venerdì 23 maggio 2014

CINIGIANO--NUOVA GROSSETO 1-0

L'autore assicura formalmente che i nomi dei personaggi di questo articolo NON sono reali.
Poichè però è possibile che esistano persone con lo stesso nome e con alcune caratteristiche dei personaggi qui sotto descritti, l'autore assicura che si tratta di pura coincidenza...non è di loro che si parla qui.
PAGELLE: 
Pobega 7  nonostante gli avanti grossetani siano insidiosi come degli eunuchi per una pornostar infonde nell'aria una sicurezza a cui gli anni scorsi non eravamo abituati. Grazie, è una bella sensazione.
Ferrini S 7  la presenza della terna arbitrale gli permette di tenere la difesa alta senza soffrire di vertigini. Autoritario come Baresi .
Fanfani 7  mai in difficoltà. A metà ripresa gioca con le coronarie del pubblico azzardando un colpo di tacco decisamente fuori luogo...se si prendeva gol facevo come Mazzone contro l'Atalanta.
Idrizi 7  ha l'avversario più ostico e lo annulla (come un gol del Parma ((regolare)) ai tempi di calciopoli).
Tassi 7  gioca debilitato, ma non lo da a vedere, meriterebbe il gol per una punizione magistrale, ma il vento e il portiere gli negano la gioia. 
Kaja 7  vince il ballottaggio a tre con Migliori e Piccioni, ripaga la fiducia del Tognao giocando un calcio semplice ed efficace.
Panfi 7  è il nostro falso nueve. Si sacrifica per la squadra, non segna, ma fà sempre quello che serve...e se lo dico io...
Ferrini T 7   trotterella per il campo senza forzare, è il metronomo della gara, gestione sapiente da vero leader.
Sclano 7  Forma, con Arzillo la coppia quasi-gol  Calloni-Pacione. Ha il merito di essere sempre al posto giusto, peccato che ha il senso del gol di Mr Magoo.
Oneto 7  meno brillante del solito (forse per colpa delle notti brave di cui è stato protagonista ultimamente? ci sono foto) è comunque l'artefice della giocata che risolve la contesa.
Arzillo 7  cocktail di potenza e velocità, peccato che per addomesticare la palla ha bisogno di un domatore. Ha il grande merito di risolvere il match rischiando un frontale col palo.
Corina 7  bello da vedere come un tramonto in spiaggia con un Campari in mano. Sta al calcio come Marquez alla letteratura.  Unico neo, frequenta gli allenamenti come Maradona (quasi mai).
Piccioni 7  escluso eccellente entra senza polemizzare e mette i sigilli dal suo lato.
Migliori 7  l'altro escluso pare demotivato. E' stato risparmiato per la finale... 
Valocchia 7  entra a pochi minuti dalla fine per consentire la meritata standing ovation all'Arzillo.
Tognotti 7   il mastro chiccaio legge la partita perfettamente, mi sento, e non credo di esagerare, di poterlo accostare a Nostradamus.
Arbitro Bocci  9  il Collina della terza categoria non sbaglia niente, è sempre sull'azione. L'unica volta che erra concedendoci un calcio d'angolo è aiutato da Corina che con un fair play smisurato, per queste latitudini, gli dice di averla toccata lui.  
Banano 7  più "disturbatore" di Paolini.
Io 7  rinuncio alla DeeJayTen di Firenze ( corsa podistica dove mi sono imposto nelle ultime due edizioni, con buone probabilità di fare il tris ((mai riuscito a nessuno)) e accaparrarmi il montepremi), rinuncio ad un simposio con un filmaker calabro e uno storico Senese sull'influenza del Brunello sulla tavola, dai Sumeri ai giorni nostri, e rinuncio a seguire, come giornalista accreditato, la nazionale del vino al campionato europeo in Svizzera, pur di essere in tribuna. Se non è amore questo...

