mercoledì 30 ottobre 2013

SPORT ESTREMI 4° PUNTATA

Nei due mesi che mi separano dalle meritate ferie, inganno l'attesa con  i classici sport  estivi, calcio, bici, etc. 
A Cinigiano va in scena il primo torneo di calciotto, evoluzione del più famoso calcetto, e nonostante un imbarazzante condizione fisica, le squadre partecipanti danno vita ad una vera e propria asta per accaparrarsi i miei servigi. 
Se a 43 anni sono ancora così richiesto vuol dire che ho lasciato un bel segno, o forse è solo pietà! 
Nella partita innaugurale perdiamo 4 a 2 e io non vado a segno, cosa che non mi capitava dal lontano 1979.  
Nei giornali locali si sprecano commenti dozzinali, l'unico che porta rispetto alla memoria di quello che fui è L'eco del Lucherino, che titola in prima pagina " La Nerchia senza il gol è come la pace nel mondo, impossibile!
Il resto del torneo è un calvario, alla casella gol rimane un disatroso zero, decido con il mio entourage che è venuto il momento di chiudere la mia luminosa carriera con un gesto eclatante.
Convoco nella mia residenza estiva (che poi è anche quella delle altre stagioni) tutta la stampa internazionale  e dò fuoco alle scarpe e a tutto il resto dell'abbigliamento da calcio, non sia mai che mi torni la voglia di giocare. 
Il mio ego esce provato della debacle calcistica. Sono costretto a ricorrere ad un terapista per venirne fuori. 
In futuro sfogherò le mie velleità sportive in discipline più consone al mio stato di forma.(la PlayStation)
Meno male che la prossima settimana partirò per la Svizzera e finalmente potrò volare...

                                                                       il direttore 
                                                                               sf
    

giovedì 10 ottobre 2013

FESTA DELL'UVA A CINIGIANO

                Alla festa dell'uva, ho visto e sentito cose...

Ho visto...madre natura imbizzarrirsi tanto da richiamare a lavoro Noè!
Ho visto...la teoria del Centini, noto blasfemo, avverarsi! (1°)
Ho visto...uno scalino "fare" più malleoli di Diogo, stopper Uruguagio degli anni '80!
Ho visto...organi riproduttivi ergersi al passaggio di culi fasciati con leggins da bloccare la circolazione!
Ho sentito... donne la cui massima emancipazione è stata, BRINDISINO... LALALA,etc etc!
Ho visto...individui socialmente inutili stordirsi con droghe leggere che il reitero ha reso pesanti!
Ho visto... Burdisso nel tentativo (fallimentare) di accoppiamento!
Ho sentito... gente chiedere acqua...e io gli ho servito "l'acqua di Gil"
Ho sentito... Alessio dire all'amico Manuel: tu bevi pure che guido io. (Votato momento Fair play della festa)...E poche ore dopo..
Ho visto...Alessio banchettare più di Bacco fino ad avere le labbra viola, per poi  cadere sfinito fra le braccia di Morfeo (non il calciatore) su una panchina, come l'ultimo dei clochard!
Ho visto...Manuel (l'ex pugile) barcollare sotto i colpi di, Santa Marta, Cuccuvaia, e Parmoleto, ma non andare al tappeto,e anzi avere la forza di tentare l'assalto all'esile, ma affascinante Cinigianese! 
Ho visto... l'Armanni ingiustificatamente sobrio!
Ho visto... la versione moderna di Giuda Escariota (Cristiano) omettere soccorso all amico Ligas! 
Ho visto...il Ligas affranto dal brutto gesto, girovagare come un cane abbandonato in autostrada!
Ho sentito... Matteo, più polemico di Sgarbi, che voleva liberare Kabul dagli americani...sieee, e io Prato dai cinesi!
Ho sentito... non con le orecchie, druscioni allergici alla doccia, abbandonati dal deodorante da anni!
Ho visto...gente abbrutirsi con alcool e droga e prendere le sembianze di Kermit, la rana del Muppet Show!
NON...ho visto...nemmeno uno, e dico uno, accenno di rissa! 
Ho visto...una ragazza "fare come i cani del Mugi" (2°)  
Ho sentito di un tale...che alla canonica domanda delle forze dell'ordine : quanto hai bevuto? Rispondere: Solo 2 Mon Cheri e un Boero, fissare poi, l'asticella dell'alcool-test  sui 2,39, che comunque non gli saranno bastati per battere il primato mondiale di 2,83 detenuto da un diplomatico dell'est amante della vodka, tale B.E, ma serviranno per fargli rivalutare i trasporti pubblici per un bel pezzo!
Ho visto...cose che non si possono scrivere...

Ho visto... la festa del vino...annegata da un nubifragio!

                                                              ...e questo è quanto... 


