domenica 6 luglio 2014

OBBIETTIVO RACE ACROSS AMERICA 2017

In vista della mia prima R.A.AM (Race Across America) in cui gareggerò nel 2017 ho iniziato la preparazione.  Con il mio cancello a pedali (come dice il Vannelli, tanto è pesa) alle 5.10 ora locale sono partito con nuvole nere nel cielo e Aldo Rock nelle orecchie a stimolarmi la mente.
Il circuito che sono andato ad affrontare prevedeva: partenza dalla redazione del Blog, giù a rotta di collo fino alla piana della Cortilla (affluente delle Melacce a sua volta affluente delle Trasubbie, a sua volta affluente dell'Ombrone)  risalita a Montecucco, (per i meno esperti della zona più o meno come scalare lo Stelvio), Poggi del Sasso-Bagnolo-Cinigiano.
A quell'ora la fauna è assortita, alcune specie vanno a cercar giaciglio, altre, quelle che vanno ad energia solare, stavano iniziando il risveglio e cominciavano la necessaria ricerca di cibo. Ho potuto ammirare e sfidare in piena velocità un capriolo che a causa del suo maggior grip sul terreno scoseso mi ha nettamente battuto. Ho incontrato un'allegra famigliola di cinghiali che mi ha  accompagnato per pochi metri, con la mamma costretta a redarguire uno dei piccoli perchè troppo indisciplinato. Il giovane irsuto zigzagandomi  davanti ha rischiato di farmi cadere. Ma l'incontro più spiacevole l'ho avuto con uno sciame di tafani. A causa della mia velocità (7 km orari ovviamente in salita con una pendenza che sfidava le leggi della fisica) hanno banchettato sulle mie membra scoperte. I tafani, trovati poi positivi al campari, va sottolineato che  non danno semplici pizzichi, ti fanno un  prelievo. Si è trattato di una vile imboscata, ho sognato di avere la coda. Nei pressi del bagnolo uno sparo ha rotto il magico silenzio mattutino, seguito da un lamento, con lo sguardo ho cercato l'origine del rumore, e poco più a valle ho visto un capriolo accasciarsi e una macchina partire a gran velocità, forse un regolamento di conti.
Come primo allenamento niente male, 26 km in 1 ora e 27 minuti e tanti incontri, piacevoli e meno,  ma chissa quali animali dovrò affrontare attraversando l'america...

                                                                     il direttore
                                                                       sf o sdm