Dopo attenta analisi e un lungo dibattito con i miei collaboratori, sono arrivato alla conclusione che la palma di MVP non va a nessuno dei presenti all'interno del rettangolo verde. 
L'elevata qualità estetica delle presenze femminili ha creato non pochi deficit di attenzione tra i maschi presenti, una però era una spanna sopra alle altre. Una mora di ignota provenienza ma di indiscusso pedigree vince per distacco, e solo un educazione di tipo classico mi ha impedito di fischiarle il mio consenso.
La giuria composta da me e da altri, di cui ometterò i nomi onde evitare loro inutili ri-percussioni da mogli e fidanzate, ha decretato all'unanimità il massimo dei voti, 9,5 ( 10 non si dà). 
Ma non distogliamo l'attenzione dal nostro obbiettivo. Non credo sia necessario scomodare Sun Tsu per capire che è l'ultima battaglia che farà vincere la guerra. Vorrei ricordare di non pensare di aver gia vinto, la storia è piena di amare delusioni, mi viene in mente il derby del Peloponneso di Episkyros (sport antenato del calcio) del 324 A.C tra Micene e Corinto dove quest'ultimi erano favoritissimi ma vennero sconfitti dall'astuzia dei micenesi, oppure l'incubo Chiggia, goleador Uruguaiano che nella finale mondiale del 1950 gelò i duecento mila del Maracanà, (ferita ancora sanguinante per i Brasiliani). Per arrivare a qualcosa che avete vissuto, la finale champions Milan- Liverpool del 2005 dove, dopo il 3-0 del primo tempo sembrava fatta...sembrava...
Fate la storia di questa squadra...e in culo a tutti i Bela Guttman che ci gufano...
Ricordate... Le Parole Smuovono... L'esempio...Trascina..
Un solo pensiero nelle vostre teste...scriviamolo nel cielo...
                                       
                            ...GANAR...

ps. comunque andrà mi sentirò come dopo l'ultima puntata di Breaking Bad...mi mancherete... se nel mercato estivo non ci sarà la diaspora ci rivedremo ad agosto...vi voglio bene...

per chiarimenti sono a completa disposizione!