Nota 1: La teoria del Centini si avvale di numerose testimonianze dirette,  la più importante lo riguarda da vicino. Egli infatti sostiene che vi sia un entità che supervisiona, e gli remi contro. La prova schiacciante , a detta del teorico, è avvenuta una mattina di molti anni fà, presentatosi in cantiere con il figlio, iniziò a fare una "traccia" con mazzolo e scalpello, al terzo colpo si dette una mazzolata su una mano, alchè il Centini disse al figlio : Andiamo via c'ha belle visto!!   
NOTA 2: A Cinigiano "Fare come i cani del Mugi" vuol dire essere bisex, in quanto i suddetti quadrupedi non fanno distinzione negli accoppiamenti!
                                                                        
N.B amici, nei commenti raccontate cose che a me sono sfuggite                                                                       
                                                                     il direttore 
                                                                              sf

martedì 1 ottobre 2013

SPORT ESTREMI 3° PUNTATA

...Ora se non parte gli dò una spinta...
Un ultima sbirciata alle nuvole e finalmente va, corre verso il basso,  il parapendio si alza a strappo, appena stacca i piedi dal terreno inizia a salire. Ficoooo!!!
Continua a salire a spirale, credo che si stia esibendo per me, dopo glielo chiederò.
E' talmente alto che è diventato un puntino, avrà perso il controllo? Non scherziamo non sono preparato al peggio,una tragedia come aperitivo no!
Prendo il binocolo e guardo su, è tutto ok!
Inizia a scendere verso Stribugliano, spero non si schianti sul tetto del Becagli. Piano con tutto questo ottimismo!
Il parapendio è nero e in un amen esce dal mio radar, da lontano vedo come Mr Magoo è inutile stare qui. 
Scendo a riprendere la macchina, sono euforico non vedo l'ora di volare.
L'ultima volta che ho volato se la memoria non m'inganna, risale ad una notte di giugno del '96 a Loret de mar, in cui volai una rampa di scale nella nota discoteca Moef Ga-Ga, a causa "gomito troppo elevato", ma non credo si possa equiparare.
Scendo piano verso casa, aspetto la telefonata per sapere dove recuperarlo.
Chiama è atterrato appena fuori Cinigiano.
Mi spiega che non era giornata per fare grandi voli. Quasi un'ora non mi sembra poco ma capisco che se non ci fossi stato io a vedere non sarebbe partito.
Mentre lo porto alla sua macchina mi chiede se sono ancora dell'idea di volare, e se si, quando sarò in Svizzera, per le vacanze estive, mi porterà a volare, non da solo ovviamente.
Mancano due mesi alle mie ferie e già non stò nella pelle...

                                                                      il direttore
                                                                             sf    

domenica 22 settembre 2013

SPORT ESTEMI 2° PUNTATA

                                                                           2° puntata
...non so se tutta la scena la stia facendo per me, o serva davvero tutta 'sta meditazione. 
Mi guardo intorno per capire dove è parcheggiato il parapendio, forse lo deve ancora montare?
Chiedo delucidazioni, e mi rendo conto di aver confuso il parapendio col deltaplano. Cinigiano non è famosa per le sue scuole di volo, credo che l'unico precedente di sport simili risalga agli anni settanta dove un certo Mucci, stuntman locale, con una versione primordiale del parapendio tentò di emulare Icaro gettandosi dalla terrazza coll'ombrello, l'atterraggio, che non fù morbido, gli procurò fratture multiple alle gambe che ne chiusero prematurmente la carriera di airone de noaltri. 
L'uomo mi indica piccole nuvole in lontananza e mi spiega a grandi linee che tipo di cielo serva per poter volare, serve che Eolo sia un alleato, ma non sia troppo forte etc.
Sono in trepidazione, lui al contrario, è più calmo di As.Fidanken.
Inizia a togliere dallo zaino il parapendio e lo stende con una cura maniacale per terra, stende i fili che lo sorreggono ma non lo indossa e si siede per terra, al mio sguardo perplesso risponde che non c'è vento sufficiente, dobbiamo attendere.
Infila le braccia nell'imbracatura e chiude le cinture di sicurezza. 
Si sente un suono costante, bip bip bip tipo quello che in tv toglie le parolacce, anzi no, è più simile al suono che segnala che non hai messo le cinture di sicurezza in auto. 
Curioso come una cecca chiedo di cosa si tratti. 
Il bip costante è un buon segno, ma se il bip aumenta di frequenza stiamo salendo o scendendo troppo in fretta rischiando di svenire e perdere il controllo, con conseguenze letali mi spiega.
Ho fame, ma ancora non parte...
 