sabato 7 giugno 2014

CINIGIANO-TORBIERA 5-4...IO C'ERO

Insolito orario le 19, vittima di uno strano compromesso. Di solito i cinigianesi sono impegnati in estenuanti serie di aperitivi a quell'ora... be stavolta "faranno" un'eccezione, il fegato, col tempo,  ringrazierà. 
Tifo assordante, fumogeni, trombe...sembra la finale di champions, a suo modo lo è, per i presenti vale molto di più, vale una stagione...
Pronti via e passiamo in vantaggio, Panfi su rigore al 6° del primo tempo spiana la strada. In tribuna c'è già aria di trionfo. Non ce lo aspettavamo che fosse così facile è l'argomento più dibattuto. I soliti noti si portano avanti coi festeggiamenti e iniziano a far girare degli origami ripieni di sostanze ricreative. Il mio istinto non si fida e per precauzione mi tocco gli attributi ad ogni esclamazione trionfale. Tutto sto ottimismo non mi piace. Passa un quarto d'ora dove i nostri gigioneggiano. Il gol  ha avuto "effetto bromuro" il ritmo è sceso vertiginosamente, loro non sembrano impensierirci. Jari  mi chiede un finanziamento a tasso zero per andare al bar a fare rifornimento e io magnanimo come un mecenate glielo concedo. Torna con  una balla di pop corn e una cola.  Intorno al 25° punizione per la Torbiera la distanza è siderale, ma il loro capitano, prende la rincorsa come se dovesse scagliare la palla sulla luna, l'autostima è ai massimi storici.  Ne esce uno sciavero*, gli dei del pallone sono in agguato, Pobega è inadeguato, respinge in maniera maldestra sui piedi di un incredulo Innocenti che insacca...1-1
Lo stato d'animo improvvisamente cambia, loro prendono fiducia e noi, nonostante il pareggio sia un risultato ancora favorevole, arretriamo inconsciamente. In tribuna cerchiamo di non abbatterci troppo.
26° calcio d'angolo per la Torbiera- Ferrini S. toglie letteralmente la maglia al centravanti avversario, forse vuole vedere se ha dei tatuaggi...rigore e 2-1 per loro...cazzo no lo spettro di Bela Guttman  incombe sulle nostre teste. Chi è che  ci stà gufando?
Ci consoliamo con frasi di circostanza...un gol lo recuperiamo quando vogliamo.
Passano pochi minuti e da una rimessa laterale nasce il 3-1, siamo in balia dei demoni dei nati perdenti, camminiamo sull'orlo del baratro, ora sono cazzi, l'inerzia del match è dalla loro. Me ne esco con un adagio tibetano che fa più o meno così " qui la fava 'ngrossa el dottore un si vede" che raccoglie molti consensi e fa sorridere in un triste momento. La  consapevolezza di essere con la testa sul ceppo con il boia pronto a decapitarci con la mannaia riporta la curva biancazzurra in uno stato di depressione, le sigarette truccate non ce la fanno da sole a riportare il buon umore.
I ragazzi sono frastornati, il Tognao prova a scuoterli, non avevano minimamente considerato l'idea di perdere...presuntuosi.
Fortunatamente anche la  loro difesa è da scapoli-ammogliati e al 44esimo Corina riapre il match 3-2. Si va al riposo.
In tribuna provo a spiegare i nostri errori  la psicologia di certe partite e che il gol del 3-2 ha di nuovo spostato l'inerzia dalla nostra parte, ma è come dà il concio alle colonne. 
Jari è alle prese ancora con i pop-corn e non ha tempo di tempestarmi con le sue mille domande.
Rientriamo in campo con piglio aggressivo. Spargo la voce che il mr, gran motivatore, abbia fatto ascoltare il monologo di Al Pacino  nel film Any given sunday...leggende che nutriranno il mito per i posteri.
A metà ripresa l'arbitro ci concede un rigore molto generoso. Manu prende la palla e non fa come Nino di De Gregori 3-3    
Tocca di nuovo a loro scoprirsi sembra un incontro di boxe un pugno a testa. La Torbiera si ributta in avanti a cercare il gol qualificazione e presta il fianco al nostro contropiede (ripartenza per i più giovani).
In tribuna siamo molto tesi un gol è facile subirlo, stasera poi che la difesa va a corrente alternata. Gli hooligans (T.L. G.A) sarebbero pronti per lo scontro, ma il clima che si respira non è da curva violenta.  
Al 30° da una splendida azione corale nasce il 4-3 di Arzillo. 
Sugli spalti si respira un altra aria, devono essere terminate le scorte di droghe leggere. I tifosi avversari calano di molti decibel il loro incitamento, credono che ora sia veramenete dura, è un ping pong di emozioni impagabile.
Stancamente andiamo verso il novantesimo. Da un duro contrasto esce malconcio Ferrini S che è costretto ad uscire, mentre viene portato fuori a braccia non trova di meglio da fare che farsi espellere per un futile battibecco con la loro panchina.  Ora siamo uno in meno, particolare non trascurabile. Loro non ne vogliono sapere di arrendersi.
L'arbitro concede 5 minuti di recupero, dobbiamo solo tenere palla e far scorrere il tempo, purtroppo non siamo maestri nel tiki taka. 
All' ultimo assalto la Torbiera conquista un calcio d'angolo. Il portiere avanza quatto quatto come la pantera rosa, in cerca di fortuna. Accade l'inenarrabile, cross colpo di testa del portiere e 4-4...cazzo ci risiamo. Si va ai supplementari siamo in dieci contro undici e con i cambi esauriti, stai a vedè che si perde. Evoco nella mia mente un rituale che in altre circostanze ha portato bene, roba da sciamani... Chiamo a me Giano il dio della forza e Niche la dea della vittoria...  sò scaramantico come un napoletano.
Il primo tempo supplementare verrà ricordato solo per la sopraggiunta oscurità, per un illuminazione pessima che lascia nel campo ampie zone d'ombra e per l'acido lattico.
Secondo tempo supplementare: i crampi regnano sovrani e mostrano le lacune atletiche dei calciatori.  
115° cinque minuti e l'agonia sarà finita, chirurgica, apertura di Oneto ad innescare Panfi, il lancio è decisamente lungo, il difensore è in anticipo...Panfi non demorde si inarca, e, brutto come un levriero in curva (se non avete mai visto una corsa di cani non potete capire) supera il difensore che prova invano a fare fallo, e vola verso la porta. Il portiere esce alla disperata fuori area e sembra in anticipo, sembra, Manu da l'ultima accellerazione e tocca di quel poco che basta la palla ad eluderne l'intervento, lo supera e a porta vuota insacca...Mancano 5 minuti ma stavolta  siamo all'epilogo davvero. L'indomito toro capalbiese è  matato, il torero Panfi l'ha trafitto al cuore,  5-4...è finita, siamo promossi in seconda categoria. Le porte del paradiso sono aperte...il rituale ha funzionato ancora una volta.
Non sarà stata la partita perfetta  ma è nell'imperfezione e nel difetto che sta la vera bellezza.  Il calcio è caos non ordine, e le cose non accadono mai per caso. Un banale 2-0  sarebbe stato triste come una truffa agli anziani e si sarebbe smarrito nel  tempo, un 5-4 così rocambolesco resterà impresso nella memoria dei presenti e, come capita spesso nei paesi come il nostro, verrà evocato ad esempio nei tanti  "epici ti ricordi". Grazie ragazzi  avete fatto la storia. E' tanta roba poter dire "c'ero anch'io".
Se Italia-Germania 4-3 del 1970 è stata votata partita del secolo scorso, Cinigiano-Torbiera 5-4 al momento e non credo di poter essere smentito, è la partita di questo secolo.
Jari mi fà un ultima domanda mentre scendiamo le gradinate, Babbo perchè piangi? Perchè sono felice, perchè vorrei che certe emozioni fossero eterne, perchè vincere è sempre bello, ma così lo è un pò di più, perchè non ero in campo a giocarla e perchè mi dispiace per gli avversari che hanno giocato con il cuore come noi, ma putroppo solo una squadra vince... mi abbraccia per consolarmi...