                                                                      il direttore

                                                                       sf o sdm

martedì 29 aprile 2014

SPORT ESTREMI 15° PUNTATA

...insiste per accompagnarmi alla macchina. No bello non mi freghi, declino l'invito con un tocco di saggezza popolare Cinigianese: è tutta discesa e in discesa vanno anche le zucche!
Scuote la testa e dice: non afere capito! Ripeto e lui di nuovo: non afere capito! Non importa, ho capito io (come disse il poro Cassi *)
Sono in vena di frasi celebri. Gli porgo la mano per congedarmi e mi pento istantaneamente del gesto distensivo. Ha una stretta eccessiva che non riesco a contenere,  potrebbe di nuovo sequestrarmi ma con disinvoltura riesco a divincolarmi. Ma vaffanculo troglodita. Lo penso ma non lo dico, sia mai che capisce e mi corca di mazzate. 
Passeggio leggero, il sole scalda il mio viso e i miei pensieri, penso a che storia fantastica potrò raccontare ai bambini in "vegliatura" o durante la scalata per stimolarli a non mollare: "ho passeggiato con la morte in balia di un pazzo forse addirittura cannibale...". I fratelli Grimm dei dilettanti al confronto... rimarranno a bocca aperta!
Sento l'orco intimare a Ottmar di tornare in alpeggio con le mucche, risalire in macchina e partire a gran velocità.
Il cane esegue senza se e senza ma. Finalmente solo!
Cerco una piccola vendetta, provo a chiamare il cane schioccando la lingua nel palato. E' un rumore insolito per lui, alza le orecchie e si ferma. Insisto sempre più forte, vedo che sarebbe tentato di seguirmi, ma nella sua testa non c'è margine per il dubbio, se eseguire o meno l'ordine categorico che ha ricevuto. Se ne va correndo.
E'  finito l'incubo, provo una sensazione di benessere. Mi sento al sicuro come da bambino dopo aver rubato le ciliegie, quando riuscivamo a seminare il contadino zoppo che reclamava il maltolto. Stranamente vengo colto da una leopardiana nostalgia, sarà la sindrome di Stoccolma? Boh.
Scendo verso il parcheggio dove stanno arrivando delle macchine. Saranno altri scalatori? Hanno targhe italiane. Che palle.
Mi avvicino  si girano verso di me con sguardi cordiali, come solo chi è in vacanza può avere. Provo a fingere di essere svizzero non ho voglia di socializzare e dico: gruezi mittenand (salve a tutti).
Se si escludono i baffetti ho ben poco di svizzero.
Non sono scalatori, sono due famiglie con un bambino piccolo a coppia, le madri fanno la gara su quale sia il più precoce a fare progressi. Dovrei farmi i cazzi miei ma l'occasione è troppo ghiotta per non ridimensionare l'ego delle vanitose milf. Mi avvicino e dico: il figlio di un mio amico a sette mesi parlava fluentemente con i rutti tanto che lo ribattezzammo Waiominghe junior (quello del film Ovosodo). La più attraente gira la testa di scatto con fare stizzito, non si aspettava di trovare sulle montagne uno che gli facesse abbassare la cresta. La sua amica con occhialini da nerd mi guarda e con un largo sorriso mi dà il suo consenso. In quello sguardo scopro la gioia e il ringraziamento per aver vendicato tutta la sua frustrazione.
Cala un silenzio spettrale interrotto dal marito della vanitosa che con accento toscano mi fa: o te unneri tedesco? No, era solo per fare scena. Rispondo.
Gli uomini, con manovre da contorsionisti, indossano gli zaini dove troveranno alloggio gli eredi durante la passeggiata. La nerd per rinforzare la nostra alleanza, mi chiede che cosa mi sia capitato indicando i miei vestiti rotti e sporchi di erba. Potrei raccontarle "di una vita che ho vissuto e che non ho capito", ma a vedere le facce sanno 'na sega di Vasco. Le rispondo vagamente: è una storia lunga e non voglio annoiarvi! La vedo delusa e dico per scusarmi: magari se ci incontriamo di nuovo ti racconto, i mie amici mi aspettano per scalare la Chruez e sono in ritardissimo, avranno già chiamato i soccorsi credendomi disperso.
Sul tetto della macchina c'è la borsa delle provviste che gli sherpa,  hanno messo al riparo da eventuali assalti di animali. C'è un biglietto scritto in geroglifico che presumo siano delle scuse. Prendo la busta con i viveri e mi incammino mesto con andatura claudicante verso la baita.  Ancora sette chilometri e potrò riabbracciare i miei cari...

* il Cassi: uomo di origini versiliesi trasferitosi a Cinigiano molti anni fa, ma nonostante la lunga lontananza non aveva minimamente perso il suo spiccato accento lucchese. Noto  in paese per il suo umorismo viene spesso ricordato in tanti "e come disse".  I più censurabili. La frase in questione la disse ad una signora che gli chiedeva spiegazioni su un lavoro, lui tre volte cercò di essere chiaro ma l'accento lucchese e la sordità dell'anziana signora non aiutavano, alla terza volta che la signora disse: non ho capito...lui chiuse: non importa ho capito io!!!

                                                                      il direttore        
                                                                        sf o sdm

lunedì 31 marzo 2014

CINIGIANO-ARCIDOSSO 1-0

                         Cinigiano- Arcidosso 1-0 Ferrini.T (Rig.)
                                             GODO

Arrivato in ritardo come un entrata di Montero, vengo accolto da un autentica, quanto meritata, ovazione.  Mi sento come un imperatore Romano entrato al colosseo, che per l'occasione è gremito in ogni ordine di posti, con dentro 22 tigri e qualche gattino di peluche, pronte a sbranarsi per un centimetro.
Rinforzati dall' assenza di Panfi e da una precoce, quanto sospetta espulsione di Fanfani  (I massimi esponenti della nomenclatura, Figaro e Dos Santos, hanno già aperto un inchiesta... visto la recidiva) rimandiamo a casa in maniera più netta di quanto non dica il risultato e con un rigore generoso i Caperci... ma c'è più gusto se hanno da recriminare. Queste partite hanno un sapore diverso da tutte le altre per via di una rivalità atavica che sfocia nell'odio (sportivo) che nulla potrà placare. Il godimento che lascia una vittoria così, dura più a lungo perché oltre ad averli battuti li abbiamo anche superati in classifica.

