:00                                               24° puntata

Le parti migliori di me stanno ancora dormendo. Provo con Paloma che di solito è la più restia ad alzarsi, con uno scatto felino mi sorprende e si butta sul fratello costringendolo a svegliarsi. Jari ha i tempi di reazione di un ghiro appena uscito dal letargo, con una calma olimpica va in bagno ad espletare le formalità igieniche. 

Ora viene il bello, la mia compagna pare ancora nel R.E.M (il sonno non il gruppo musicale), sono indeciso sul metodo di risveglio tra il dolce ed il traumatico, opto per  un bacino sussurrato all'orecchio e un gavettone con una tazzina. Confusa, la mia dolce metà, mi assesta una gomitata in pieno volto che mi manda al tappeto, corro in bagno col naso, o quel che ne resta, fra le mani. 
Riesco con fatica ad arginare l'emorragia, ci mancava anche questa!

Quando torno in camera sono tutti pronti. Chiedo spiegazioni ma Katja sostiene la tesi dell'involontarietà, le faccio notare che questo è un fallo da prova TV e stasera ne riparleremo.

Non ce la faremo mai ad arrivare all'appuntamento col Trio Medusa. I cuccioli hanno fame, sono il maschio alfa e spetta a me procacciare il cibo, Firenze è la nostra savana. Vedo un maiale disteso, sembra distratto se non addirittura addormentato, che occasione penso. Mi butto al collo e con le zampe davanti lo immobilizzo, mordo la giugulare ma non esce sangue. Sono attimi di terrore quelli che seguono, il porchettaio esce incazzato da dietro il banco brandendo un coltello che pare una spada, e chiede spiegazioni.  
Stò rischiando seriamente il linciaggio, mi giustifico con la scusa della trance agonistica.

I cuccioli, divertiti, si godono il loro panino con la porchetta pagato, come un week end a Venezia. 
Via de Guicciardini è invasa dai runner in maglietta viola a fare riscaldamento, scatti, progressioni, strecching e tante chiacchiere. Parlano correndo e si raccontano i tempi fantasmagorici che avrebbero (il condizionale è d'obbligo) fatto all'ultima gara a cui hanno partecipato.
Sembrano il cacciatore e il pescatore della famosa barzelletta...."o scorci l'anguilla o fò 'na strage..." 
Io il mio riscaldamento l'ho già fatto dal porchettaio, unico problema è che masaraffaccia, come dicono i romani!

Ponte Vecchio e le vie che portano a piazza Santa Croce sono un fiume viola, sono in ritardo per l'appuntamento col Trio ma provo lo stesso, dopo poco mi devo arrendere, sò l'unico che va contromano.
Comincio il valzer delle telefonate con Massi e Michela, i miei compagni di squadra. Loro si che sono in ritardo, sono agitato come la sposa all'ultima prova vestito.   
La gara parte alle 9:30 sono già le 9 e ancora non si vedono.
Finalmente in lontananza scorgo la chioma bionda di Michela avanzare come una di BayWatch, Massi è più dietro, gli urlo frasi irripetibili. Decidiamo, dopo votazione a scrutinio segreto, di correre con le maglie del team Le Ficarì. Siamo preda dei fotografi, veniamo immortalati da ogni organo di stampa...è evidente che siamo la squadra da battere...


 Nella foto accanto il Team LeFicarì
intento a guardare un asino che vola...di quelli gonfiabili...


Siamo agli ordini dello starter...

                        
                           il direttore 
                                                  sf

1 commento:

  1. PER GUARDà L'ASINI UN C'èRA BISOGNO DI GUARDà PE ARIA

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