*Sciavero: tiro velleitario che ottiene più di quanto meriti. Sinonimi Befana o Fattoiata- tiro nel gioco del biliardo che prende il nome dai fratelli Fattoi che a biliardo non sapevano giocare ma avevano un culo smisurato...
 
Oggi niente pagelle, solo un aggettivo che secondo me vi identifica bene. Dopo una stagione così esaltante il voto non può che essere 9,5 per tutti. 
Pobega-Sicuro  Migliori-Poliedrico  Piccioni-Stiloso  Fanfani-Bonucci in "bella"  Idrizzi-Essenziale  Ferrini S-Tonico  Kaja-Futurista  Tassi-Stoico  Valocchia-Silente  Pallanti-Berti(ex calciatore)  Corina-Picasso  Sclano-Duttile  Arzillo-Roccioso  Ercoli-Boa  Ferrini T-Pick and roll  Oneto-Delizioso  Yliaz-Alter-ego di lusso  Coppi D-Sfortunato al gioco, molto meno in amore  Coppi J-Latitante  Tiberi-Fashion  Di.Marte-Babbo  
Tognao-è lo chef stellato che, con degli ottimi ingredienti ha realizzato  il capolavoro, siamo oltre a Cracco e alla sua cricca, qui siamo vicini alla scienza, è il Pellegrino Artusi del nuovo millennio...e se non sapete chi è andate affanculo.
Figaro-Indispensabile..

Special Mention e 10 assoluto come Nadia Comaneci alle olimpiadi di Montreal del 1976, per il bomber bianco. Manu con 34 gol è stato un FATTORE determinante, che, a differenza del suo gemello di naso (Ibra), quando conta segna sempre...ps. per te l'aggettivo è Duro come il pane di tre giorni...

ps. spero che la prossima stagione sia esaltante come quella appena trascorsa...e vi auguro di raggiungere l'obbiettivo all'ultimo minuto dell'ultima giornata...si gode troppo di più...