Pobega 7: sicuro nelle uscite alte, col suo vocione da orco inibisce ogni velleità degli avanti Arcidossini!

Ferrini S. 7: guida in maniera impeccabile la retroguardia. Saggiamente non si macchia di interventi da codice penale che in partite simili sono benzina sul fuoco.
 
Fanfani 7: espulso a metà primo tempo per fallo da ultimo uomo, incrociandomi in tribuna mi chiede: cosa potevo fare? Io onestamente ribatto: peggio di quello che hai fatto era obbiettivamente difficile, ma non importa! Zeman e Boskov sostenevano che in 10 si gioca meglio che in 11! Se ti può consolare!

Idrizzi 7: non concede nulla al suo avversario. Troppo spesso cade e sembra perire, per poi rialzarsi istantaneamente... misteri della fede...

Tassi 7: il capitano, vistosamente debilitato, guida la squadra verso la meta con fare autoritario. Dopo il gol da tre punti di Scarlino un altra prestazione sontuosa per la gioia del pubblico e del presidente!

Piccioni 8,5: decisamente sopra alla media per tempismo, agonismo e sagacia tattica, gioca al gatto col topo.

Arzillo 7: fa a sportellate con la coriacea difesa capercia, meriterebbe il gol per il grande impegno, ma uno strepitoso Coppi gli nega la gioia!

Ferrini T. 8: il penalty che può valere una stagione, il pallone che diventa peso come quello medicinale, il pubblico che rumoreggia perché vorrebbe il capitano sul dischetto... ma lui freddo come un eschimese, non fallisce e zittisce gli scettici! (Fanfani su tutti)

Coppi D. 8,5: un punto e mezzo in più sono per la fidanzata... combatte come un leone fino a che non viene abbattuto da un duro intervento di Saladini.

Oneto 7: tecnicamente ispiratissimo, e, nonostante la gara maschia non sia il suo pane, danza sulla palla dettando ritmi e giocate di qualità! Roba per palati fini.

Migliori 8,5: attaccante, centrocampista, difensore, dove lo metti e dove sa stare. Stranamente meno blasfemo del solito... avrà trovato la redenzione nella via di Damasco? O è stato con Brosio a Medjougorie?     

Sclano 7: ha in canna più volte il match-ball ma fallisce clamorosamente... non importa c'e più gusto se gli altri hanno da recriminare.

Valocchia 7: El Muto entra per Giulio a dare ordine nel convulso finale!

Ercoli 7: pochi minuti per uno stremato Arzillo, fa valere il suo fisico tenendo palla per far respirare la squadra.

Coppi J. 7: subentra a Migliori, mica a uno qualsiasi, e si distingue nell'esultanza finale.

Yildiz 7: il portierone (vorrei sottolineare che è l'unico ancora imbattuto della categoria) avrebbe fatto comodo se tra le due panchine il diverbio fosse sfociato in una sana rissa!

Leonardo Di Marte 9: nel nome c'è la speranza (vana) di un genitore di avere come figlio un genio (Da Vinci) e il cognome, Di Marte, ti fa capire quanto sia fuori posto in un campo di calcio!
Ti voglio bene! 

Tognotti 8: tatticamente di un altro pianeta, Piccioni esterno alto è la mossa per scardinare la difesa avversaria, ma ci pensa lo sciagurato Fanfani a costringerlo a cambiare il disegno tattico.  Rischia di innescare una bolgia da saloon con la panchina avversaria per futili motivi... ma quando ce vò ce vò!!!

Quasi dimenticavo... Panfi 9: in tribuna ad incitare i compagni è stato più utile che in campo dove, con i ruvidi (per usare un eufemismo) difensori avversari non avrebbe visto boccia... 

Pallanti 7: in tribuna spicca per eleganza e pacatezza, a differenza di altri che non fanno che bestemmiare e imprecare!

P.s: si accettano critiche, purchè moderate!