                                                                        il direttore
                                                                               sf


giovedì 12 settembre 2013

SPORT ESTREMI

I giorni dopo la DeeJayTen mi sentivo vuoto, mi mancava qualcosa. Mi sentivo come Willie il Coyote quando prende Bep Bep o come il commissario Zenigata dopo aver arrestato Lupin.
Un pensiero mi asillava la mente "e ora che farò?"  Non posso tornare ad essere sedentario come un acaro, ho bisogno di nuove sfide, di un nuovo traguardo. 
Fisicamente non sono adatto alla corsa, le ginocchia e le caviglie soffrono troppo l'impatto col terreno, meglio diversificare, e poi, è risaputo che sono un poliedrico.
Il destino mi viene incontro, questa volta nelle vesti di un signore svizzero di mezza età che pratica il parapendio. L'uomo, mi invita a vederlo all'opera sul monte Aquilaia sopra a Stribugliano.
Il giorno della svolta è un sabato all'ora di pranzo, invece della solita serie di aperitivi con gli amici vado in coppa au monte, voglio vedere di che si tratta, l'idea di volare mi alletta.
Con la macchina non si può arrivare in cima e sono costretto ad una ripida passeggiata. 
Il mio amico è seduto per terra, contempla il meraviglioso panorama e annusa i venti.
Mi vede, e con la mano mi invita ad avvicinarmi...
                                                                         
                                                                               il direttore
                                                                                     sf  



giovedì 29 agosto 2013

...LA VERSIONE DEL VANNELLI...

COME PROMESSO, ECCOVI LA VERSIONE DI MASSI

E' finito il tempo delle parole, sulla pianura di Tebe splende il sole, Sparta è pronta a combattere. (...E poi so io il megalomane...)
Solita partenza presto della Vannelli's family il clan Fabiani ci attende a Firenze dobbiamo fare il rendez vous a Siena con il neo acquisto Miki Ciardi, lei è già sul posto, la mando avanti in quanto dotata di navigatore e io privo di senso dell'orientamento (storico un Cinigiano Massa Marittima 4 ore).Parte a mach 3, sospetto che abbia confuso la DEEJAYTEN con il GP di Monaco, alle Badesse l'autovelox flescia, nella foto verrà scritto:"allora fate come vi pare. Arriviamo a Firenze e ci riuniamo col direttore. Parruccati e baffati partiamo per la dj five, è evidente da subito che non sarà la corsa dei record ma dotati di megafono lo scazzo raggiunge livelli olimpici. Mi diverto come un matto, la cornice è come sempre bellissima, arriviamo tranquilli in Santa Croce e l'arrivo con colonna sonora autocantata e rallenty autoprodotto è da complimenti, che arrivano puntuali. Dopo le foto con Curti,e varie ed eventuali procediamo alla premiazione di redazione, primo manco a dirlo, il direttore, seconda la Ciardi ma solo perche non era seduta su un 1800 GT, terzo, vergognoso io, che ero l'uomo di punta.
A questo punto, in compagnia dell'amica e tifosa Silvia, sudati e puzzolenti andiamo a fare un aperitivo,il gestore si sbaglia e ci vende un villino a Fiesole, almeno a giudicare dal conto, però onestamente accompagna le bevande con ben 10 pezzi di schiaccia del giorno prima e 10 olive del discount. Se tanto mi da tanto per mangiare bisognerà scappare come nel film i laureati.
E invece scoviamo un localino niente male dove buon cibo si mischia a gentilezzza e prezzo onesto.
La giornata è stata intensa e bellissima, la mia radio, i miei amici, la mia famiglia, ma che voi di più dalla vita?


Si puo notare che l'amico è dotato del dono della sintesi, non come me, che sò' più lungo di Dostoieschi (scritto alla Cinigianese). 