                                                                       il direttore
                                                                         sf o sdm

venerdì 23 maggio 2014

CINIGIANO--NUOVA GROSSETO 1-0

L'autore assicura formalmente che i nomi dei personaggi di questo articolo NON sono reali.
Poichè però è possibile che esistano persone con lo stesso nome e con alcune caratteristiche dei personaggi qui sotto descritti, l'autore assicura che si tratta di pura coincidenza...non è di loro che si parla qui.
PAGELLE: 
Pobega 7  nonostante gli avanti grossetani siano insidiosi come degli eunuchi per una pornostar infonde nell'aria una sicurezza a cui gli anni scorsi non eravamo abituati. Grazie, è una bella sensazione.
Ferrini S 7  la presenza della terna arbitrale gli permette di tenere la difesa alta senza soffrire di vertigini. Autoritario come Baresi .
Fanfani 7  mai in difficoltà. A metà ripresa gioca con le coronarie del pubblico azzardando un colpo di tacco decisamente fuori luogo...se si prendeva gol facevo come Mazzone contro l'Atalanta.
Idrizi 7  ha l'avversario più ostico e lo annulla (come un gol del Parma ((regolare)) ai tempi di calciopoli).
Tassi 7  gioca debilitato, ma non lo da a vedere, meriterebbe il gol per una punizione magistrale, ma il vento e il portiere gli negano la gioia. 
Kaja 7  vince il ballottaggio a tre con Migliori e Piccioni, ripaga la fiducia del Tognao giocando un calcio semplice ed efficace.
Panfi 7  è il nostro falso nueve. Si sacrifica per la squadra, non segna, ma fà sempre quello che serve...e se lo dico io...
Ferrini T 7   trotterella per il campo senza forzare, è il metronomo della gara, gestione sapiente da vero leader.
Sclano 7  Forma, con Arzillo la coppia quasi-gol  Calloni-Pacione. Ha il merito di essere sempre al posto giusto, peccato che ha il senso del gol di Mr Magoo.
Oneto 7  meno brillante del solito (forse per colpa delle notti brave di cui è stato protagonista ultimamente? ci sono foto) è comunque l'artefice della giocata che risolve la contesa.
Arzillo 7  cocktail di potenza e velocità, peccato che per addomesticare la palla ha bisogno di un domatore. Ha il grande merito di risolvere il match rischiando un frontale col palo.
Corina 7  bello da vedere come un tramonto in spiaggia con un Campari in mano. Sta al calcio come Marquez alla letteratura.  Unico neo, frequenta gli allenamenti come Maradona (quasi mai).
Piccioni 7  escluso eccellente entra senza polemizzare e mette i sigilli dal suo lato.
Migliori 7  l'altro escluso pare demotivato. E' stato risparmiato per la finale... 
Valocchia 7  entra a pochi minuti dalla fine per consentire la meritata standing ovation all'Arzillo.
Tognotti 7   il mastro chiccaio legge la partita perfettamente, mi sento, e non credo di esagerare, di poterlo accostare a Nostradamus.
Arbitro Bocci  9  il Collina della terza categoria non sbaglia niente, è sempre sull'azione. L'unica volta che erra concedendoci un calcio d'angolo è aiutato da Corina che con un fair play smisurato, per queste latitudini, gli dice di averla toccata lui.  
Banano 7  più "disturbatore" di Paolini.
Io 7  rinuncio alla DeeJayTen di Firenze ( corsa podistica dove mi sono imposto nelle ultime due edizioni, con buone probabilità di fare il tris ((mai riuscito a nessuno)) e accaparrarmi il montepremi), rinuncio ad un simposio con un filmaker calabro e uno storico Senese sull'influenza del Brunello sulla tavola, dai Sumeri ai giorni nostri, e rinuncio a seguire, come giornalista accreditato, la nazionale del vino al campionato europeo in Svizzera, pur di essere in tribuna. Se non è amore questo...