                                                               il direttore
                                                                 sf o sdm

martedì 25 marzo 2014

SPORT ESTREMI 14° PUNTATA

... mi chiama con tono imperativo, sento la terra tremare sotto i suoi passi, corre verso di me, forse pensa che sto scappando.
Nessuno può sfuggire al suo destino. Il destino ti aspetta in fondo alla strada che hai preso per evitarlo.
Mi sento come il portiere che all'ultimo calcio d'angolo va a cercare gloria nell'area avversaria. E' una brutta sensazione stare dalla  parte sbagliata del fucile. Come ultima spiaggia potrei correre verso di lui e, approfittando dell'effetto sorpresa, togliergli la carabina e risolvere a mio favore la situazione. Sie ciao!!! 
Le misere 4 nozioni di lotta greco-romana  (avute in una nottata molta alcolica in terra ellenica, da tale Kristos Papatanassiu), potrebbero essere insuficienti.  
Sento l'impercetibile clik del grilletto, ci siamo è giunta la mia ora, spero che eolo comprometta la traiettoria. Il rumore dello sparo silenziato fa molto 007, provo a fare come la tartaruga metto la testa fra le spalle e mi piego in avanti. Doing!!! Si sente ancora il suono della campana, questo è un avvertimento. Mi fermo e alzo le mani vorrei avere la bandiera bianca, per rendere piu chiaro che mi sto arrendendo. Un altro colpo sulla camapana mi paralizza. Ah se avessi  la mia 44 magnum sarei pronto per il conflitto a fuoco. Urla qualcosa che non riesco a capire e spara ancora due colpi che di nuovo fanno rintoccare la campana.  Fortuna che sono digiuno, altrimenti, mi sarei gia cacato sotto. Sono fermo con le mani alzate, non ho la forza di girarmi. Mi raggiunge e con la sua manona mi stringe ancora una volta la spalla dolorante e dice in un italiano maccheronico: ti folefo solo affisare di non scappare quando arrifa Ottmar,  il mio pastore bernese.
Sta in alpeggio con le mucche, gli sparo sulla campana per affisarlo che è arrifato il pranzo. 
E il pranzo sono io? Mi fa mangiare dal cane? Quello che scende dalla montagna più che un cane pare un bisonte. A grandi falcate cerca di raggiungerci, mi guardo intorno alla ricerca di un albero, se ce ne  fosse uno andrei su leggiadro come uno scoiattolo.
Peccato che a queste altitudini gli alberi so radi come i cani gialli.
Sono un tipo facilmente suggestionabile. Viene a me abbaiando minaccioso mi annusa ripetutamente,  sente il sangue, sente che sono "avviato".  L'orco gli urla in tedesco l'equivalente di "abbassa lo sguardo porcatroia" e lui si mette sdraiato e chiude gli occhi,  memore che quel tono di voce può portare solo spiacevoli carezze. 
Mette nella ciotola una latta di carne in gelatina e la posa a terra.  Invidio Ottmar, ho talmente fame che farei come un mio amico che dopo una serata a base di droghe medie e leggere preso dalla canonica fame chimica aprì il frigo e trovatosi di fronte solo un barattolo di MioCane avviato, dopo una breve esitazione risolse il dubbio amletico sentenziando: se fa bene a lui, fa bene anche a me! Nella stessa sera, il noto falsario, riusci a vendere e a far sniffare del dietor, per bamba appena sbarcata dalla Colombia, ma queste sono altre storie... Finalmente è tutto finito. 
Avevo travisato? O lui ha cambiato idea? Mi siedo per terra con la testa fra le mani l'adrenalina cala e fra i vari pensieri strani che in questi momenti ad altissima tensione mi sono balenati in testa ho pensato a quante volte ho fatto veramente la differenza nella vita di qualcuno.  
Al mio paese una via me la avrebbero intitolata?
Arrivo in cima alla collina ci sono due panchine e un cannocchiale panoramico, la vista è davvero incredibilmente bella, riesco anche a vedere la mia macchina un po' più a valle nel parcheggio.
Mi siedo, l'orco mette una moneta nel cannocchiale panoramico e mi invita a guardare. Ottmar ha finito di mangiare e ci raggiunge
Guardo verso il parcheggio e vedo qualcosa sopra al tettino della mia car...