                                                       il direttore       

                                                                                   sf

mercoledì 21 agosto 2013

LA FINE

Firenze                                                     39° puntata

...la donna, senza nemmeno guardarmi, indica con l'indice l'uscita. Non replica, ma il suo sguardo severo non ammette esitazioni. Esco in silenzio e a testa bassa, contrariare la signorina Rottermaier potrebbe essermi fatale. 
Mi siedo sul gradino di un portone, la gamba fa male. Escono tutti con il gelato, Massi sdrammatizza sarcastico: ti ricordi quando ti chiamavamo Il Conte per i tuoi modi garbati e per l'eleganza? Ribatto: non so che mi sia preso, era dal 1992, quando religiosi di una qualche congrega insistevano per diffondere il verbo, che non avevo una reazione cosi scomposta. Lo sguardo interrogativo della madre dei miei cuccioli chiede chiarimenti, provo ad arrampicarmi sugli specchi con la scusa dell'accumulo di stress, la fatica, il fatto che ho perso molto sangue, a mio dire, ha influito, ma sono credibile come Pinocchio a carnevale.
Finito il gelato Massi e la famiglia si congedano, a sentirlo, i sei metri quadri di pratino lo aspettano. Tiene quel pratino come il green della buca diciotto di un campo da golf.  
Non ho voglia di camminare, chiedo a Silvia dove posso prendere un taxi, è più un bisogno di stare solo, che pigrizia. E' il momento delle riflessioni, del bilancio, personale e di squadra.  
Un fischio alla Trapattoni attira la mia attenzione, avrò sbagliato la "diagonale" per salire sul marciapiede? No, non sarà certo rivolto a me, e poi, che ci gira il Trap da queste parti? Penso. E invece si, il fischio è per me, è Codino, che mi ha riconosciuto e mi  raggiunge. Per gentilezza, più che per vero interesse gli chiedo come gli è andata la gara e che tempo ha fatto. Mette subito le mani avanti: eh sai, stamani ero troppo stanco, il 9,82 di ieri sera mi ha molto provato. Lo guardo dubbioso, non mi sembra che le caratteristiche fisiche ricordino, anche vagamente, un centometrista e per giunta in grado di stare sotto i 10 secondi. Mi legge nel pensiero e si affretta a chiarire: No no, 9,82 non è il mio personale sui cento metri, è il risultato dell'alcool test. Ahh, alcolista di tutto rispetto. Anche se non sono Grisson di C.S.I mi rendo conto di essere di fronte ad uno poco lucido e gran puscher di fandonie. Allungo il passo per provare a seminarlo, vedendomi claudicare mi incalza per sapere del mio infortunio, gli racconto la storia dell'attacco del crotalo e di oggi che sono stato colpito da un fulmine, fortunatamente di striscio, che mi ha riaperto la ferita, cucito in strada col filo da arrosti etc. e lui in tutta risposta mi fa: eh sie... e io ci credo no! Invece le tue di storie... penso.
Mi congedo stringendogli la mano, finalmente si arrende. Vado verso la fermata dei taxi con la testa rivolta ad un domani pieno di dubbi, sarò il nuovo Dean Karnazes? Nelle prossime gare saprò migliorarmi? Fare peggio è difficile! Che ne sarà del team Le Ficarì? Un oligarca dell'est e qualche sceicco faranno un asta per annettere il califfato dei Ficari? Un pallido sole scalda i miei pensieri da megalomane. Massi invece tiene un low profile, dice che nel giro di cinque anni saremo al via dell'Iron Man delle Hawai, io la parte a nuoto la darò in subappalto visto che in acqua galleggio quanto un àncora. 
Mi passano davanti agli occhi tanti flashback di questo mese e mezzo fantastico, il mio coach, esaltato come una testa di cuoio, io che fronteggio gli elementi durante la durissima preparazione alla gara, il crotalo (pace all'anima sua) che sfoga la sua ira sui miei polpacci, il doping, il Trio medusa, la bolgia alla partenza, l'aperitivo al bar. Quando Massi ha provato l'assalto all'arma bianca contro il cameriere, nel trattenerlo mi sono sentito come Jeff Bridges nel film Il Grande Leboswky intento ad arginare l'amico al bowling, che, per un punto contestato tira fuori la pistola.
Arriva un Taxi. Alzo la mano come un attore di hollywood ma lui  striscia. Non era per me o non si è fidato? Forse è meglio se mi tolgo la parrucca. Dal finestrino come segno premonitore, usciva la musica di Levante e proprio quando filava oltre c'era il ritornello, "...che vita di mmmerda...aaiaa.."
Anche il secondo taxi mi ignora, ma allora non era la parrucca. Non sarò più il modello di un tempo, ma ho sempre il mio perché.
Il terzo è quello buono, mi chiede dove vado (omette conciato così). Quando gli do l'indirizzo fà una smorfia, non sò, forse pensava che dovessi tornare in qualche lontano pianeta.
L'autista prova a fare conversazione, non fingo nemmeno interesse per i suoi argomenti, non ho più voglia di niente. Apro il finestrino e avvicino il naso per annusare l'aria, come i cani. La memoria olfattiva cataloga gli odori, un giorno mi riporterranno a questa giornata! 
La radio, manco a dirlo, è Radio DEEJAY, stà passando Clementino, gli chiedo se può alzare il volume.
Arrivati, lascio una lauta mancia, come nei film, e saluto. 
In testa mi risuona il ritornello "..U'viento... U'viento, ci rimane soltanto U'viento...quando partono i bbastimenti... ci rimane soltanto U'viento...
                                                 FINE               
                                                                        il direttore
                                                                                sf
Ps è gradito un commento finale.                                          
Pps. a breve la versione di Massi, e i drammatici risvolti dell'inchiesta sulla morte del crotalo.