Dopo attenta analisi e un lungo dibattito con i miei collaboratori, sono arrivato alla conclusione che la palma di MVP non va a nessuno dei presenti all'interno del rettangolo verde. 
L'elevata qualità estetica delle presenze femminili ha creato non pochi deficit di attenzione tra i maschi presenti, una però era una spanna sopra alle altre. Una mora di ignota provenienza ma di indiscusso pedigree vince per distacco, e solo un educazione di tipo classico mi ha impedito di fischiarle il mio consenso.
La giuria composta da me e da altri, di cui ometterò i nomi onde evitare loro inutili ri-percussioni da mogli e fidanzate, ha decretato all'unanimità il massimo dei voti, 9,5 ( 10 non si dà). 
Ma non distogliamo l'attenzione dal nostro obbiettivo. Non credo sia necessario scomodare Sun Tsu per capire che è l'ultima battaglia che farà vincere la guerra. Vorrei ricordare di non pensare di aver gia vinto, la storia è piena di amare delusioni, mi viene in mente il derby del Peloponneso di Episkyros (sport antenato del calcio) del 324 A.C tra Micene e Corinto dove quest'ultimi erano favoritissimi ma vennero sconfitti dall'astuzia dei micenesi, oppure l'incubo Chiggia, goleador Uruguaiano che nella finale mondiale del 1950 gelò i duecento mila del Maracanà, (ferita ancora sanguinante per i Brasiliani). Per arrivare a qualcosa che avete vissuto, la finale champions Milan- Liverpool del 2005 dove, dopo il 3-0 del primo tempo sembrava fatta...sembrava...
Fate la storia di questa squadra...e in culo a tutti i Bela Guttman che ci gufano...
Ricordate... Le Parole Smuovono... L'esempio...Trascina..
Un solo pensiero nelle vostre teste...scriviamolo nel cielo...
                                       
                            ...GANAR...

ps. comunque andrà mi sentirò come dopo l'ultima puntata di Breaking Bad...mi mancherete... se nel mercato estivo non ci sarà la diaspora ci rivedremo ad agosto...vi voglio bene...

per chiarimenti sono a completa disposizione!



                                                                      il direttore

                                                                       sf o sdm

martedì 29 aprile 2014

SPORT ESTREMI 15° PUNTATA

...insiste per accompagnarmi alla macchina. No bello non mi freghi, declino l'invito con un tocco di saggezza popolare Cinigianese: è tutta discesa e in discesa vanno anche le zucche!
Scuote la testa e dice: non afere capito! Ripeto e lui di nuovo: non afere capito! Non importa, ho capito io (come disse il poro Cassi *)
Sono in vena di frasi celebri. Gli porgo la mano per congedarmi e mi pento istantaneamente del gesto distensivo. Ha una stretta eccessiva che non riesco a contenere,  potrebbe di nuovo sequestrarmi ma con disinvoltura riesco a divincolarmi. Ma vaffanculo troglodita. Lo penso ma non lo dico, sia mai che capisce e mi corca di mazzate. 
Passeggio leggero, il sole scalda il mio viso e i miei pensieri, penso a che storia fantastica potrò raccontare ai bambini in "vegliatura" o durante la scalata per stimolarli a non mollare: "ho passeggiato con la morte in balia di un pazzo forse addirittura cannibale...". I fratelli Grimm dei dilettanti al confronto... rimarranno a bocca aperta!
Sento l'orco intimare a Ottmar di tornare in alpeggio con le mucche, risalire in macchina e partire a gran velocità.
Il cane esegue senza se e senza ma. Finalmente solo!
Cerco una piccola vendetta, provo a chiamare il cane schioccando la lingua nel palato. E' un rumore insolito per lui, alza le orecchie e si ferma. Insisto sempre più forte, vedo che sarebbe tentato di seguirmi, ma nella sua testa non c'è margine per il dubbio, se eseguire o meno l'ordine categorico che ha ricevuto. Se ne va correndo.
E'  finito l'incubo, provo una sensazione di benessere. Mi sento al sicuro come da bambino dopo aver rubato le ciliegie, quando riuscivamo a seminare il contadino zoppo che reclamava il maltolto. Stranamente vengo colto da una leopardiana nostalgia, sarà la sindrome di Stoccolma? Boh.
Scendo verso il parcheggio dove stanno arrivando delle macchine. Saranno altri scalatori? Hanno targhe italiane. Che palle.
Mi avvicino  si girano verso di me con sguardi cordiali, come solo chi è in vacanza può avere. Provo a fingere di essere svizzero non ho voglia di socializzare e dico: gruezi mittenand (salve a tutti).
Se si escludono i baffetti ho ben poco di svizzero.
Non sono scalatori, sono due famiglie con un bambino piccolo a coppia, le madri fanno la gara su quale sia il più precoce a fare progressi. Dovrei farmi i cazzi miei ma l'occasione è troppo ghiotta per non ridimensionare l'ego delle vanitose milf. Mi avvicino e dico: il figlio di un mio amico a sette mesi parlava fluentemente con i rutti tanto che lo ribattezzammo Waiominghe junior (quello del film Ovosodo). La più attraente gira la testa di scatto con fare stizzito, non si aspettava di trovare sulle montagne uno che gli facesse abbassare la cresta. La sua amica con occhialini da nerd mi guarda e con un largo sorriso mi dà il suo consenso. In quello sguardo scopro la gioia e il ringraziamento per aver vendicato tutta la sua frustrazione.
Cala un silenzio spettrale interrotto dal marito della vanitosa che con accento toscano mi fa: o te unneri tedesco? No, era solo per fare scena. Rispondo.
Gli uomini, con manovre da contorsionisti, indossano gli zaini dove troveranno alloggio gli eredi durante la passeggiata. La nerd per rinforzare la nostra alleanza, mi chiede che cosa mi sia capitato indicando i miei vestiti rotti e sporchi di erba. Potrei raccontarle "di una vita che ho vissuto e che non ho capito", ma a vedere le facce sanno 'na sega di Vasco. Le rispondo vagamente: è una storia lunga e non voglio annoiarvi! La vedo delusa e dico per scusarmi: magari se ci incontriamo di nuovo ti racconto, i mie amici mi aspettano per scalare la Chruez e sono in ritardissimo, avranno già chiamato i soccorsi credendomi disperso.
Sul tetto della macchina c'è la borsa delle provviste che gli sherpa,  hanno messo al riparo da eventuali assalti di animali. C'è un biglietto scritto in geroglifico che presumo siano delle scuse. Prendo la busta con i viveri e mi incammino mesto con andatura claudicante verso la baita.  Ancora sette chilometri e potrò riabbracciare i miei cari...