                                                                      il direttore
                                                                        sf o sdm


giovedì 13 marzo 2014

DICONO DI ME...

Da CAVALLOROCK

Si narra di un uomo che a bordo di una betoniera dotata di pedali percorre in tempi brevissimi distanze siderali. Non per gloria o medaglie ma per vili scommesse pagate con aperitivi, che tra l'altro beve come se nell'arco delle 24 ore pranzasse e cenasse a ripetizione. Si dice anche che scriva di imprese sportive estreme dove lui è il protagonista. Vince sempre, ma di tutto ciò non esiste testimonianza. Si sussurra che sia a conoscenza di tutto, dall'edilizia all'alta cucina, dalla politica alla chimica, solo le famose statuine in ceramica dell'alto Adige lo mettono in difficoltà, altri tentano di eguagliarlo ma se non avessero tutti quei soldi....
Quest'uomo io lo conosco


AUGURI uomo

Ps: questo è quello che dice uno che mi conosce da molto tempo...sicuramente è vero...grazie sf o sdm


amo il bello ed il buono, ovunque si trovino...ma soprattutto amo chi mi fa ridere... sf o sdm



mercoledì 26 febbraio 2014

Welcome Brunello

Ormai sto diventando un critico enogastronomico di fama internazionale. Domenica scorsa sono stato ospite di Extra Lucca, kermesse che ha avuto come protagonista l'olio, o se voi fa il ganzo E.V.O.O.  Oltre ad assaggiare ottimi unguenti e gelati a base olio, ho avuto la fortuna di assistere ad una lezione di cucina e di umiltà della mitica Valeria Piccini chef del ristorante "da Caino", ristorante che da ben 15 anni mantiene 2 stelle Michelin. 
Vedendo all'opera questo grosso calibro della cucina mondiale una volta tornato a casa sono aumentate in maniera esponenziale le mie velleità culinarie e un banale ovo in padella con rigatino adiacente, è diventato nella mia presentazione a Paloma (l'erede femmina della famiglia) un occhio giallo uscito dal boccone del prete di una pennuta mugellese, con guanciale di suino abbronzato... te mi capisci che è tutta un'altra musica... (non l'ha voluto).

In questo fine settimana sono stato per due giorni consecutivi a Benvenuto Brunello. Il sabato, giornata esclusiavamente per i giornalisti, sono passato nelle vesti di direttore de Le Ficarì, con tutti gli oneri e gli onori del caso. 
Per me che ho un  passato nelle cantine cinigianesi dove si beve tutti dal solito bicchiere munito di "camicia" e riempito direttamente dalla botte, passare a somelier tutti in ghingheri, a servire file di calici, il salto è stato decisamente grosso.
Dopo la "doverosa" degustazione sono andato a salutare un po' di amici fra i vari stand, e anche li ho dovuto assaggiare. Vedendomi così acclamato, un tipo, di cui per decenza non farò il nome, ha iniziato a parlarmi di Biodinamica con molta enfasi, sembrava più uno scenziato che un contadino. Per avvalorare le sue tesi ha proposto: Le faccio una verticale? ma io ho frenato il suo entusiasmo: e chi sei Yuri Chechi!!! Girellando fra i banchi ho trovato il mio amico Luca S. e oltre che di vino, abbiamo amabilmente disquisito sulle proprietà terapeutiche dei roditori femmina presenti in loco (di Pil che non è prodotto interno lordo). A pranzo al buffet avrei voluto fare il new age e chiedere un centrifugato o una tisana, ma chi mi avrebbe creduto?