* il Cassi: uomo di origini versiliesi trasferitosi a Cinigiano molti anni fa, ma nonostante la lunga lontananza non aveva minimamente perso il suo spiccato accento lucchese. Noto  in paese per il suo umorismo viene spesso ricordato in tanti "e come disse".  I più censurabili. La frase in questione la disse ad una signora che gli chiedeva spiegazioni su un lavoro, lui tre volte cercò di essere chiaro ma l'accento lucchese e la sordità dell'anziana signora non aiutavano, alla terza volta che la signora disse: non ho capito...lui chiuse: non importa ho capito io!!!

                                                                      il direttore        
                                                                        sf o sdm

lunedì 31 marzo 2014

CINIGIANO-ARCIDOSSO 1-0

                         Cinigiano- Arcidosso 1-0 Ferrini.T (Rig.)
                                             GODO

Arrivato in ritardo come un entrata di Montero, vengo accolto da un autentica, quanto meritata, ovazione.  Mi sento come un imperatore Romano entrato al colosseo, che per l'occasione è gremito in ogni ordine di posti, con dentro 22 tigri e qualche gattino di peluche, pronte a sbranarsi per un centimetro.
Rinforzati dall' assenza di Panfi e da una precoce, quanto sospetta espulsione di Fanfani  (I massimi esponenti della nomenclatura, Figaro e Dos Santos, hanno già aperto un inchiesta... visto la recidiva) rimandiamo a casa in maniera più netta di quanto non dica il risultato e con un rigore generoso i Caperci... ma c'è più gusto se hanno da recriminare. Queste partite hanno un sapore diverso da tutte le altre per via di una rivalità atavica che sfocia nell'odio (sportivo) che nulla potrà placare. Il godimento che lascia una vittoria così, dura più a lungo perché oltre ad averli battuti li abbiamo anche superati in classifica.

Pobega 7: sicuro nelle uscite alte, col suo vocione da orco inibisce ogni velleità degli avanti Arcidossini!

Ferrini S. 7: guida in maniera impeccabile la retroguardia. Saggiamente non si macchia di interventi da codice penale che in partite simili sono benzina sul fuoco.
 
Fanfani 7: espulso a metà primo tempo per fallo da ultimo uomo, incrociandomi in tribuna mi chiede: cosa potevo fare? Io onestamente ribatto: peggio di quello che hai fatto era obbiettivamente difficile, ma non importa! Zeman e Boskov sostenevano che in 10 si gioca meglio che in 11! Se ti può consolare!

Idrizzi 7: non concede nulla al suo avversario. Troppo spesso cade e sembra perire, per poi rialzarsi istantaneamente... misteri della fede...

Tassi 7: il capitano, vistosamente debilitato, guida la squadra verso la meta con fare autoritario. Dopo il gol da tre punti di Scarlino un altra prestazione sontuosa per la gioia del pubblico e del presidente!

Piccioni 8,5: decisamente sopra alla media per tempismo, agonismo e sagacia tattica, gioca al gatto col topo.

Arzillo 7: fa a sportellate con la coriacea difesa capercia, meriterebbe il gol per il grande impegno, ma uno strepitoso Coppi gli nega la gioia!

Ferrini T. 8: il penalty che può valere una stagione, il pallone che diventa peso come quello medicinale, il pubblico che rumoreggia perché vorrebbe il capitano sul dischetto... ma lui freddo come un eschimese, non fallisce e zittisce gli scettici! (Fanfani su tutti)

Coppi D. 8,5: un punto e mezzo in più sono per la fidanzata... combatte come un leone fino a che non viene abbattuto da un duro intervento di Saladini.

Oneto 7: tecnicamente ispiratissimo, e, nonostante la gara maschia non sia il suo pane, danza sulla palla dettando ritmi e giocate di qualità! Roba per palati fini.

Migliori 8,5: attaccante, centrocampista, difensore, dove lo metti e dove sa stare. Stranamente meno blasfemo del solito... avrà trovato la redenzione nella via di Damasco? O è stato con Brosio a Medjougorie?     

Sclano 7: ha in canna più volte il match-ball ma fallisce clamorosamente... non importa c'e più gusto se gli altri hanno da recriminare.

Valocchia 7: El Muto entra per Giulio a dare ordine nel convulso finale!

Ercoli 7: pochi minuti per uno stremato Arzillo, fa valere il suo fisico tenendo palla per far respirare la squadra.

Coppi J. 7: subentra a Migliori, mica a uno qualsiasi, e si distingue nell'esultanza finale.

Yildiz 7: il portierone (vorrei sottolineare che è l'unico ancora imbattuto della categoria) avrebbe fatto comodo se tra le due panchine il diverbio fosse sfociato in una sana rissa!

Leonardo Di Marte 9: nel nome c'è la speranza (vana) di un genitore di avere come figlio un genio (Da Vinci) e il cognome, Di Marte, ti fa capire quanto sia fuori posto in un campo di calcio!
Ti voglio bene! 

Tognotti 8: tatticamente di un altro pianeta, Piccioni esterno alto è la mossa per scardinare la difesa avversaria, ma ci pensa lo sciagurato Fanfani a costringerlo a cambiare il disegno tattico.  Rischia di innescare una bolgia da saloon con la panchina avversaria per futili motivi... ma quando ce vò ce vò!!!

Quasi dimenticavo... Panfi 9: in tribuna ad incitare i compagni è stato più utile che in campo dove, con i ruvidi (per usare un eufemismo) difensori avversari non avrebbe visto boccia... 

Pallanti 7: in tribuna spicca per eleganza e pacatezza, a differenza di altri che non fanno che bestemmiare e imprecare!

P.s: si accettano critiche, purchè moderate!


                                                               il direttore
                                                                 sf o sdm