La domenica invece è aperta al pubblico di settore o a chi ha un invito, e il team Le Ficarì si è schierato con il più classico e offensivissimo tridente. Punta centrale ovviamente io, e sulle ali a destra Marco Bartalucci detto Zorro, perché quando supera il livello di guardia gli viene una striscia rossa intorno agli occhi, che sembra la maschera di Zorro appunto.  
A sinistra Cristiano Canuti detto Pio... non per una spiccata devozione all'altissimo ma per la passione che ha erditato dal nonno (Pio) per il vino.   
Arrivati con un mezzo di terra tecnologicamente avanzato ci siamo dovuti scontrare con la cruda realtà, una fila chilometrica fra noi e il nostro obbiettivo, il vino. Io avendo il pass del giorno prima sarei potuto entrare ma non me la sono sentita di lasciare i miei compagni di sbronze in fila (a fine serata sono stato premiato per il Fair Play).
Accampati all'esterno insieme a noi, orde di fans del vino più buono del mondo, e i soliti alcolisti che, con la scusa di degustare, aspettavano di poter entrare a prendere una sbornia gratis.  
Finalmente dentro, Zorro, col suo fiuto da segugio ci ha guidato alla ricerca dei top ten (secondo lui) che ben presto sono diventati 20 e poi 30 etc...
Ai primi Brunelli i miei esterni sentivano i profumi di cuoio, mosto selvatico, tabacco e sottobosco... Pio dichiarava: la riserva dell'azienda Casa Raia la potrei prendere al posto del Polase al mattino appena sveglio. Visto l'andazzo, ho desistito e lasciato spazio alla loro fantasia. Facendomi consegnare le chiavi della macchina ho decretato che sarei stato lo chauffeur. 
Zorro-Cicerone con andatura sempre più a slalom continuava nel suo intento che credo fosse assaggiarli tutti, Pio lo seguiva come se davanti avesse un santone.
Alla 36esima azienda invece del solito grissino Zorro ha chiesto un panino con le acciughe sotto pesto, è stato il segnale che di lì a poco avremmo dovuto abbandonare il campo.  
Per vedere se fossero ancora in grado di continuare gli ho chiesto di parlare di un argomento a piacere. Non sono riusciti ad articolare un discorso di senso compiuto alchè mi sono visto costretto a fare come gli arbitri della boxe, dichiarandoli K.O. Va detto per dovere di cronaca che per questioni etiche i cinigianesi non possono sputare il vino, come fanno i più. 
Usciti fra gli applausi andando verso la macchina Pio sosteneva di essere in grado di guidare. 
Per toglierlo dall'imbarazzo gli ho fatto fare l'alcool test. Con 4,7 (quarta miglior prestazione mondiale di sempre) in uno stato di semi incoscienza l'ho collocato al lato passeggero. Sia mai che uno Zenigata di turno gli tolga mezzo e patente. 
Nonostante gli illustri assenti (Matteo Anziano Tavaroli ai box per il riacutizzarsi di un vecchio infortuonio - transaminasi alle stelle - e Alessio Panfi per un rene claudicante),  la squadra ha fatto la sua porca figura...
                                                                         .
 Gli occhiali a coprire gli effetti collaterali del vino e io a tenerli in piedi!!! 

 
                                                                   il direttore
                                                                    sf o sdm

 