martedì 25 marzo 2014

SPORT ESTREMI 14° PUNTATA

... mi chiama con tono imperativo, sento la terra tremare sotto i suoi passi, corre verso di me, forse pensa che sto scappando.
Nessuno può sfuggire al suo destino. Il destino ti aspetta in fondo alla strada che hai preso per evitarlo.
Mi sento come il portiere che all'ultimo calcio d'angolo va a cercare gloria nell'area avversaria. E' una brutta sensazione stare dalla  parte sbagliata del fucile. Come ultima spiaggia potrei correre verso di lui e, approfittando dell'effetto sorpresa, togliergli la carabina e risolvere a mio favore la situazione. Sie ciao!!! 
Le misere 4 nozioni di lotta greco-romana  (avute in una nottata molta alcolica in terra ellenica, da tale Kristos Papatanassiu), potrebbero essere insuficienti.  
Sento l'impercetibile clik del grilletto, ci siamo è giunta la mia ora, spero che eolo comprometta la traiettoria. Il rumore dello sparo silenziato fa molto 007, provo a fare come la tartaruga metto la testa fra le spalle e mi piego in avanti. Doing!!! Si sente ancora il suono della campana, questo è un avvertimento. Mi fermo e alzo le mani vorrei avere la bandiera bianca, per rendere piu chiaro che mi sto arrendendo. Un altro colpo sulla camapana mi paralizza. Ah se avessi  la mia 44 magnum sarei pronto per il conflitto a fuoco. Urla qualcosa che non riesco a capire e spara ancora due colpi che di nuovo fanno rintoccare la campana.  Fortuna che sono digiuno, altrimenti, mi sarei gia cacato sotto. Sono fermo con le mani alzate, non ho la forza di girarmi. Mi raggiunge e con la sua manona mi stringe ancora una volta la spalla dolorante e dice in un italiano maccheronico: ti folefo solo affisare di non scappare quando arrifa Ottmar,  il mio pastore bernese.
Sta in alpeggio con le mucche, gli sparo sulla campana per affisarlo che è arrifato il pranzo. 
E il pranzo sono io? Mi fa mangiare dal cane? Quello che scende dalla montagna più che un cane pare un bisonte. A grandi falcate cerca di raggiungerci, mi guardo intorno alla ricerca di un albero, se ce ne  fosse uno andrei su leggiadro come uno scoiattolo.
Peccato che a queste altitudini gli alberi so radi come i cani gialli.
Sono un tipo facilmente suggestionabile. Viene a me abbaiando minaccioso mi annusa ripetutamente,  sente il sangue, sente che sono "avviato".  L'orco gli urla in tedesco l'equivalente di "abbassa lo sguardo porcatroia" e lui si mette sdraiato e chiude gli occhi,  memore che quel tono di voce può portare solo spiacevoli carezze. 
Mette nella ciotola una latta di carne in gelatina e la posa a terra.  Invidio Ottmar, ho talmente fame che farei come un mio amico che dopo una serata a base di droghe medie e leggere preso dalla canonica fame chimica aprì il frigo e trovatosi di fronte solo un barattolo di MioCane avviato, dopo una breve esitazione risolse il dubbio amletico sentenziando: se fa bene a lui, fa bene anche a me! Nella stessa sera, il noto falsario, riusci a vendere e a far sniffare del dietor, per bamba appena sbarcata dalla Colombia, ma queste sono altre storie... Finalmente è tutto finito. 
Avevo travisato? O lui ha cambiato idea? Mi siedo per terra con la testa fra le mani l'adrenalina cala e fra i vari pensieri strani che in questi momenti ad altissima tensione mi sono balenati in testa ho pensato a quante volte ho fatto veramente la differenza nella vita di qualcuno.  
Al mio paese una via me la avrebbero intitolata?
Arrivo in cima alla collina ci sono due panchine e un cannocchiale panoramico, la vista è davvero incredibilmente bella, riesco anche a vedere la mia macchina un po' più a valle nel parcheggio.
Mi siedo, l'orco mette una moneta nel cannocchiale panoramico e mi invita a guardare. Ottmar ha finito di mangiare e ci raggiunge
Guardo verso il parcheggio e vedo qualcosa sopra al tettino della mia car...

                                                                      il direttore
                                                                        sf o sdm


giovedì 13 marzo 2014

DICONO DI ME...

Da CAVALLOROCK

Si narra di un uomo che a bordo di una betoniera dotata di pedali percorre in tempi brevissimi distanze siderali. Non per gloria o medaglie ma per vili scommesse pagate con aperitivi, che tra l'altro beve come se nell'arco delle 24 ore pranzasse e cenasse a ripetizione. Si dice anche che scriva di imprese sportive estreme dove lui è il protagonista. Vince sempre, ma di tutto ciò non esiste testimonianza. Si sussurra che sia a conoscenza di tutto, dall'edilizia all'alta cucina, dalla politica alla chimica, solo le famose statuine in ceramica dell'alto Adige lo mettono in difficoltà, altri tentano di eguagliarlo ma se non avessero tutti quei soldi....
Quest'uomo io lo conosco


AUGURI uomo

Ps: questo è quello che dice uno che mi conosce da molto tempo...sicuramente è vero...grazie sf o sdm


amo il bello ed il buono, ovunque si trovino...ma soprattutto amo chi mi fa ridere... sf o sdm