sabato 8 febbraio 2014

SPORT ESTREMI 13° PUNTATA

...Saliamo su un pick-up grande, molto grande, tutto è proporzionato alle dimensioni del proprietario. A occhio e croce una macchina così, con un litro di benzina ci attraversa a malapena la strada.(cit. Schiucco) Prima di mettere in moto si guarda ripetutamente la mano destra con fare contemplativo. Si starà leggendo il futuro? Ogni suo gesto lo vedo finalizzato a quello che credo il suo scopo... la mia testa appesa al muro.
Alla prima sgassata il rombo assordante toglie la poca poesia residua all'incanto di queste montagne. E' una di quelle macchine americane, una Dodge 5 posti con il cambio automatico. I sedili posteriori sono inagibili, il retro è un incrocio fra una ferramenta ben fornita e un supermarket. Ci sono ogni genere di attrezzi da lavoro, c'è una motosega, un decespugliatore, un soffia foglie, tre tipi di ascia, una bottiglia di Schnaps (la grappa Svizzera) quasi finita, del pane raffermo, una carabina di precisione con tanto di mirino laser, e un flauto. A cosa gli serve un flauto, a incantare i serpenti? Questo è quello che si vede in superfice, sotto chissà cos'altro nasconderà... Forse era meglio se mi schiantavo in strada avevo già finito di patire. Se non altro se prova ad attaccarmi ho con cosa difendermi. Il cassone è coperto da un telo con delle macchie, presumibilmente di sangue. Credo che lì abbiano trovato alloggio i corpi senza vita di tutti quegli animali appesi. Ad ogni sgassata sbatto con la schiena sul sedile. I muscoli si stanno raffreddando e i traumi vengono alla luce con tutto il loro carico di dolore, particolarmente intenso è il dolore alla spalla destra, ma stoico, cerco di non mostrarlo. Ad un incrocio riconosco la strada che porta all'area di parcheggio dove ho la macchina, gli indico la direzione, ma lui non mi caca nemmeno di striscio e tira dritto. Quello che prima era un dubbio pessimistico sta mano a mano diventando una triste realtà. Secondo le mie malsane congetture dovrei buttarmi dall'auto in corsa per scampare alla morte. Il sentiero che ha preso è talmente stretto che dalla mia parte anche se volessi buttarmi non potrei aprire lo sportello. L'orco ha un ghigno soddisfatto, capisce che ho paura e gode di questa situazione di vantaggio, ma non sà che un animale ferito e impaurito è più pericoloso e aggressivo di uno sano. 
Lo guardo attentamente per vedere se ha dei punti deboli, forse lo potrei attaccare sulla sua autostima, dicendogli che è molto brutto, che fra l'altro sarebbe solo un'onesta e obbiettiva constatazione. Ma non credo che sia uno molto vanitoso. Sul sentiero sta scendendo un'auto, siamo costretti ad accostare in una delle piazzole appositamente create per scambiarsi. Ho la possibilità di scappare, ma con la carabina che ha dietro non avrei molte chance di fuga. Devo avere la meglio su di lui. Pare leggermi nel pensiero, scende  dall'auto e fa cenno anche a me di scendere. M'invita a gustarmi l'aria respirando a pieni polmoni. Ha lasciato l'auto in moto, respiriamo monossido di carbonio. Cerca il dialogo, vuole rilassarmi, non vuole uccidermi quando sono teso e con l'adrenalina in circolo, altrimenti la mia carne sarà dura quando la cucinerà. Mi chiede oltre allo slittino che cosa voglio fare sulle montagne. Torna in auto prende la carabina e gli monta quello che credo essere un silenziatore. No cazzo sarà un esecuzione, mi scendono lacrime tristi, non sono pronto per morire. Cerco di prendere tempo spiegandogli il mio triathlon e che il resto della comitiva mi starà aspettando per partire per la scalata della Chruez, anzi, non vedendomi arrivare, avranno già dato l'allarme. Lui dal canto suo, per mostrarmi la sua abilità balistica mi indica un palo di un recinto su cui è posta una campana di bronzo, lontana circa 50 metri, spara e la fa suonare. Mi guarda con un ghigno assassino e parla dei suoi trascorsi nella nazionale elvetica di biathlon. La fuga non ha senso con un cecchino di questa caratura.
Guardando il sole stabilisco che sarà mezzogiorno e penso, ma cazzo gli altri ancora non mi cercano? Provo ad elaborare un piano d'attacco, ma è grande come Hulk Hogan, le mie chance di vittoria in un corpo a corpo sono ridotte al minimo. Mi dice di andare in cima ad una collinetta, sostiene che da li ci sia il miglior panorama della zona. Lo so, è un trucco, non ha il coraggio di spararmi guardandomi in faccia. E io che sognavo di perire su un red carpet davanti ad una folla acclamante, o dopo aver segnato il gol decisivo in rimonta al novantesimo in una finale mondiale, (e a chi gli regge il cuore? a Rivera gli ha retto). Con simili uscite di scena sarei salito di diritto nell'olimpo degli immortali con Jim Morrison e Kurt Kobain. Invece verro trucidato da un folle cannibale delle montagne in circostanze bizzarre che esibirà la mia testa come trofeo di caccia... che fine ingloriosa.
Continuo a camminare, ho paura di sentire il sibilo della carabina silenziata... avanzo lento... certo che...se arrivo sulla cima della collina... chissà di là cosa c'è... forse potrei salvarmi...

                                                                        il direttore 
                                                                         sf o sdm